lunedì 13 giugno 2016

In nome di Giuseppe Bommarito


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grazie a Giovanni D'Aleo per la sua viva lettura della mia poesia


13 giugno 1983



anni 70-80 l’aspra cronistoria
delle  vittime di mafia
ed io che correvo su e giù tra il nord e il sud
occupandomi solo di campare…

le notizie degli attentati
in una lunga scia di sangue
che pareva non dovesse mai finire
mi rimbalzavano addosso
un pò distratto e assente dopo quello
che più mi aveva colpito
di Peppino nel 79…

quasi non avevo più memoria
dei tanti caduti impegnati
nella lotta costante per la legalità
volevo far finta di niente
per non dovere sempre soffrire
di fronte all’impossibilità
di fermare il massacro…

 ma non potevo non ricordare
di quell’anno 83
le stragi dei magistrati insigni
prima Montalto e poi Chinnici
anticipi di quelle dieci anni dopo
di Falcone e Borsellino…

scoprendo solo qui a Balestrate
in mezzo ai tanti troppi caduti
d’ogni tipo e clamore
quella dei fidi dell’Arma
del 13 giugno che ha spento
il cuore dell’appuntato Bommarito…

ma che da allora continua a vivere
il nome di Giuseppe carabiniere
nell’impegno dell’associazione
mentre si aggiunge ai tanti,
Giovanni Paolo Peppino
ai molti, eroi silenziosi…

falciati sulla strada dell’impegno
da quella feccia tracotante
che s’illude di fermare
il cammino di nuove coscienze
che invece ad ogni misfatto
si sviluppano e si moltiplicano
in un’eco senza confini…

e la speranza sempre viva
è che chiunque ne sia conscio
e veda in questi nomi i simboli
di un riscatto possibile
possa sorbire almeno qualche goccia
del loro sublime nettare
come una lezione impareggiabile
per una vita degna