perchè domani è così importante? tu mi chiedi tranquillo legittimato dalla tua giovane vita... certo, tu non conosci la storia che ti ha preceduto e m'incalzi, vuoi sapere... ebbene sì, andrò indietro nel tempo e ti parlerò dei crimini di una stirpe affamata di guerra e di potere... una genìa mai doma che si disseta col sangue di altri uomini ebrei o di pelle rossa, comunque diversi quel tanto per considerarli prede...
e fu già una carneficina immonda sotto le insegne di un barbaro dogma la cui fine s'inneggia domani, ragazzo... ma forse il tempo dell'odio feroce non è ancora tramontato ed ancora e sempre lo sterminio si avvolge d'infimi pretesti e in bandiere ammantate d'ipocrisia
sotto le insegne dell'atroce doppia esse troppo a lungo subita ma con fierezza debellata
ma, non solo gli scheletri anneriti nei campi di Auschwitz e Mathausen vanno onorati nel ricordo di uno scempio indelebile... altre volte lo sterminio si è avvolto d'infimi pretesti, che si manifestano beffardi ad ogni occasione propizia per scatenare massacri, sganciare bombe erigere Muri d'odio, ingabbiare interi popoli, invadere Nazioni da depredare e sempre con bandiere ammantate di falsa democrazia e illusioni di libero arbitrio... ecco, questa è la falsità che devi scoprire e smascherare se vorrai poter sfoggiare la tua coscienza linda, ragazzo così da trovare altri, sinceri con cui procedere consapevole sulle strade del mondo
Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati.
Dell'inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.
Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate.
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.
Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l'umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.
Quanti innocenti all'orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?
Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.
Uomini, poiché all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.
In fondo se ci penso bene, parte della mia vita è legata a Genova. Come territorio per aver svernato parecchi anni a Santa Margherita e aver frequentato scuola a Chiavari. Come cultura per il grande feeling con i cantautori della scuola genovese. Primo fra tutti Gino Paoli e di seguito Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè. Tutti amati e assorbiti grazie a quegli ascolti profondi, interiormente sofferti, circondati io e Giulio, nella sua stanza-impianto stereofonico, da una sequenza infinita di emozioni, a volume altissimo, pazzesco. Impianto che si era costruito da solo, far da sé elettronico-hifi, di grande talento da autodidatta,(solo qualche lezione con la scuola per corrispondenza RadioElettra) che mi lasciava sempre ammirato e sbigottito. La sua amicizia, esclusiva, mi permetteva di godere di un ascolto eccezionale. Di giorno, nelle ore possibili ammesse dal vicinato, immersi nella tensione violenta di musica e versi che ci frastornavano, impossibile parlarci, solo gli sguardi di muta consapevolezza. Sprofondavamo nella nostra personale egoistica tristezza masochistica assaporando le parole di “non andare via” e di “vivere ancora”. Entrambi vittime ignote di un mondo già molto ostile, che ricacciandoci ogni giorno di più nel nostro angolino di sofferenza, a causa del nostro “problema”, ci insegnava ad odiarlo. Il mondo e il genere umano, tutto troppo falso, cattivo,vuoto, ipocrita, povero di qualità, insensibile. In una parola non ci meritavano, noi che eravamo su vette eccelse di sensibilità e di sofferenza autogratificante. Solo Gino Paoli, poi Tenco e infine Fabrizio De Andrè erano degni della nostra attenzione, ed erano i nostri miti e punti di riferimento. Costanti approdi, sicuri e palpitanti nei lunghi momenti in cui la crisi scoppiava improvvisae impudente, inesorabile nella sua sequenza, a volte contemporanea, ma più spesso innescata per contagio da uno all’altro, fino all’acme della chiusura a riccio nella propria disperazione sorda, a cui faceva seguito il richiamo imperioso a sprofondare nell’ascolto della musica catartica.
