venerdì 8 maggio 2009

Pino Maniaci un giornalista senza tessera




SiciliaInformazioni | Caso Maniaci, processo rinviato al 26 giugno. Scoppia la polemica tra l'Ordine nazionale dei giornalisti e quello regionale



Pino giornalista sopraffino


Piccolo grintoso e combattivo

tenace come un ulivo secolare

lui è un giornalista televisivo

che al mondo intero vuol parlare

la sua voce nell'etere fa male

non certo d'Albertazzi è la dizione

ma ricca di pratica professionale

può servir comunque di lezione

per tutti quei colleghi prezzolati

con la bocca per viltà cucita

senza vergogna d'esser sputtanati

dalla sua piccola tv autogestita

armato solo del suo sarcasmo

con il suo microfono è puntuale

porta ovunque il suo entusiasmo

dove si lotta per qualcosa d'illegale


Pino non ha paura di niente

con i suoi servizi fatti in casa

fa le pulci ad ogni potente

al mafioso o a Totò “vasa vasa”

ora qualche bastardo delinquente

ha cercato perfino di strozzarlo

e così ovunque anche dal continente

fanno a gara per proteggerlo e stimarlo

anch'io nel mio essere contestatore

memore del tuo saperti schierare

al nostro fianco contro l'inceneritore

ti voglio con ammirazione ringraziare




prima la vigliaccheria

della rozza violenza mafiosa

ed ora quella anonima

di qualche squallido verme

che non ha neppure una faccia

da mostrare senza vergogna

la mafia si sa colpisce nell’ombra

ed è micidiale quanto spietata

ma è un nemico noto messo nel conto

mentre la pugnalata nelle spalle

di qualcuno che odia per invidia

è una viltà ancora più triste

perché non priva di cultura

anche se di valori mistificati

e dietro le accuse senza volto

corre la giustizia dello stato

pronta in effimere discipline

senza curarsi del ridicolo rigore

imposto da leggi imperfette



Oggi si è tenuta presso il tribunale di Partinico la prima udienza, con l’ovvio risultato di rinvio, del

Processo a Pino Maniaci per esercizio abusivo della professione giornalistica. Un fatto di una gravità inaudita, come direbbe qualcuno, che oltre a sfiorare il ridicolo di una magistratura pronta a dar seguito a denunce anonime con il rischio di colpire ed indebolire una voce forte e molto presente contro la criminalità mafiosa e lo strapotere dell’illegalità diffusa, dimostra ancora di più in quale situazione di degrado morale ed istituzionale sia attualmente il Paese.

Contemporaneamente lo stesso tribunale mandava “assolta” per prescrizione la mai doma Bertolino con la sua pestilenziale distilleria, rischiando così di vanificare decennali lotte della popolazione di Partinico in difesa dell’ambiente e della salute collettiva.


Quanti giornalisti cosiddetti, con la tessera corporativa in tasca, possono essere considerati appena al livello di un Maniaci, per volontà, dinamicità, coraggio, nel documentare la realtà in tutti i suoi aspetti senza condizionamenti del potere politico ed economico imperante?


In contemporanea a questo processo farsa dovrebbe partire quello per i 20 prezzolati assunti con chiamata diretta dall’ex governatore Cuffaro, per le sue tribune stampa, profumatamente pagati, di cui qualcuno non ha neppure la famosa tessera dell’Ordine. Ma si sa certe protezioni possono aprire tutte le porte. E a proposito della condanna di Cuffaro a 5 anni e interdizione dei pubblici uffici, com’è che può fare il senatore, forse che il senato non è un pubblico ufficio?

Ma in senato c’è anche quell’illustre personaggio grande amico del premier, che risponde al nome di Marcello Dell’Utri, già condannato in primo grado a nove anni per associazione mafiosa, estimatore di Mussolini, ed ora relatore di un emendamento che vorrebbe sconfessare il rischio dei cambiamenti climatici per colpa dell’uomo, perché sono modesti. Il che è perfettamente in linea con la schizofrenia del governo che nel pomposo G8 di Siracusa si dichiara a favore di iniziative comuni con l’Europa per combattere l’effetto serra. Parole tante a vanvera, fatti concreti niente.

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