martedì 23 maggio 2017

23 Maggio 1992

http://palermo.gds.it/2017/05/23/falcone-borsellino-i-depistaggi-lopera-le-parole-rubate-in-diretta-dal-teatro-massimo-di-palermo_669198/

Per non dimenticare




Chi tace e piega la testa  muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola.  Giovanni Falcone

Ci sono cose che non si fanno per coraggio, si fanno per continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli . Carlo Alberto dalla Chiesa

Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto. Don Pino Puglisi

Se la gioventù le negherà il consenso, anche la mafia svanirà come un incubo.  Paolo Borsellino

Se s’insegnasse la bellezza si darebbe alla gente un’arma contro la paura e l’omertà.
Peppino Impastato

La criminalità non si combatte solo con i carabinieri, la gente deve sapere i fatti. quello che un giornalista deve fare è informare. Giancarlo Siani

A che serve vivere se non si ha l coraggio di lottare.  Pippo Fava






23 maggio 1992 - Giovanni Falcone


il suo sorriso calmo
sfottente sotto i baffi
e subito un lampo duro
negli occhi fissi
sul racconto di un impegno
che è dura lotta
a scapito della vita…

e quando il giorno
del supremo sacrificio
è arrivato con il suo carico
di crudeltà e di micidiale potenza
qualcuno avrà gioito
ma in molti abbiamo pianto…

poi migliaia di pugni alzati
e grida di rabbia nella navata
zeppa di bieca autorità
e la voglia accesa
di riprendere il testimone
della sua corsa irta
d'ogni specie di ostacolo
per un traguardo da osare…

mentre la feccia tracotante
celata nella sordida viltà
con mani adunche lorde di sangue
si era illusa di scalfire i simboli
delle idee di verità e di giustizia…

bestie crudeli ma ignoranti
non capiscono come ogni misfatto
le sviluppi e le moltiplichi
le trasformi in un’eco senza confini
quelle idee che hanno imbevuto
le coscienze del mondo…

e anche oggi il sangue dei tanti
falciati sulla strada dell’impegno
sempre indicheranno il cammino
a chi è rimasto a chi è sopraggiunto














sabato 13 maggio 2017

parole per resistere resistere resistere: Incendi, cui prodest?

parole per resistere resistere resistere: Incendi, cui prodest?: http://messina.gds.it/2017/05/12/notte-di-fiamme-sui-nebrodi-a-naso-abitazioni-distrutte-disabili-evacuati-dalle-case_664403/   ...

Incendi, cui prodest?

http://messina.gds.it/2017/05/12/notte-di-fiamme-sui-nebrodi-a-naso-abitazioni-distrutte-disabili-evacuati-dalle-case_664403/






  Bene, cioè male, malissimo. In Sicilia è iniziata la stagione degli incendi. Siamo solo a Maggio, ma quest’anno il nostro caldo “venticello” di scirocco ci ha già deliziato con due giornate torride, e i piromani sono entrati ufficialmente in azione.  Da articoli di stampa: ”L’incendio, divampato nel tardo pomeriggio di giovedì in contrada Malò a Naso e domato ieri mattina, dopo un intenso lavoro da parte di vigili del fuoco, guardie forestali e volontari, con il fondamentale apporto di un canadair della protezione civile, alla fine ha lasciato un segno di tristezza ed è risultato uno dei più gravi, fra tanti, che i Nebrodi hanno contato negli ultimi anni. Dal tardo pomeriggio di giovedì le fiamme, probabilmente innescate dal piromane di turno approfittando delle alte temperature e del vento di scirocco…”
Questo quello più grave, poi altri minori sparsi qua e là. Il preavviso di ciò che potrà accadere più avanti nella stagione è già molto inquietante, e ricordando il giugno di fuoco dello scorso anno, non c’è da stare allegri. “il 16 Giugno scorso, giornata di scirocco micidiale, la Sicilia è stata assalita dalle fiamme. Incendi in ogni dove per un bilancio drammatico: 800 roghi, 5.626 ettari di terra incendiati, di cui 3.748 ettari bosco e 1.878 di superficie destinata a macchia mediterranea. Un inferno.”
Il problema è sempre lo stesso: c’è chi appicca il fuoco, per interesse o per distrazione. Il secondo caso è nettamente minoritario, mentre per il primo, prevalente, non è mai facile e conveniente indagare di chi sia l’interesse. Da sempre le accuse sparse delle autorità che si avvicendano al governo o con le diverse responsabilità spaziano dal considerare colpevoli: la mafia in genere, i forestali disonesti, i pastori che vogliono allargare il pascolo, chi vuole creare spazi per costruire.
Da sempre si lanciano grandi allarmi, si fanno propositi d’intervenire radicalmente, poi nulla si fa, e il fuoco continua a distruggere ettari di territorio, di boschi, di natura meravigliosa. Eppure qualcosa anche se poco si è fatto, per darsi strumenti legislativi, come “la legge 1 Marzo 1975, n. 47 con particolare 'art. 9 e di analoghe disposizioni regionali in materia che vieta l'insediamento di costruzioni di qualsiasi tipo nelle zone boscate distrutte o danneggiate dal fuoco, impedendo, altresi’, che tali zone assumano una destinazione diversa da quella avuta prima dell'incendio.
La tutela giuridica e’stata in seguito integrata dalla Legge Galasso, n. 431 dell' 8 Agosto 1985, che sottopone al vincolo paesaggistico i terreni boscati percorsi dalle fiamme.”
Ebbene mi chiedo quante siano le amministrazioni che per ottenere una drastica riduzione delle cause d’innesco d’incendio, anziché intervenire nella fase emergenziale dello spegnimento, attuano queste disposizioni, e promuovono l’attività di prevenzione tramite l’attuazione anche di una ulteriore legge, nazionale n. 353/2000, che al comma 2 dell’articolo 10,  stabilisce che:
"i comuni provvedono a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente".
Già questo potrebbe essere utile per disinnescare una parte di quell’interesse di cui sopra. Poi c’è la questione dell’utilizzo intelligente e produttivo delle capacità del corpo forestale, che dovrebbe essere impiegato stabilmente per una efficace azione di prevenzione, come sostiene Legambiente:
“lanciamo un appello affinché si punti su una maggiore prevenzione e tutela del territorio e delle aree boschive, si realizzino campagne informative e di sensibilizzazione e soprattutto si incrementino le risorse da destinare ai soggetti che cooperano nella lotta agli incendi boschivi e ai comuni, con meccanismi premiali per chi riduce il fenomeno utilizzando efficaci sistemi di prevenzione”. Appunto, questo è il tema, una prevenzione che venga premiata, basterebbe che ogni squadra di forestali fosse spinta ad agire onde ottenere un premio se nella zona di competenza non si verificano incendi. Così cadrebbe anche la leggenda dei forestali incendiari. Tra l’altro in alcuni studi sull’argomento si parla di efficaci strumenti che potrebbero essere utilizzati “I punti di avvistamento comprendono un sensore all'infrarosso, una unita’ di telerilevamento, una stazione automatica per la rilevazione dei dati meteorologici, apparecchiature hardware e software per lo scambio delle informazioni con i Centri Operativi Locali ed un sistema di controllo e diagnostica”
Ci sono nel nostro territorio? Io ho visto solo qualche torretta di legno di controllo per forestali con buona vista.
Ma il problema è sempre lo stesso, mancanza di fondi, salvo spendere ingenti capitali per l’utilizzo dei Canadair, considerando che un’ora di volo, costa 14.000 €, e in passato, facendo una ricerca viene fuori una storia di speculazioni, con inchieste e arresti, che sarebbe troppo lungo raccontare.  Io, poi, maliziosamente mi chiedo da sempre se un altro “interesse” al fuoco, non sia anche proprio l’uso dei canadair.