Poi ci fu Tenco e quella notte di gennaio 1967 in cui Luigi la fece finita, concretizzando lui nei fatti, la nostra ipotesi che nei momenti più bui ci si affacciava come eroica soluzione. Il suicidio, un tema che ogni tanto affrontavamo con mille disquisizioni, che ci affascinava e nel contempo, senza confessarcelo, ci terrorizzava. Un finale da film nella nostra vita così poco spettacolare, così nell’ombra, segnata dall’indifferenza con cui gli altri, il prossimo, i familiari vivevano tranquillamente al nostro fianco, senza accorgersi di niente. Del resto, era la conclusione autoconfortante, nessuno poteva capire il nostro dramma.
Il mio, quello di essere incapace con le donne, imbranato, tagliato fuori da ogni possibile rapporto, vergine e disperato per non aver neanche mai baciato, atterrito all’idea di non saper come fare, perennemente pronto ad innamorarmi o infatuarmi di qualcuna, impossibile, irraggiungibile, perché quasi sempre già impegnata. Lui, Giulio, con il dramma di avere l’interesse sessuale deviato, di essere attratto dai maschietti, malgrado lui fosse nella sua virile beltà, oggetto di spasimo da parte di ogni ragazza che venisse a tiro. Era dovuto al fatto di aver trascorso molti anni chiuso in una comunità-ospedale, gli anni della pubertà, per un problema di malformazione ossea congenita, che gli aveva procurato, dopo infinite operazioni, un accorciamento lieve, ma percettibile di una gamba, e sul piano emotivo un’attrazione puramente estetica verso giovani efebi vagamente effeminati. La menomazione, pur sopportandola con grande orgoglio, era ulteriore motivo di sofferenza.
Il suicidio di Tenco quindi, e la nostra stupida rabbia, il giorno dopo, la muta solidarietà con quel gesto supremo che altro non era che uno schiaffo in facciaal mondo meschino che non l’aveva accolto come avrebbe dovuto. E nella musica assordante in cui c’isolavamo, ora avevano lungo spazio le parole “mi sono innamorato di te perché non avevo nulla da fare…” Di Luigi amavamo molto anche “ come mi vedono gli altri” e “ragazzo mio” e in ogni sua canzone, anche la più leggera, cercavamo i segni della sua mirabile sensibilità, finchè venne quella perfetta dedica di Fabrizio che è “preghiera in gennaio” Signori benpensanti/spero non vi dispiaccia/se in cielo, in mezzo ai Santi,/Dio, fra le sue braccia,/soffocherà il singhiozzo/di quelle labbra smorte,che all'odio e all'ignoranza/preferirono la morte”. Malgrado l’accenno a Dio, che già futuri atei cominciavamo a non sopportare, questo testo divenne un preciso tassello nel nostro percorso evolutivo fra le note e i versi, che non ci avrebbero mai abbandonato.
Ma l’acme di questo percorso, quando già avevamo incominciato a porci su di un piano più propositivo e meno introverso, cercando motivi e occasioni di uscire dal nostro guscio per scontrarci duramente con la realtà di possibili nuovi rapporti, fu l’ascolto, la prima volta, del disco “tutti morimmo a stento”. Ricordo che Giulio mi chiamò, come era usuale fare, da casa sua, fuori sulla ringhiera, il che voleva dire che era solo e si poteva dare fiato all’impianto. Mi precipitai, ma appena entrato nella stanza dell’oblio, così come la definivo, Giulio mi fece un cenno di silenzio con un dito sulle labbra, tanto che pensai che ci fosse ancora in casa sua madre. Invece lui con la solita calma e precisione fece partire il giradischi, su cui già c’era un longplay, e mentre si lasciava cadere nella sua poltrona preferita, anche perché era l’unica mentre a me toccava un puff scomodissimo a cui preferivo sdraiarmi sul tappeto, la musica cominciò ad invadere l’atmosfera salendo gradatamente con un motivo dolcissimo fino a quando la voce inconfondibile di Fabrizio iniziò a recitare una di quelle sue poesie in rima che ti obbligavano ad un’immediata riflessione. E stava dicendo che aveva licenziato Dio, inizio molto promettente, più che confermato dal dipanarsi del testo bellissimo. Inutile dire che quel disco lo ascoltammo in un profondo silenzio, scambiandoci le solite occhiate di compiacimento e di partecipazione. Ogni pezzo risultava più sorprendente del precedente, la musica e l’arrangiamento sembravano di un altro pianeta, i testi scavavano nell’intimo dei problemi più accesi che in quel tempo si potevano affrontare, una vera bomba!
