mercoledì 17 luglio 2019

Ciao ciao grande Andrea!

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2019/07/17/andrea-camilleri-e-morto-_2b738047-4a64-4275-8134-d756f42e0b6d.html





  Io solo così posso ricordarti:




                       La mia intervista impossibile


 Accadde qualche anno fa che mi trovavo nella Capitale, per un breve periodo, ospite di amici.
Quel giorno, annoiato e scazzato perché gli amici erano impegnati in qualche cosa che non m’interessava, me ne ero uscito da solo e andavo passeggiando qua e là, senza avere una vera meta precisa.
A un certo punto, in una zona del centro cominciai a vedere frotte di persone che si dirigevano tutte verso una direzione. Incuriosito, cominciai a seguirle, man mano la fiumana s’ingrossava finché arrivammo davanti a una grande vetrina, con porta spalancata dove la gente s’infilava. Era una grande famosa libreria, entrai appresso alla marea.
A farla breve, mezzo stordito, insieme con gli altri finii col trovarmi in una sala non troppo grande, per contenere tutta quella folla che spingeva e si affannava per vedere qualcosa sul fondo, dove si scorgevano grandi scaffali pieni di libri.
Sembravano tutti eccitati e si spintonavano per guadagnare un po’ di spazio davanti. Alla fine, dopo una gran faticata a forza di gomiti usati come speroni, riuscii ad arrivare abbastanza vicino, o meglio, a distanza tale da vedere cosa succedeva in fondo.
Si trattava chiaramente di una presentazione di qualcosa, di un libro, e ne fui certo appena potei scorgere un personaggio seduto tra altri individui.
Era proprio lui! Il mio scrittore preferito, insieme a Kerouac e Bukowski, avvolto in una nuvola di fumo, tossicchiando ogni tanto, la voce roca strascicata che arrivava appena a tratti, in mezzo al brusio generale.
Poi avvenne. Non ero più nella libreria, ma per strada, seguendo d’appresso il mio mito, che appena si fermò sul ciglio del marciapiede, in procinto di attraversare la strada, fu mia preda.
Lo presi per un braccio, amichevolmente, ma con una certa
fermezza, mentre gli sibilavo:
-E ora caro Maestro, sei mio, e non ti lascerò andare se prima non avrai soddisfatto tutta la mia curiosità- e mentre mi guardava di sbieco con quel suo sguardo un po’ vacuo, tra l’addormentato e l’annoiato –e ti assicuro che è tanta. Io sono un tuo grande fan, ho letto quasi tutti i tuoi libri.
Si lasciò scappare un sospiro e rassegnato disse:
-Vabbene, vediamo che c’è da fare.
-Bene, là più avanti c’è un bar- e quasi trascinandomelo arrivammo al locale, entrammo e scelto un tavolino un po’ appartato ci sedemmo, come due normali avventori.
-Dunque carissimo ...- cominciai, ma subito  m’interruppe con un sorriso sforzato, guardandomi da sotto gli occhiali, come si guarda una bestia rara.
-Non s’inizia mai una frase con il Dunque, che è conclusivo.-
-Ah, vabbè, sì certo, però io volevo appunto concludere, che ce l’avevo fatta a beccarti- replicai con una certa sfrontatezza, che denotava il mio alto grado d’eccitazione.
-Allora, diciamo per incominciare, che ti sto dando del tu, non per mancanza di rispetto, bensì per profonda amicizia- quindi sfiorandogli con tenerezza la mano posata sul ripiano, di fianco a un pacchetto di sigarette che già si era magicamente materializzato -e poi siamo quasi coetanei.-
Allora parve improvvisamente animarsi e guardandomi bene in faccia, con un leggero sorriso
-Ma, questo non mi sembra proprio, al mio confronto, sembri un picciutteddu.-
-Già! Tu che indichi sempre l’età dei tuoi personaggi, quanti anni mi dai?-gli sparai in tono di sfida.
-Se fosse per me te ne darei tanti di galera!- poi sorridendo tra la tosse -Sto scherzando, ma l’età te la dico alla fine di questaa camur…- senza concludere.
-Dunque, ora lo posso dire- guardandolo ironico- bando alle chiacchiere, io devo farti molte domande e..
Fui interrotto da una graziosa fanciulla con un grembiulino azzurro che ci chiese che cosa ordinavamo. Lui chiese un caffè, io un analcolico. Quando gli domandai se non avesse preferito, che.so, qualcosa di forte, un cicchetto, mi rispose piccato:
-Allora non lo sai che non bevo più alcoolici?-
-Sì sì, lo so, da quel primo maggio terribile, scusa lo stavo dimenticando- un po’ contrito, per la prima gaffe che avevo già commesso, che rischiava di non disporlo nella condizione più favorevole.
