lunedì 15 ottobre 2012

la strage delle donne








UOMINI VERGOGNA

uomini pieni d’oro
gonfi come otri
di un’ego smisurato
detentori di poteri efferati
che ancora usano le donne
senza capirle e amarle
siete la preistoria….

uomini a volte solo di nome
belve feroci di fatto
senza alcun brandello di senno
che osano violare e battere
uccidere la loro stessa origine
mi fate male…

maschio stupido e arrogante
pregno di tracotante supremazia
indegno di sentimenti d’amore
che pretende di vincere e piegare
il senno di una creatura più fragile
mi fai ribrezzo…

individuo del mio stesso sesso
con la virilità al posto del cervello
la smania di dominio innata
gratificata dalla cultura del potere
incapace di sensibilità e confronto
mi fai vergognare…

per quanto tempo ancora
uomini semplici come me
dovranno  vergognarsi
e sentirsi indegni per colpa
dei maschi che calpestano
l’altra metà del cielo?


mercoledì 10 ottobre 2012

Ma quante ne dicono!

                                   cliccare sull'immagine per ingrandire


http://www.newnotizie.it/2012/10/pdl-dalla-santanche-a-biancofiore-le-berluscones-elaborano-il-lutto/ 
Berlusconi generation - Più o meno quanto detto dall'altra "berlusconiana" di ferro, Michaela Biancofiore: "Io so che se Berlusconi ridà vita a Forza Italia - ha dichiarato - rivinciamo senza dubbio le elezioni, ma sono orgogliosa dell'ex presidente del Consiglio che al solito mette il bene dell'Italia prima dell'interesse di parte". E invitata a ipotizzare il futuro del partito "orfano" del Cavaliere: "C'è una Berlusconi generation pronta a scendere in campo - ha annunciato la parlamentare - e pronta a mettere in atto gli insegnamenti dell'ex premier che sono innanzitutto - ha chiarito la pidiellina - insegnamenti di vita".

E' incredibile come possano continuare a spararle così grosse, le vedove e gli orfani del Cavaliere Nero. Non si rendono conto del ridicolo, o sono sempre così talmente pieni di sè e del "carisma" che li ha infettati, da sentirsi perennemente al di sopra dei comuni mortali?
Eppure la stagione del ripulisti pare incominciata e più si cerca negli angoli più vengono alla luce porcherie e pestilenze d'ogni genere. Stanno scomparendo sotto una montagna di merda ma continuano ad agitare la testa per gridare sproloqui. 
 Quello che dicevo umoristicamente tempo fa trova oggi conferma addirittura nelle parole di Angelino Alfano: PDL acronimo di Partito dei ladri.

martedì 9 ottobre 2012

Evviva il "dittatore" Hugo Chavez


http://www.gennarocarotenuto.it
Eppure il Riotta di turno liquida ancora oggi come “inutili” i programmi sociali chavisti. Che ignoranza, malafede e disprezzo per il male di vivere di chi non ha avuto la sua fortuna. Milioni di venezuelani, che avevano come principale preoccupazione della vita l’alimentazione del giorno per giorno, la salute spiccia (banali cure per un mal di pancia, operazioni alla cateratta del nonno) che la privatizzazione della stessa nega a chi non può permettersela, l’educazione dei figli, la casa, passando da baracche a dignitose case popolari, oggi godono di un sistema sanitario pubblico che ha visto decuplicare i medici in servizio, di un sistema educativo pubblico che ha visto quintuplicare i maestri, di un sistema alimentare pubblico che permette a molti di mettere insieme il pranzo con la cena. “Inutili”, dice Riotta, con una volgarità razzista degna delle brioche di Maria Antonietta. Oggi queste persone, escluse fino a ieri, possono spingere il loro tetto di cristallo più in alto, respirare di più, desiderare di più, magari perfino leggere inefficienze e difetti del processo e avere preoccupazioni, quali la sicurezza, più simili alle classi medie che a quelle del sottoproletariato nel quale erano stati sommersi durante la IV Repubblica. Questo i Riotta non possono spiegarlo: è così inefficiente il chavismo che ha dimezzato i poveri che nella IV Repubblica erano arrivati al 70


Magari fossero tutti così i dittatori! Ma da noi che siamo la democrazia della corruzione, i sostenitori da sempre dei Berlusconi e dei Mussolini osano criticare e infangare esempi di buon governo, a favore, dei più poveri come quello del Venezuela di Chavez. Governo che non piace alle multinazionali che hanno sempre depredato le risorse dei Paesi del Terzo Mondo, nel totale disinteresse complice delle democrazie occidentali.

mercoledì 3 ottobre 2012

Rabbia o riso?