Alla fine, quando la puntina sul giradischi iniziò a gracchiare perché non riusciva a bloccarsi, piccolo problema che Giulio, con suo gran cruccio, non riusciva a risolvere, restammo per lungo tempo ammutoliti, nel gran silenzio che era piombato intorno a noi, scioccati come pugili suonati da una gragnuola di colpi terrificanti.
Ancora oggi, malgrado De Andrè abbia poi composto pezzi notevoli, tutti fantastici, importanti, significativi, indimenticabili, quando ascolto “tutti morimmo a stento” mi riprende il ricordo di quelle sensazioni indescrivibili della prima volta.
L’ultimo atto dei “festeggiamenti” per il sessantesimo anniversario della nascita dello Stato d’Israele è il tentativo del governo sionista di infliggere al popolo palestinese una punizione durissima per aver osato resistere in questi anni al disegno di cancellazione del loro diritto alla terra, alla pace, alla vita. Israele sferra il proprio attacco contro la prigione a cielo aperto di Gaza con la complicità della quasi totalità delle borghesie nazionali arabe, dell’Europa, degli USA.
La maggior parte della stampa e dei mezzi d’informazione di tutto il mondo continua a ripetere la linea di Tel Aviv, ovvero il “diritto” di Israele a “difendersi”. Ma chi è che deve difendersi se in 24 ore Israele ha assassinato centinaia di palestinesi e nel giro di pochi giorni il bilancio dei morti è salito fino a 700 e chissà quanti altri ancora moriranno nei prossimi, data la situazione di emergenza sanitaria e di isolamento di Gaza e dei territori palestinesi occupati.
In Italia governo, opposizione, il presidente sionista della Repubblica, i TG, i quotidiani… tutti hanno espresso il proprio incondizionato appoggio ad Israele e la propria condanna al “terrorismo” di Hamas. I palestinesi uccisi e mutilati dalla pioggia di fuoco dell’aviazione israeliana sarebbero i carnefici, gli ebrei occupanti le vittime. Ebbene, se così è, allora noi stiamo con i carnefici.
Già all’inizio dell’anno gli israeliani (sostenuti dagli USA) avevano cercato di innescare e fomentare la guerra civile nel tentativo di distruggere Hamas. Poi, durante i mesi di tregua hanno ripetutamente cercato di alzare la tensione per suscitare la reazione palestinese; come riporta “Il Sole 24 ore” già nel novembre scorso, ad esempio, 4 palestinesi erano stati uccisi da un raid dell’aviazione israeliana. Infine, Tel Aviv rompe gli indugi e il 27 dicembre inizia questa operazione di vero e proprio sterminio di massa con l’obbiettivo di terrorizzare la popolazione e spingerla contro Hamas, per provocare il rovesciamento “manu militari” dell’attuale leadership palestinese e il ritorno di quella venduta e corrotta che circonda il presidente filo-israeliano e filo-americano dei palestinesi, Abu Mazen.
In un’area geografica come il Medio Oriente, al centro degli interessi dell’imperialismo americano ed europeo, ma anche di borghesie arabe che non amano Hamas e a cui non interessa nulla della sorte dei palestinesi, per questo popolo la situazione diventa ogni anno, ogni mese, ogni giorno… sempre più difficile.
Si spendono lacrime a fiumi per i “poveri” monaci tibetani oppressi (il cui leader, che tutti fanno a gara ad omaggiare, dai presidenti dei paesi imperialisti alle star di Hollywood, faceva lo spione per conto della CIA) ma per i palestinesi le uniche parole che si trovano sono sempre le stesse: terroristi.