-Di bene in meglio! Quello del primo maggio riguarda il vino- con enfasi guardandomi fisso e piegandosi un po’ verso di me -Invece l’whisky, che prima bevevo come una spugna, lo sai quando ho smesso di berlo?- con aria di sfida, mentre si accendeva una sigaretta.
Aspettai a rispondere, perché stavano arrivando le ordinazioni, poi mentre iniziavo a sorseggiare dal mio bicchiere, visto che non parlavo, lui sbottò
-Ecco vedi che non lo sai! E’ stato quando ho iniziato a scrivere, e ad avere successo-
-Comunque, non è quello che m’interessa- lo interruppi con fare deciso, per superare l’impasse.-Cominciamo! La prima domanda è, quando esattamente, a che età hai capito che il fascismo era ‘na schifezza, dopo che già avevi trovato il modo di non fare le adunate da balilla?-
-Ah! Ma allora sei proprio a digiuno! Altro che mio fan!- esclamò allargando le braccia in segno di disperazione -Eppure l’ho raccontato più volte che ho smesso di essere fascista, più o meno, nel 42, dopo aver letto “La condizione umana” di André Malraux-
“Altra topica”, pensai, “qua si mette male”.
-Ma sì certo che lo sapevo, è che non ricordavo bene l’anno- cercai di giustificarmi- sai a quell’epoca io ancora non ero nato. Comunque, andiamo avanti- Con piglio deciso -Quella faccenda con Pirandello, non ho capito bene, quando l’hai visto per la prima volta, che ti sembrò un ammiraglio, e che si abbracciò con tua nonna Carolina, che erano cugini. Ecco tu dici che l’hai saputo, della parentela, a settant’anni. Ma allora quel giorno che cosa hai fatto durante la visita e subito dopo, non hai chiarito chi era venu…-
-Basta! –m’interruppe il vegliardo, agitatissimo, quasi con il rischio di strozzarsi nel parlare- Tu ne sai proprio nenti di mia! Come! Non l’ho spiegato chiaro che io mi ero scantato da morire e che mi ero nascosto sotto lo...la scrivania di mio padre, finché non se n’è andò e poi non ne ho voluto sapere più niente?!-
       Scrollando la testa irritato. -Un’altra lacuna come questa e non parlo più!-
-Ma veramente- cominciai a farfugliare, ormai impacciato- di questo episodio non c’è molto in giro, e appunto io volevo maggiori particolari.-
-Ma qualcosa di più intelligente da spiarmi non ce l’hai?-
E così dicendo si mise a tirare dalla sigaretta come se la volesse mangiare.
A questo punto, pensai, bisogna che lo metta in difficoltà, così gli dissi.
-Senti, ma tu che sei stato aiutato abbastanza, lo dici tu stesso, nei vari passaggi della tua carriera, prima per il teatro e poi per la scrittura, il primo libro che ti hanno pubblicato, ecc –abbassando la voce, in tono più confidenziale- Sì dicevo, tu hai mai aiutato qualcuno a farcela? Che so un giovane scrittore alle prime armi, o anche non giovane ma esordiente.-
Di colpo si arrestò con la sigaretta a mezz’aria e guardandomi quasi schifato, dopo una specie di grugnito mi disse solo:
-Certo, più volte l’ho fatto, quando ne valeva la pena, solo
tu non lo sai-
-E, secondo te- continuai senza dare peso alle sue parole- l’età per esordire può essere un grave handicap? guardandolo di sottecchi, e con un’espressione come di chi non da troppa importanza alla cosa -Sai anch’io avrei scritto parecchio, poesie, racconti. In fondo Gesualdo Bufalino si è fatto conoscere a tarda età e…
Non mi lasciò finire e con un ghigno sprezzante sparò le sue cartucce:
-L’età non c’entra, quello che conta è come e cosa uno scrive, e Bufalino da mò scriveva bene, anche senza essere conosciuto-
Quindi puntandomi il dito contro e strizzando gli occhi
-A proposito, secunno mia tu si un settantino, e un’anticchia  fastidiusu-
Poi quasi facendo segno che voleva alzarsi mi disse:
     -E ora, se abbiamo finito con sta camurria, se permetti me ne vorrei andare.-
-No, no, solo un’ultima cosa, la più importante- alzandomi appena così da trattenerlo per un braccio- Ma Lei, che vendendo milioni di libri sarà diventato ricco, anzi ricchissimo, come fa a considerarsi ancora comunista?-
Al mio passaggio al Lei rimase un attimo di stucco, poi alzandosi con forza mi gridò sul muso:
-Basta! Accamora Vossia m’ha rotto proprio li cabasisi!-
E fu a quel punto che la visione scomparve e mi ritrovai nell’affollata sala della libreria, mentre scrosciavano applausi e qualche voce gridava entusiasta il nome Andrea.
Già, e io avevo solo sognato la mia intervista impossibile con il sommo Andrea Camilleri.