http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2012/08/21/news/il-pdl-campano-contro-biancofiore-1.5573317




E’ una cosa incredibile, ma assistendo a certi programmi televisivi, come Ballarò, con personaggi squallidi o tragicomici come il Formigoni, o allo sproloquio di un personaggino come la Biancofiore  a Otto e mezzo su  La 7, dove fa bella mostra di sé e del suo smisurato amore per il detronizzato Cavaliere Nero,  si deve prendere una decisione importante: arrabbiarsi fino a scoppiare o ridere per non scoppiare?
  Prendo questi due esempi, perché appena visti, ma ogni giorno, a qualunque ora siamo bombardati da notizie al limite dell’inverosimile riguardo lo stato di corruzione del nostro Paese. Una corruzione dilagante, che ha potuto espandersi e proliferare, penetrando come un virus pandemico in ogni ganglo della cosa pubblica, in ogni manifestazione del potere politico, in ogni organismo piccolo o grande del sistema Italia. Un sistema, che nelle parole dei vari esponenti politici chiamati a difendersi o ad attaccare gli avversari, sarebbe normale, scontato, inevitabile, molto poco colpevole, e tutto sommato giustificabile dal fatto che viene da tutti accettato e condiviso.
  Al contrario, ciò che appare agli occhi del cittadino onesto, e un po’ ingenuo, è che l’obiettivo principale, lo scopo unico, la missione vera del politico, oggi, a qualsiasi livello di responsabilità è l’arrichimento personale, e dei propri complici.  In effetti si può parlare di un sistema , meglio di “o’ sistema”, come quello della mafia e camorra, reso noto da Roberto Saviano, al quale non c’è stata opposizione o contrasto.
  Poi, certo, si corre il rischio di generalizzare, di fare di tutta un’erba, una malaerba, un fascio, ma da parte loro, dei politici seri, non è che vengano molte azioni che ci aiutino a distinguere.Tutto quello che viene fuori dalle inchieste, dalle confessioni o mezze parole dei comprimari, come schifo maleodorante che viene a galla in una cloaca troppo piena, non può che lasciare sgomenti e incazzati, specie in un momento di crisi come l’attuale. Così come si dà per scontato ormai, senza rimedio, che siano aumentati i poveri e i non abbienti, mentre sono cresciuti i ricchi e ricchissimi, non si riesce ad accettare il fatto che tra questi nuovi nababbi vi siano individui che sono stati eletti, diciamo democraticamente, per dedicarsi alla cura degli interessi della collettività.
  Viene da sorridere amaro, oggi più che mai, a pronunciare queste parole, questa formula di democrazia, che dovrebbe, potrebbe presiedere ad uno sviluppo ordinato ed equo della nostra società moderna. Invece siamo di fronte a manifestazioni incredibili di quella cultura, di quella filosofia di vita ormai imperante che ha come unico fondamento l’egoismo e l’edonismo più sfrenato.
  L’ultimo ventennio è stato dominato da questa cultura, e improntato alla dimostrazione che anche ai comportamenti più asociali, illegali o criminali, può non corrispondere alcun tipo di punizione o repressione, che sfruttando la propria quota di potere si poteva- si può o si potrà ancora- ambire all’impunità.  Ora, che parte di quel poter malefico è diminuito- o forse è solo in sonno-      qualche crepa si sta aprendo, qualcuno mostra fragilità, e la magistratura, l’unico vero solido baluardo che ancora tiene a galla questo Paese alla deriva, può affondare il coltello nelle piaghe che si vanno scoprendo. E’ l’unica speranza di riacciuffare per i capelli una condizione di miglior vivibilità, di ristabilire un minimo di legalità, di mantenere per la gran massa dei cittadini spazi possibili di sopravvivenza e di sviluppo.
  Non credo sia possibile, in tempi brevi, che funzioni lo strumento elettorale, dati la grande sfiducia e il diffuso scetticismo verso l’attuale quadro politico e i soliti partiti, percepiti come dinosauri immensi, pur in via d’estinzione. Anche la cosiddetta antipolitica, intesa come reazione al partitismo tradizionale, ma rappresentata anche da soggetti concreti e alternativi, forieri di buone intenzioni e costituiti da militanti attivi, impegnati nelle problematiche sociali e di territorio, come il Movimento 5 stelle, impersonato come immagine-logo da quel marpione di Beppe Grillo, anche questa espressione nuova di politica temo non sia in grado di incidere più di tanto sul panorama socioeconomico del Paese. Resta l’interrogativo di Monti, -lascia o raddoppia?-, sul cui operato difficile e complicato, reso ancora più periglioso dal fatto di essere ostaggio dei partiti in parlamento, non mi è agevole dare un giudizio esaustivo ed univoco, in quanto troppe sono le perplessità e le sfaccettature su cui riflettere. Resta, inamovibile, la soddisfazione per essere succeduto al gran malefico, e per aver recuperato stima e affidabilità a livello internazionale, sdoganando l’Italia dal fardello di un clichè fatto di barzellette e di bordello.
  Clichè, però, che lo scoperchiamento del pentolone degli scandali e del magna magna , rischia di trovare nuovo risalto. In conclusione: come possono cambiare le cose, come può migliorare la situazione, come può salvarsi questo Paese se la gente, il popolo, noi non siamo in grado di scendere in piazza e fare pulizia? Ci vogliono i forconi. Addavenì Baffone! come si diceva con convinzione una volta.