Ebbene, per quanto possa oggi contare, per quanto ininfluente possa essere la nostra voce, vogliamo comunque alzarla per salutare l’eroica resistenza e il martirio del popolo palestinese, ancora una volta massacrato sotto gli occhi del mondo. Lottiamo al vostro fianco, fratelli e sorelle, compagni e compagne di Gaza, affinché la vostra liberazione nazionale sia una tappa della liberazione di tutti i popoli dall’oppressione imperialista. Noi faremo la nostra parte contro l’imperialismo di casa nostra.
il buon Beppe Grillo anche quest'anno ci regala un calendario-elenco di vittime di questo schifoso sistema in cui siamo con rabbia incastrati o mollemente adagiati.
Ognuno è responsabile chi tanto chi poco di questa barbarie, puntualmente aggiornata all'inizio del nuovo anno. Almeno diffondiamo questo verbo.
Suicidio sì, eutanasia no.
Possibile che la si debba torturare così la povera Eluana. Neppure la scelta di morire come liberazione da una vita-non vita è permessa da questa società ipocrita e vile, che permette e assiste indifferente alle più efferate manifestazioni dell'Uomo, guerre, stupri, razzismo, schiavismo, stragi per fame...
60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani
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Chi di buon senso può pensare che i grandi alti principi di libertà e giustizia siano oggi rispettati? Governi di Stati occidentali, evoluti, moderni e Gerarchie religiose più o meno integraliste possono in tutta coscienza sostenere di rispettare in toto i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo? E di battersi per far sì che vengano rispettati? Io dico di no, sono tutti inadempienti.
Primo in graduatoria il Papa con annesso Vaticano, massimi esponenti della dottrina cattolica, anche solo cristiana, che dovrebbe basarsi sull'amore per il prossimo-TUTTO-; sul perdono per i peccatori, di qualsiasi genere; sul senso di eguaglianza tra tutte le creature.
Balle ovviamente! Visto che quando si tratta di dare una concreta dimostrazione di questa dottrina, come nel caso della moratoria per la depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo la risposta è NO! Che si continuino pure a criminalizzare, brutalizzare ed ammazzare i gay dove non sono amati.
Dopo Ponzio Pilato anche Ratzinger se ne lava le mani.
Eppure il buon Papa è anche in contraddizione con altri sui comportamenti. Quando era ancora solo cardinale fu l’eminenza grigia di quel documento“Crimen Sollicitationis” che imponeva alle gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo di usare la massima segretezza a proposito degli abusi sessuali perpetrati dai preti e dai religiosi in genere, con particolare attenzione per i casi di pedofilia.
Due anni fa a questo proposito sollevò grande clamore internazionale il film “Sex Crimes and the Vatican”, prodotto dalla BBC inglese che denunciava proprio questa politica di copertura del Vaticano, un documento eccezionale che con qualche problema è stato trasmesso anche dalla nostra tv.
Quindi, due pesi e due misure. Massima difesa e copertura dell’omosessualità, anche violenta, dei preti pedofili, e disinteresse colpevole, sostanzialmente complice dei regimi sessuofobi, nei confronti degli omosessuali comuni.
Questo, al primo posto il modo di agire della Chiesa, sostanzialmente noncurante del rispetto dei principi della Dichiarazione, per non parlare poi del disinteresse per tutti quei problemi di disagio e
d’illegalità di cui è vittima quella parte più debole della popolazione, sia nelle grandi città che nelle campagne, che soffrono ancora per mancanza di beni primari, come l’abitazione e i servizi, o per lo sfruttamento bestiale e sotto ricatti d’ogni genere. Ogni giorno la cronaca racconta di fatti gravi con particolare riguardo agli extracomunitari, a proposito di discriminazioni, aggressioni anche mortali, nei confronti dei “diversi” ( per infiniti motivi) da parte di cittadini esponenti di una cultura basata sull’insofferenza, il razzismo e l’egoismo più spietato.
