lunedì 29 agosto 2016

Terremoto



Terremoto

terremoto, parola terrificante
con  un prima e un dopo
il durante non è percepibile
è l’attimo che sconvolge fulmineo
che non è facile da raccontare…

il prima è nella cultura del potere
nello squallido business del malaffare
che ruba atomi di sicurezza
nell’ignavia complice di una politica
che non ama abbastanza il bene pubblico
che è solerte solo con i proclami del dopo
e delle colpe scaricate sui più fragili…

una politica sfrontata
abile ad autoincensarsi
per la prontezza dei soccorsi
quando ormai restano solo briciole
di città grandi e piccole…

quando ormai si spera solo
nel fiuto canino per scovare
un rantolo superstite
mentre la scena spettrale è esaltata
dalle mille luci delle tv
a caccia di scoop del miglior orrore…

ma il dopo è anche
morti coperti di polvere
schiacciati dalle macerie
scovati in improvvisi anfratti
vittime dell’incuria
di una società allo sbando…

centinaia di bare allineate
per lo spettacolo del dolore
per la parata dell’ipocrisia
dove l’unico suono sincero
è il singhiozzo di chi ha perso
affetti beni e speranze…

Caduti, per chi per cosa?
Un tremito forte della terra
che dovrebbe insegnarci…




sabato 23 luglio 2016

Noi credevamo...

E' un brutto periodo, pessimo direi. Si può solo assistere davanti ai video alle oscenità di un mondo impazzito. E io non so scrivere altro che questo.




Noi credevamo


Noi credevamo…
era il mitico 68
Parigi Ce n’est qu’un début
continuons le combat
per un mondo migliore
più giusto e più sano

e abbiamo ottenuto
un mondo malato cronico
senza farmaci né rimedi
divorato da predatori
d’ogni specie e colore
al di sopra delle leggi

noi credevamo…
Bob Dylan e Joan Baez
erano i nostri fari
che illuminavano notti dure
stretti nei sacchi a pelo
delle strenue occupazioni

e ci siamo scontrati
con chiunque ci derideva
abbiamo duellato
con altri giovani refrattari
con padri incapaci di capire
e perfino con ragazze antiche

noi credevamo…
inventavamo cantando    
fresche parole d’ordine
fatto barricate d’idee
gridato le nostre proposte
sul muso di menti ottuse

e invece dei pacifici beat
ci siamo trovati i brigatisti
leggi speciali inutili
contro bombe e stragi
di chi sbagliando
aiutava l’orca della repressione

noi credevamo…
e ci facevamo cullare
dalle colonne sonore
di Blowin’ in the wind
e We shall overcome
contro il napalm sul Vietnam

e abbiamo assistito impotenti
ai video dell’Iraq aggredito
dai Bush della peggiore America
che blateravano di portare
la Democrazia coi marines
e le bombe giocattolo

noi credevamo…
che se libero l’amore
poteva essere per tutti
che un abbraccio fra diversi
poteva impedire le guerre
     peace che bella parola!

e oggi ovunque
risuona l’urlo della guerra
crescono dittatori e sultani
come funghi tossici
con colpi di Stato cruenti
per imbrigliare le libertà

noi credevamo…
colmi d’ingenua fede
e regalavamo spinelli
per addolcire gli sguardi
per correre al di là dei limiti
per scoprire nuovi aneliti

e subito hanno usato
droghe cattive artificiali
per stroncare giovani menti
futuri oppositori
annientati dalle overdoses
di false prospettive

noi credevamo
che il colore della pelle
rendeva gli uomini diversi
interessanti da scoprire
con i loro usi e costumi
per arricchirci di nuove sfumature

e invece solo odio
di razza e di religioni
egoismo crudele di chi
al sicuro sulla terra ferma
vede affondare impassibile
i barconi della disperazione
 
noi credevamo...
e l’illusione che ci conquistava
oggi s’infrange sempre di più
davanti ai nostri occhi
vecchi anche se rigenerati
con le immagini del Terrore

e siamo tutti indifesi
vittime possibili ovunque
da abbattere come birilli
da giovani cadaveri ambulanti
pronti a massacrare
nel nome di deità e follia

noi abbiamo creduto
ma la nostra forza
si è rivelata illusoria
e loro hanno vinto
quelli del mondo osceno
dell’odio e dell’abuso

e il pianeta che lasceremo
a chi ci sopravviverà
è un cumulo di sporcizia
malato fin nel profondo
coperto da una cappa perenne
utile per i monatti del business