domenica 30 settembre 2012

Il costo dei Canadair

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/09/29/news/incendi_la_sicilia_brucia_ancora_paura_e_danni_da_messina_a_enna-43507416/


«Costa troppo il volo di un canadair»

E' la denuncia fatta dal vicepresidente della Provincia di Cosenza, Domenico Bevacqua,


http://www.corrieredellacalabria.it/stories/Politica/7888_costa_troppo_il_volo_di_un_canadair/


«Un'ora di volo di un canadair, per la documentazione in mio possesso - ha scritto Bevacqua - viene a costare all'incirca 6/7mila euro. Mi chiedo e chiedo a tutti: quanto ci costa un incendio dal punto di vista economico? Dal punto di vista ambientale la riposta è certa: danni incalcolabili. Per vedere le nostre montagne rinverdite ci vorranno oltre 50 anni e più, purtroppo. Ovunque sento ripetere che il fuoco si spegne dal basso e non dall'alto. Una squadretta, formata da giovani ben motivati e adeguatamente preparati, potrebbe fare molto più di un canadair. Ad essa si potrebbe pensare di affiancare anche persone iscritte nelle liste di mobilità durante i mesi estivi. Con i fondi europei si potrebbe pensare a progetti a termine non solo per spegnere gli incendi, ma per rimboschire e manutenere il vasto patrimonio boschivo calabrese. E' la presenza dell'uomo che preserva il territorio, non i voli dall'alto.

Ma quando si avrà il coraggio di dire la verità: cosa c'è dietro il continuo aumento del proliferare degli incendi in tutta Italia? Basta leggere sopra quanto costano i voli dei Canadair per rendersi conto della speculazione criminale che c'è dietro gli incendiari. Altro che i pastori, o i forestali, per i loro meschini interessi, come si continua a sostenere per gettare fumo negli occhi, appunto!
Si devono fare sacrifici, tagliare qua e là, nella cultura, nella ricerca, negli aiuti per il sociale, ma si continua a sperperare denaro pubblico per spegnere i roghi dolosi che stanno distruggendo il patrimonio della flora , e anche della fauna del nostro Paese. Che ci sia la mafia o solo carogne che ne traggono profitti personali, senza rendersi conto che stanno suicidando questa povera Italia, io credo che si dovrebbe cominciare a sviluppare un forte movimento di popolo, cosciente del pericolo, che possa fare chiarezza sull'origine del fenomeno che ogni anno è sempre più grave.
Poi, a mò di risarcimento anche morale, io sarei per la pena del contrappasso per i pochi piromani che si riesce a beccare. Legati ad un albero in attesa che arrivi il fuoco da loro appiccato. Amen

venerdì 28 settembre 2012

GENTAGLIA

http://www.liberoquotidiano.it/news/1085698/Ecco-l-articolo-di-Dreyfus--che-ha-fatto-condannare-Sallusti.html

Ecco, dopo un tempo interminabile, torno finalmente al mio blog. Ci sarebbe tanto da scrivere, ma la massa di porcherie dell'ultimo periodo è talmente enorme da schiacciare ogni buona intenzione.
Mi limito, per ora, alla questione Sallusti e a Libero, giornalaccio ricettacolo di infinite schifezze a mezzo stampa, grande produttore di quella macchina del fango, che sotto il regime del Cavaliere Nero ha costituito un sistema efficace di lotta politica. Ebbene, ora che tutti i nodi, o quasi, vengono al pettine, che la cricca del
cavalier Silvio non è più al potere, o perlomeno è in stand by, qualcuno comincia a togliersi qualche soddisfazione. Nel link sopra si può leggere l'articolo incriminato, un vero delirio, opera a quanto pare di quel Renato Farina, botolo, o betulla, già tristemente noto in tempi passati, e promosso per meriti-ovviamente- senatore pdl. Io forse posso anche essere d'accordo con chi si batte per non dare la galera per motivi di libertà di stampa o d'opinione, anche se in questo caso, lo trovo più che giusto e salutare.In galera dovrebbe ro finirci tutti questi lerci individui e i politici corrotti, schifosi profittatori, tipo quelli del consiglio regionale del lazio, e posto ce ne sarebbe molto se si facessero uscire i migranti ei consumatori di droghe.
Ma poichè mi rendo conto che è iun sogno, ne butto lì' un altro, più divertente, e cioè proposta di commutare la pena di Sallusti in una specie di esposizione a pubblico ludibrio: lui incatenato su una sedia alla mercè degli sputazzi di tutti coloro che desiderino farlo, e per completare l'opera dietro pronto a pulizziarlo la Santanchè.
Così tanto per ridere.