Ebbene l’atteggiamento della Chiesa, specie nei suoi più alti gradi è perlopiù di solidarietà parolaia, ma di scarsa efficacia in termini di aiuto concreto che spesso sfocia in palesi sconfessioni nei confronti di quei pochi preti e sacerdoti che si espongono troppo nell’appoggio ai vari comitati civici e alle difficili lotte che portano avanti. Gli esempi non mancano a proposito di lotte per la casa, per l’ambiente, contro la mafia: ogni volta che il calore dello scontro diventa più alto e che la contrapposizione con i poteri forti dello Stato, nelle sue diverse composizioni, si fa inevitabile, la Chiesa nella sua significativa presenza come riferimento di solidarietà e sostegno si eclissa.
Per quanto concerne gli Stati e i vari governi, più o meno democratici, l’incapacità o la non volontà di affrontare e risolvere, al di là di spettacolari convegni, le questioni annose della fame e quindi della sopravvivenza di milioni d’individui “poco importanti, sia come consumatori che come elettori” del mondo, è sotto gli occhi di tutti.
Altrettanto vana, anche se qualche passo avanti è stato fatto, è la questione dell’eguaglianza tra le razze, non solo nei principi, ma nei fatti concreti delle possibilità di lavoro e di sviluppo, di cultura e di giustizia. Oltre a questa discriminazione per colore di pelle vi è poi ancora quella per sesso, di cui sono sempre vittime le donne, dentro e fuori la famiglia, per mano di individui ignobili poco evoluti e più feroci delle belve.
Poi, come ultimo dulcis in fundo, ma che è anche la prima causa di cattiva esistenza di gran parte dell’umanità c’è il fattore GUERRA. Per motivi economici o religiosi, per smania di supremazia o di falsa difesa, contro un terrorismo stupidamente incrementato e spesso autoalimentato, la giustificazione per fare guerra la si trova sempre, non di rado anche con l’avallo dell’ONU. Le conseguenze di morte e devastazione vengono puntualmente stigmatizzate e deprecate, ma non servono a eliminare definitivamente questa peculiare caratteristica del genere umano. Senza parlare dei sottoprodotti quali la tortura e i penitenziari ancora in vigore negli anni duemila.
Ovviamente in questa mia disamina mi sono solo riferito alla parte occidentale del pianeta, intesa come europea e dell’America più evoluta, senza prendere in considerazione le altre componenti terzomondo o paesi asiatici in sviluppo, che altrimenti ben più gravi e terrificanti sarebbero le valutazioni.
una madre coraggio della Sicilia più cruda se n’è andata felice, così voglio sperarlo, che almeno è riuscita a vederla con i suoi occhi la condanna della mafia… i carnefici di suo figlio per una volta alla sbarra, soddisfazione tardiva per un indennizzo impossibile di un nome diventato icona nelle platee del mondo… ma lei era Peppino! la sua eredità morale, prima genitrice e poi seguace infaticabile, incrollabile pur nella sua figura minuta lampeggiante punto d’incontro per le frotte di giovani che la visitavano umili intimoriti ma densi d’aspettative avidi delle sue carezze ossute che accendevano entusiasmi… no, non eri certo felice cara dolce Felicia del tuo lutto ingombrante diventato per noi un mito, ma almeno ti rimaneva l’orgoglio di essere stata madre di un figlio tanto importante raccontato perfino dal cinema… ora dove sei non lo so chissà se puoi ancora vederci scaldarci con la tua forza contagiosa forse sei di nuovo accanto al tuo figliolo adorato -io non ho la fede per crederlo- ma posso ancora evocarti nel ricordo del tuo sottile sorriso e della tua carezza leggera più sferzante di mille propositi.