sabato 29 giugno 2019

Ma che bella coppia!

https://newsmondo.it/matteo-salvini-contro-carola-rackete/politica/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=informazione-indipendente


“La nuova eroina della sinistra è una capitana bianca, ricca e tedesca. Non sapeva come passare il tempo e ha deciso di venire in Italia a rompere i c…”.


“La nuova eroina della sinistra è una capitana bianca, ricca e tedesca. Non sapeva come passare il tempo e ha deciso di venire in Italia a rompere i c…”.

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“La nuova eroina della sinistra è una capitana bianca, ricca e tedesca. Non sapeva come passare il tempo e ha deciso di venire in Italia a rompere i c…”.

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“La nuova eroina della sinistra è una capitana bianca, ricca e tedesca. Non sapeva come passare il tempo e ha deciso di venire in Italia a rompere i c…”.

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 ttps://www.fanpage.it/politica/sea-watch-lappello-di-giorgia-meloni-al-governo-ora-affondiamo-limbarcazione/

  “Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio deve essere arrestato, i migranti a bordo devono essere fatti sbarcare e rimpatriati immediatamente e la nave deve essere affondata”.


              cliccare sull'immagine per ingrandire

mercoledì 26 giugno 2019

l'America di Trump

https://www.corriere.it/esteri/19_giugno_26/messico-padre-figlia-annegati-foto-drammatica-che-indigna-l-america-f8e3b01c-97d3-11e9-ab34-56b2d57d687f.shtml?fbclid=IwAR2HK6fZkaJva_fqw4WUPgcNKpPq4pAolfxWX35jvOZQcxp4NdlCb4QwNsQ







 












America Usa, America yankee,
America capitalista, America dalle mille facce
bianche e nere, facce dure e tristi
facce da schiavi e da negrieri…
America, dea effimera della democrazia apparente
della libertà prezzolata, di chi se la può comprare,
tu sei la stessa che ha prima sterminato
e poi ingabbiato nelle riserve come polli da stia
i nativi del west, il fiero popolo pellerossa
chiuso in recinti senza diritti e senza futuro…
america nel tuo dna c’è Custer e il little big horne
c’è l’assassinio di Malcom X e di Angela Davis,
ci sono Sacco e Vanzetti,
Jfk e gli attentati ai tuoi presidenti
e c’è la bomba primordiale
lo scempio di Hiroshima e Nagasaki
il fungo dell’immane sterminio
già dimenticato, rimosso
ma le radiazioni regalate al popolo giallo
ancora ti accompagnano,
gravano come un’ombra indelebile
sulla tua storia, non così esemplare…
oggi, sei l’america di Trump
di uno sciocco razzista immaturo
grottesco e artificiale
come la sua capigliatura
ma tanto molesto e pericoloso
quanti sprovveduti sa abbindolare…
America oggi cerchi con i muri
di scoraggiare chi fugge dalla miseria
e con la rabbia cerca di carpire
un po’ della tua vita opulenta
America non potrai per molto ancora
mostrare questo volto cattivo
prima o poi lo scempio finirà


venerdì 14 giugno 2019

Il mondo capovolto

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/06/13/tre-mln-per-radio-radicale-maggioranza-si-spacca_76eb741c-fa80-4aa4-b6d3-39d73858583f.html
            ridi ridi che ormai siete alla fine della parabola