sabato 30 giugno 2012


L'assassinio di Borsellino un mistero lungo 20 anni - Repubblica.it
"Ora che sono passati vent'anni  -  scrive Deaglio nel suo libro  -  non solo non sappiamo chi l'ha ucciso, ma innumerevoli versioni, continue verità, continuano ad ucciderlo. Borsellino viene continuamente riesumato in uno spettacolo macabro che insulta la sua memoria e noi spettatori. È stato Scarantino. No Spatuzza. È stato Riina; no, i fratelli Graviano. La polizia ha imbeccato Scarantino per proteggere i veri colpevoli. È come piazza Fontana. È stato lo Stato, lo Stato Mafia, la Mafia Stato; il Doppio Stato. È stato Berlusconi, o perlomeno Dell'Utri. Sono stati i servizi. Deviati. No, quelli ufficiali. Sono stati Ciancimino e Provenzano. Sono stati gli industriali del Nord. È stato il ministro Mancino... La sua morte era necessaria alla trattativa. Anzi, era l'essenza della trattativa. (A proposito  -  cos'è che stavano trattando?) È stato un volontario, lucido sacrificio di Borsellino che si è offerto come vittima per salvare la sua famiglia. È stata la prova della potenza infinita di Cosa Nostra a cui nessuno può sfuggire. È stato il Fato, del quale era in balia... "
(18 luglio 2012)

 
la verità è una chimera
e chi la cerca con passione
rischia, rischia molto
perché è anche un folletto
cui piace giocare a nascondino
ma solo con ricchi e potenti
che lo difendono e proteggono
sbranando come cani furiosi
chiunque ci si avvicini

Rieccolo!

Silvio: «Euro, Berlino fuori» - POLITICA
«Mi è stato presentato un progetto per un nuovo partito da una persona amica, che è Vittorio Sgarbi. Ma sono quindici i protagonisti che sono venuti da me intenzionati a fare una nuova formazione politica nel centrodestra». Però, ha aggiunto: «Non ho sposato alcuna proposta».