Si sapeva, il governo Berlusconi ha l'obiettivo di arricchire l'Italia di un ampio e moderno sistema di centrali nucleari, come in Francia. Con buona pace del referendum che aveva diagnosticato vent'anni fa con una maggioranza schiacciante dell'80% gli italiani contrari al nucleare. Ma può darsi che oggi quegli stessi italiani, che avevano anche votato in favore del divorzio, non ci siano più, siano cambiati in peggio. Più pecoroni, più addomesticati, più individualisti. Ed ora sono proni ad ogni schifezza che ci propina il Cavaliere Nero, che fregandosene di ciò che indica l'Europa, fa di tutto per disincentivare la gente a rivolgersi alle diverse forme di energia alternativa, rinnovabile e pulita. Noi che siamo la patria del sole abbiamo meno impianti solari e fotovoltaici dell'Austria e della Germania, e quanto prima ci potrebbe battere pure la Svezia! Ora si aspetta che facciano piazza pulita anche del Conto Energia, l'unica cosa buona del governo Prodi. Quindi avanti a tutta forza con gli inceneritori e le centrali nucleari, per un'aria futura sempre più salubre.
uomini a volte solo di nome belve feroci di fatto senza alcun brandello di senno che osano violare e battere uccidere la loro stessa origine mi fate male…
maschio stupido e arrogante pregno di tracotante supremazia indegno di sentimenti d’amore che pretende di vincere e piegare il senno di una creatura più fragile mi fai ribrezzo…
individuo del mio stesso sesso con la virilità al posto del cervello la smania di dominio innata gratificata dalla cultura del potere incapace di sensibilità e confronto mi fai vergognare…
per quanto tempo ancora uomini semplici come me dovranno vergognarsi e sentirsi indegni per colpa dei maschi che calpestano l’altra metà del cielo?
è un signore con il più alto reddito del Paese; gode di una salute di ferro più da giovane virgulto che da settantenne (grazie al filtro magico dello stregone Scapagnini che ha succhiato come un vampiro il sangue di Catania, finora impunemente); può raggiungere perfomances sessuali invidiabili di parecchie ore, godendo della disponibilità di uno stuolo di femmine pronte a vendersi per una parte in TV o per diventare ministri; è stato eletto dalla metà del popolo italiano che è pronto ad adorarlo anche se commettesse stupri o delitti infamanti (per i quali tra l'altro si è votato il Lodo Alfano che lo protegge meglio dei suoi avvocati tirapiedi); vanta l'amicizia di tipo culo-camicia con i due uomini più potenti della terra, (anche se uno ormai deve fare le valigie, e con il successore "abbronzato" dovrà fare meno moine).... e allora va da sé che malgrado tutto, processi, gaffes internazionali, scioperi e manifestazioni generalizzate dell'altra metà del Paese contro la sua politica, lui sia sempre perennemente ottusamente sorridente....e "simpaticamente" pagliaccio.
La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni
Alcune perle:
Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno.
Il ministro, invece, dopo essere stato inquilino per più di 15 anni con canone che non ha mai superato i 350 euro al mese, ha consolidato il suo privilegio rendendolo perpetuo: nel novembre 2005 il patrimonio degli enti infatti è stato ceduto. Brunetta compra insieme agli altri inquilini ottenendo uno sconto superiore al 40 per cento sul valore di stima. Alla fine il prezzo spuntato dal grande moralizzatore del pubblico impiego è di 113 mila euro, per una casa di 4 vani catastali, situata in uno dei punti più belli di Roma. Si tratta di un quarto piano con due graziosi balconcini e una veranda in legno. Brunetta vede le rovine di Roma e il parco dell'Appia antica. Un appartamento simile a quello del ministro vale circa mezzo milione di euro: con i suoi 113 mila euro l'economista avrebbe potuto acquistare un box.
Per comprare i ruderi che ha poi ristrutturato ha speso 65 mila euro tra il 2003 e il 2005. "Quanto?", dice incredula Erminia Sammarco, titolare dell'agenzia immobiliare Tecnocasa di Amalfi: "Mi sembra impossibile: a quel prezzo un mio cliente ha venduto una stalla con un porcile". Oggi un rudere di 50 metri quadri costa circa 350 mila euro, e una villa simile a quella dell'economista supera di gran lunga il milione di euro
Dopo la cura Brunetta, al posto dei ruderi si materializza una villetta su tre livelli su 172 metri quadrati più dépendance, rifiniture in pietra e sauna in costruzione. Per il catasto, invece, l'alloggio passa da civile a popolare.