martedì 9 maggio 2017

il mio 9 Maggio



Il tuo nome, Peppino

 
Da poco planato in Sicilia
tra le baracche di un territorio
stremato dal terremoto,
immerso nella lotta di un popolo
stretto tra il dramma e la mafia,
improvviso nella mia vita
irrompe il tuo nome
quel lontano 9 Maggio 78…

esplode sconosciuto come un fuoco
sempre più caldo e vivo
col passare degli anni…
io che credevo di fare, di essere
militante impegnato e coerente
mi sono imbattuto in te
nel tuo impegno, nel tuo ardore
nel tuo coraggio inimitabile…

e da allora, da quel primo corteo
tra la gente atterrita di Cinisi
che spiava da dietro gli scuri
di un’atavica impotenza
quel fiume variopinto di giovane forza
che gridava con rabbia il tuo nome
quasi 40 anni son passati…

metà di una vita
da quel giorno memorabile
in cui una truce menzogna di stato
ha tentato di coprire il tuo martirio
dipingendoti, come gìà Giangiacomo
suicida o dinamitardo inesperto…

troppo a ridosso d’un cadavere eccellente
vittima di un terrorismo imbecille
puntualmente usato per mistificare
infangando la tua e la nostra volontà
di rivoltare il vecchio mondo
per costruirne uno migliore
di cui tu già ne eri cantore e poeta…

quante albe e tramonti da quel giorno
che è deflagrato in molte coscienze pulite
di donne e uomini storditi
dalle notizie spezzettate e confuse
che andavano componendo un quadro
in cui l’unica certezza
era che tu non c’eri più…

non ci saresti stato più tra i compagni
non avremmo più sentito la tua voce a radio aut
ma da allora il tuo nome echeggia ovunque
è lievitato fino a coprire i continenti
è germogliato in menti d’ogni etnia
ha suscitato emozioni dagli schermi
favorendo lo sviluppo
di nuove promettenti consapevolezze…

da allora ogni anno il 9 maggio
è il momento dell’inventario
delle lotte, di qualche battaglia vinta
in una guerra ancora lunga,
dei caduti esemplari 
come i tanti Giovanni Falcone
che dai loro posti hanno conquistato
una morte importante come la tua…

ogni anno il tuo sacrificio
diventa sempre più ingombrante
per chi aveva pensato da vigliacco
di insudiciare la verità
ma anche in giorni comuni, sempre
tu ci costringi a fare i conti
con la nostra coscienza
con il nostro umore d’irriducibili…

ci costringi a confrontarci
con l’immenso capitale
che il tuo nome rappresenta
timorosi di dilapidarlo…

non più solo contro un Tano Seduto
boss locale più o meno potente
oggi, ci si batte contro un orco globale
chi vuole rubarci l'acqua
chi avvelena l'aria
chi uccide ogni ora di più il pianeta…
contro un governo nuovo
ma che è vecchio di sempre
di menzogne e di ingiustizie
di leggi buone per lorsignori
e sferza e miseria per gli altri…


ho il terrore di pensare che anche tu
pur con la tua lucida forza
oggi potresti rischiare di rimbalzare
contro il muro di gomma di questa società
ed essere costretto come me
a sperare solo nell’indennizzo della storia…
ma ti assicuro che il tuo nome, Peppino
vivrà per sempre scolpito nei nostri cuori
di chi non si arrende mai