venerdì 16 novembre 2007

Questo comma non s'ha da fare!

Nel 1992, il Comitato Interministeriale dei prezzi, con la Delibera del 29 aprile, aveva provveduto, con il sesto provvedimento emanato (di qui il nome comune di questo provvedimento CIP6) ad incentivare le fonti energetiche "rinnovabili". Il CIP 6 nel 1992 avrebbe messo l'Italia all'avanguardia mondiale nel campo delle energie rinnovabili: prevedeva che il 7% delle bollette Enel degli italiani andasse a finanziare l'energia pulita. Gli italiani avrebbero pagato la propria energia il 7% in più, ma si sarebbero costruiti un futuro sostenibile insieme a tecnologie esportabili ovunque.
Nel dicembre 2003 l'Italia recepisce la Direttiva 2001/77/CE (che si è posta l'obiettivo di produrre il 22,1% di elettricità da fonti energetiche rinnovabili entro il 2010) con il Decreto n 387 e all'art. 2, comma a, individua le fonti energetiche rinnovabili, riprendendo alla lettera l'elenco della UE. Però all'art 17 (con un colpo di genio, tutto italico, la lobby degli inceneritori è riuscito ad introdurre) è stato introdotto nel Decreto, questo codicillo: ".sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile e i combustibili derivati dai rifiuti."
Soltanto con le sovvenzioni pubbliche gli inceneritori sono economicamente interessanti per chi li costruisce....pericoli salute ecc ecc
I Cip6 sono costate all'Italia già due procedimenti di infrazione con conseguente messa in mora per l'errata applicazione della Direttiva del 2001.
Bisognava prendere provvedimenti per evitare altre condanne e lo si ha fatto nella finanziaria 2007, approvando all' art. 1117 che gli incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica sono concedibili esclusivamente per la produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dall'articolo 2 della Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Sono fatti salvi soltanto i finanziamenti e gli incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti gia' autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione anteriormente all'entrata in vigore della presente legge.
Si sana così una procedura illegittima che ha fatto sì che i finanziamenti previsti per energie rinnovabili e pulite venivano usati per impianti costosi e inquinanti.
La Sicilia con il sole tutti i giorni possiede meno impianti fotovoltaici della Germania
Non ci sono impianti di riciclo, nei quali potrebbero essere utilizzati materiali come plastica, aluminio, polisterolo.
Mancano quasi completamente degli impianti di compostaggio, lombricultura ecc. Gli ingombranti con i quali si potrebbe praticare il riuso - prescritto dalla legge - delle parti riutilizzabili, vengono distrutti e scomposti totalmente. Quasi tutti i materiali vengono portate fuori dall'isola oppure differite in discarica con grande danno per la popolazione locale, priva di lavoro e di risorse. Impianti che potrebbero creare impiego attraverso cooperative, non sono previste dal piano rifiuti che prevede invece, per le province di Palermo e Trapani, una gestione monopolistica del ciclo integrato dei rifiuti da parte della PEA scarl con la centralità della termovalorizzazione che porterà inquinamento e malattia sulla città di Palermo e il territorio anche in considerazione dei venti predominanti che investono la capitale della Sicilia. Della PEA scarl fa parte l'AMIA che recentemente ha aumentato la sua partecipazione da 29 a 48%. Non per il disinteresse dei cittadini, bensì per motivi economici non decolla la raccolta differenziata......

APPELLO AI DEPUTATI DELL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

Nel Paese e in Parlamento è in corso un dibattito intenso sulla questione dei CIP6. I contributi che lo Stato dovrebbe dare per lo sviluppo delle energie rinnovabili, questo avrebbe dovuto essere il vero obiettivo, e che invece di fatto ha dato in prevalenza agli imprenditori che dicono di produrre energia anche con l’incenerimento dei rifiuti ( la cosiddetta termovalorizzazione).

Ora, senza entrare nel merito delle tante contestazioni anche da parte dei vari organismi dell’ Europa comunitaria, una forte opposizione a questo meccanismo d’incentivi sta cercando di correggere il tiro (Il Senato ha approvato l'articolo 30 e i sette aggiuntivi introdotti dalla commissione Bilancio sull'energia e diversificazione delle fonti energetiche. L'articolo 30 stabilisce che i finanziamenti Cip6 vadano agli impianti gia' operativi e non a quelli autorizzati ma non realizzati. La procedura in deroga deve esaurirsi entro tre mesi dall'entrata in vigore, cioe' entro il 31 marzo) ma ancora non siamo alla definizione più auspicabile, e si aspetta l’intervento del ministro Bersani. Ma nelle more di una conclusione definitiva il presidente della regione Cuffaro, interessatissimo affinché il suo Piano per i rifiuti vada in porto, è pronto a caricare di nuovi orpelli finanziari il già disastrato bilancio regionale, con la proposta del comma 22 dell’art 1 del DEPF:

22. La Presidenza della Regione è autorizzata ad anticipare, nelle more della definizione delle procedure di trasferimento dei fondi statali previsti dal comma 1117 dell articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.296 e successive modifiche ed integrazioni, i contributi in favore ai soggetti affidatari del servizio per il trattamento e l utilizzo, mediante termovalorizzazione, della frazione residua dei rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata prodotta nei Comuni della Regione siciliana appartenenti agli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.). Per le finalità del presente comma è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2008-2010 la spesa annua di 250 milioni di euro, cui si provvede con le risorse di cui al presente comma.

Questo vuol dire, se non verrà cambiato il testo dell’articolo della legge finanziaria regionale che ben 750 milioni di euro sono a rischio di essere pagati dalla Regione, cioè mai recuperati, se le procedure per gli appalti del Piano regionale verranno rifatte, in quanto condannate in modo inappellabile dalla comunità europea, e quindi i CIP6 non saranno autorizzati.

Deputati regionali, se avete un minimo a cuore il bene dei vostri elettori, dovete bloccare questa assurda norma, assolutamente illegale, che non può che ricadere con nuovi carichi fiscali sui cittadini. Ognuno di voi dovrà rendere conto di come avrà votato una proposta talmente paradossale da diventare una macchia indelebile della regione siciliana.

http://www.benicomuni.net/home/mod/forum/discuss.php?d=451

Nessun commento:

Posta un commento