Il Nobel mancato "Io sono un professore di economia del lavoro, l'ho guadagnato con le unghie e con i denti. Sono uno dei più bravi d'Italia, forse d'Europa", ha spiegato Brunetta ad Alain Elkann,
Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una "grande sanatoria" per i precari che gravitavano nell'università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli.
È a Teramo che ottiene infine il riconoscimento: l'alfiere della meritocrazia, bocciato al concorso nazionale, riesce a conquistare il titolo di ordinario grazie all'introduzione dei più facili concorsi locali.
E' il re dei tornelli, non è che ha qualche amico che li produce?
Sentenza Diaz, assolti i vertici della polizia Tredici condanne. L'aula grida: "Vergogna"
Ma loro non conoscono vergogna. Si sapeva, purtroppo, che sarebbe finita così. Anche se alcuni come il mio amico compagno Salvatore, di fede DS, era convinto che visto che si era riusciti a istruire il processo, ormai era fatta, per avere giustizia. Ahimè ho avuto ragione io con il mio pessimismo che viene da lontano. La polizia in azione antimanifestazioni non ha mai sconfessato se stessa, anche in presenza di vittime e di prove e testimonianze inconfutabili. Qui, per il G8, per Bolzaneto e la scuola Diaz ci sono montagne di documentazioni video, compresa l'ultima eclatante del poliziotto che si porta a spasso le bottiglie molotov. Questa vigliaccheria della fabbricazione di prove false è più da regime dittatoriale sudamericano che da democrazia europea, e la benedizione assolutoria dimostra ancora di più, se mai ne ce fosse ancora bisogno, la deriva autoritaria di sapore nazista in cui è precipitato il nostro povero Paese.
Sentenza Diaz, assolti i vertici della polizia.Tredici condanne.
L'aula grida:
Vergogna!
Finalmente! Ora Eluana, che non viveva, ma vegetava da 17 anni,può finire in pace la sua non-esistenza.Era la preoccupazione di tutti i buoni cattolici che se ne fottono dei problemi concreti che questa situazione comportava per la famiglia, vorrei vedre uno dei tanti santoni del Vaticano alle prese con una situazione simile. Se ci tenevano tanto perché non andavano volontari ad assistere Eluana? E questo vale per tutti coloro che si sono impicciati di una questione così intima e personale. Oggi, nella nostra meravigliosa società, dove il Potere può massacrare impunemente individui provenienti da ogni parte del mondo, con la sola colpa di voler partecipare ad una imponente manifestazione di protesta civile, non c'è neppure la libertà di fare della propria vita ciò che si vuole. Cioè uno può suicidarsi tranquillamente ma se non ne ha la forza fisica di farlo, perchè in condizioni di semivita, allora viene meno anche questa libertà, di farla finita con una sofferenza insopportabile per se e per gli altri.
Ormai, indipendentemente dalla sua storia di gaffeur, di battutista da avanspettacolo di serie C, di superuomo unto dal Signore in pieno delirio di onnipotenza, il Cavaliere Nero mi sembra abbia superato ogni limite. Ormai si può pienamente annoverare tra attorucoli di cabaret alle prime armi, o al bonaccione da bar pronto a far sorridere gli avventori di bocca buona. Invece-ahimè!- è il Presidente del Consiglio, il Primo Ministro, il Capo del Governo del nostro povero Paese.