E' incredibile! Ormai si assiste al capovolgimento delle più banali concezioni: Radio Radicale finalmente salva grazie a Forza Italia e Lega. Il progetto CRIMInoso non è andato in porto. Il M5 Schifezze ha fatto spero l'ultima della sua ingloriosa parabola politica, da paladini della libertà e onestà al più smaccato illiberalismo e sudditanza politica al più forte. Peggio di così il Grillo non poteva immaginare, da quel lontano 2009, ai giorni dell'urlato slogan Vaffa Dey, dai bei propositi di aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, di non accettare mai nessun compromesso con la propria linea della fermezza, siamo arrivati ad oggi dove la bella figura di salvaguardia delle libertà di espressione se le intestano il Matteo Nafaraz e il Gasparri! Non ho altro da aggiungere, stiamo a vedere il proseguimento della farsa....

martedì 28 maggio 2019

Triste disamina

https://www.tgyou24.it/elezioni-europee-2019-affluenza-alle-ore-23-ha-votato-il-5609-degli-elettori/





Alle 23, alle elezioni europee ha votato il 56,09% tra gli oltre 51 milioni di cittadini italiani aventi diritto. E’ quanto risulta dal sito del ministero dell’Interno, secondo cui l’affluenza è quindi sostanzialmente in linea con il precedente appuntamento, che risale al 2014

Quindi il 44% non ha votato, quindi su circa 25 milioni di voti, 9 milioni sono andati al Matteo Nafaraz, cioè 1/6 degli aventi diritto, che possono decidere del destino di tutti. Morale: Questa è democrazia imperfetta, malata. 
E in questo disastro ecco anche il disgusto per ciò che accade a Riace e a Lampedusa. Posso solo commentare con le parole sempre valide della famosa canzone "Contessa" di Pietrangeli: Non c'è più morale Contessa...

lunedì 27 maggio 2019

26 Maggio Elezioni


 Oggi che 9 milioni d'italiani hanno votato di merda mi sento solo di pubblicare queste piccole eccezionali frasi illuminanti


Chi tace e piega la testa  muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola.  Giovanni Falcone

Ci sono cose che non si fanno per coraggio, si fanno per continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli . Carlo Alberto dalla Chiesa

Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto. Don Pino Puglisi

Se la gioventù le negherà il consenso, anche la mafia svanirà come un incubo.  Paolo Borsellino

Se s’insegnasse la bellezza si darebbe alla gente un’arma contro la paura e l’omertà.
Peppino Impastato

La criminalità non si combatte solo con i carabinieri, la gente deve sapere i fatti. quello che un giornalista deve fare è informare. Giancarlo Siani

A che serve vivere se non si ha l coraggio di lottare.  Pippo Fava


mercoledì 22 maggio 2019

23 maggio 92 - Giovanni Falcone



il suo sorriso calmo
sfottente sotto i baffi
e subito un lampo duro
negli occhi fissi
sul racconto di un impegno
che è dura lotta
a scapito della vita…

e quando il giorno
del supremo sacrificio
è arrivato con il suo carico
di crudeltà e di micidiale potenza
qualcuno avrà gioito
ma in molti abbiamo pianto…

poi migliaia di pugni alzati
e grida di rabbia nella navata
zeppa di bieca autorità
e la voglia accesa
di riprendere il testimone
della sua corsa irta
d'ogni specie di ostacolo
per un traguardo da osare…

oggi, che della dura gara
si ricordano altri caduti
meno famosi forse
ma non meno importanti
qual‘è il crudo bilancio?

io non lo so
ormai sono alla finestra
e non vedo molta luce
fra ombre qua e là fitte
ma so che quel testimone
ci sarà sempre
chi lo saprà raccogliere