Il fatto grave è poi il seguito della sua “ infausta uscita “, quando non capisce, forse realmente, la portata delle sue minchiate, che dette da un capo di stato e in circostanze ufficiali, sotto gli occhi del mondo, non sono più minchiate. Così per cercare di giustificarsi non fa che aggravare la situazione, tipico degli individui sprovveduti, incapaci di controllare i propri comportamenti e le proprie reazioni. Allora se questa sua “buona fede” fosse vera, c’è da chiedersi se ormai, vista l’età e le difficoltà della vita non stia cominciando a dare segni di demenza senile, o alzaimer.
La sinistra, l’opposizione, perché non prova a fare una cosa nuova, per esempio a chiedere una perizia psichiatrica per il Berlusca? Un capo di governo insano di mente dovrebbe fare fagotto.
Rho (Milano), 12:42 SCUOLA: BERLUSCONI, CERCHEREMO EVITARE TAGLIO A PRIVATE
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Cercheremo di non togliere i 134 milioni alle scuole private e cattoliche". E' l'impegno del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenuto questa mattina alla Fiera Milano di Rho. "Ho una grossa colpa - ha detto Berlusconi - non mi ero accorto che nella Finanziaria era previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche". Il Premier parla di "una svista colpevole" e assicura il suo impegno per evitare questi tagli.
Bene, Obama ha vinto, sarà il nuovo presidente USA, il primo nero che assurge a tanto. Già questo è un motivo storico eccezionale per gioirne, ed è stato scongiurato il rischio altissimo di un attentato alla kennedy. Io ricordo gli anni 60 quando ancora in america si parlava di sporco negro e di ku klux klan, quindi mi sembra che un gran passo avanti si sia fatto. Forse sta peggiorando da noi, dove monta un razzismo di destra. Poi l’altro motivo per gioirne è che non ci sarà una prosecuzio di Bush e del suo belligerismo, e si spera che Obama, che ha radici sia nel continente asiatico che in quello africano sia più saggio e meno aggressivo nei confronti del resto del mondo. E poi è importante che non abbia vinto l’ideologia di destra, massimalista e integralista impersonata non tanto da McCain quanto da Sarah Palin. Anzi il comportamento elegante di McCain, ancora una volta ci permette di fare i confronti, ahimè umilianti, con la nostra realtà politica, ed i suoi rappresentanti, più o meno indecenti.E l'ultima perla ce l'ha regalata quel demente di Gasparri con la sua uscita "che Alqaeda sarà contenta". Questa giornata storica dobbiamo solo augurarci che sia l’inizio di una nuova era per gli USA, che rinuncino ad un ruolo ormai insopportabile di imperialismo a tutto campo, e che riemergano gli aspetti più stimolanti di una cultura sempre in trasformazione, ricca di elementi che ci hanno da sempre attratto e affascinato. In America è cambiato il vento, quando sarà possibile da noi, mandare a casa l'altro devastante B? vedi anche:http://www.gennarocarotenuto.it/4308-una-nuova-generazione/
America. forse.
America, ora forse puoi sorridere arriva l’uomo nuovo nero come il tuo passato da cui è emerso come un fiore dal letame con le radici nella grande madre Africa che ti ha dato da sempre linfa e sangue…
forse porterà luce e calore invece che odio ed arroganza America lo devi sperare per rifarti una faccia rispettabile…
forse, vogliamo crederlo in molti finirà l’era della Grande Potenza belva avida e predatrice della dignità e della pace di popoli vittime di una ferocia celata dietro parole bugiarde e princìpi di tracotante civiltà…
America, forse puoi ancora ricuperare i tuoi valori d’avanguardia inondare di jazz e blues le strade della vecchia Europa colmare d’emozioni i nostri occhi con le invenzioni di Hollywood ritornare ad essere un mito…
forse, sei ancora in tempo ma devi lasciarti prendere per mano dal tuo nuovo condottiero che mostra non l’alterigia del ricco texano ma il sorriso dolce dell’umiltà che fa ben sperare…forse
Il tuo nome, Peppino Da poco planato in Sicilia tra le baracche di un territorio stremato dal terremoto, immerso nella...
libro
è il racconto di una parte della mia vita, e chissà che non ci siano tratti in comune o simili con la tua…
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