 
L’individuo, si sa, è dotato di una acuta furbizia, cattiva, nociva, da faina, e proprio come una faina nel pollaio dell’opinione pubblica si appresta, e spera, di tornare a fare strage di coscienze.
Sicuramente  è anche dotato di un potere economico enorme, capace di comprare molte coscienze, ed è ciò che ha fatto, grazie al potere politico che parte del Paese gli aveva conferito.
Si sa come sono andate le cose: vista la mal parata, la crisi sempre più grave, non bastando più le storielle raccontate da teleschermi e giornali compiacenti ad un popolo beota rincoglionito da reality e veline, prendendo atto che anche la cosidetta “opposizione” rischiava di diventare tale, e che in Parlamento perfino la pattuglia delle teste di c. dei “responsabili”poteva non bastare più, insomma rendendosi conto che il suo carisma, dell’uomo più ricco d’Italia, del più spiritoso, del più macho, del più abile tessitore di trame, del più invischiato e impunito “fiancheggiatore “ della criminalità organizzata, stava scemando pericolosamente, ecco il colpo di teatro, farsi da parte e permettere al buon padre della patria Napolitano d’inventarsi un governo di tecnici, con a capo un personaggio apprezzato a livello internazionale per la sua capacità e sobrietà come Mario Monti.
“benissimo, che ci provi lui a cavare le castagne dal fuoco, mentre al partito ci metto l’innocuo Angelino che non è in grado di giocarmi brutti scherzi, così posso dedicarmi al mio passatempo preferito senza rottura di palle, quell’innocente burlesque che tutti m’ invidiano, e poi non appena saranno meno roventi, le castagne, tornerò a papparmele io”, più o meno verosimilmente questo deve essere stato il pensiero del Cavaliere Nero, del grande manovratore.
In effetti, come sostiene il suo primo ciambellano Cicchitto, il passo indietro che lui ha fatto per il bene del Paese, (leggi il suo bene) è stata una mossa eccellente: se Monti fa la magia e risolve tutti i problemi, malgrado il pressing asfissiante della nuova maggioranza ABC, il merito sarà suo che si è tirato in disparte senza essere battuto elettoralmente, se invece il miracolo non avverrà, e anzi la situazione addirittura peggiorerà, ecco che potrà sempre dire che lui e il suo governo sono innocenti come agnellini, ed anzi possono essere una nuova risorsa per il futuro.
E’ il gioco che sta iniziando a fare in questo periodo, alternando sparate antieuropee a proposte provocatorie che possono solleticare gli spiriti più deboli e ingenui, convinti che tutti i guai sono cominciati con l’euro. Un gioco delle parti con le dichiarazioni contradditorie tra lui e il fido Alfano, bravissimo picciotto cui manca però il quid, nel tentativo di arginare lo smottamento franoso, forse inarrestabile, del PreDeLlino, precipitato nelle ipotesi di voto al di sotto del movimento 5 stelle, fondato da quel comico di Grillo.
Ora, che è pronto a ritornare in pista, il Cavaliere Nero s’inventerà chissà quale fiction, quale shaw, probabilmente riuscirà anche a cavare qualche coniglio dal cappello, e la sua smisurata ricchezza gli permetterà di comprare nuove coscienze e nuovi sudditi, o recuperarne di vecchi tipo Vittorio Sgarbi, (il critico in vendita al miglior offerente), ma una volta tanto io voglio essere ottimista a disprezzo d’ogni esperienza più nefasta, e voglio fermamente credere che il popolo italico sia definitivamente immunizzato, che la vaccinazione di cui parlava Indro Montanelli abbia avuto effetto, e non sia più a rischio di contagio e di avvelenamento.

giovedì 7 giugno 2012

Ma quale demagogia, è il nuovo che avanza!



  











E continuano imperterriti a parlare di antipolitica, di qualunquismo. Stolti, definiscono demagogia la lucida critica costruttiva di un sistema asfittico, marcio e maleodorante, che ha ormai stancato fino alla nausea gran parte degli italiani. Per fortuna e con qualche speranza per il futuro.
  Mentre i partiti politici tradizionali, o quel che ne resta, continuano infami e arroganti a perpetrare il loro agire da sparvieri famelici, ad arraffare ovunque, nelle amministrazioni pubbliche, nelle cariche e nei posti di sottogoverno ben remunerati, nei traffici di appalti più o meno legali e nelle infinite occasioni di corruzioni vantaggiose, cresce nel Paese un sentimento di schifo misto a meraviglia.
  Di fronte ad una situazione di crisi imperante alla quale un governo “tecnico” cerca di porre rimedio, con scarsi risultati, ostaggio com’è del ricatto di un’accolita di predatori, ridimensionati ma sempre voraci, gli stessi che la crisi l’hanno aggravata con la loro azione nefasta, sia come maggioranza che come opposizione ( o finta tale), non si capisce come questi stessi soggetti persistano nel loro comportamento, riprovevole fino ad una condanna senza attenuanti, in quanto fortemente nocivo per il bene pubblico.
  Pare incredibile come non si rendano conto, tutti, di destra e di sinistra, che questo loro perseverare in un malaffare da casta, in un’alleanza da spartizione e in un’autodifesa ad oltranza con scambio di favori non può che accelerare la crescita imperiosa di quella che loro chiamano ipocritamente antipolitica, e che invece è l’attesa di una buona politica.
  Purtroppo, però, non sono solo i figuri del quadro politico a sparare a zero su Grillo e il movimento 5 stelle, perché anche la maggior parte dei commentatori, dei giornalisti e degli esperti tuttologi dimostra di non aver capito, e di non voler approfondire, qual’è la sostanza del fronte imponente che sta crescendo sempre di più e che come una valanga minaccia di soverchiare e ridimensionare il panorama politico.
  Non basta dire che è un movimento di protesta che intercetta il voto dei tanti elettori stanchi dei loro riferimenti politici e dei qualunquisti in genere, ai quali vanno comunque aggiunti tutti quelli che fanno parte del vasto bacino dell’astinenza e del voto nullo, che da questa nuova prospettiva sono conquistati. No, perché l’aspetto più importante, spesso ignorato, è quello del concreto impegno, attivo, appassionato degli appartenenti al movimento 5 stelle, (che noia insistere a chiamarli grillini!) nelle lotte per il bene comune e per la legalità nelle diverse realtà del territorio. In tutte le battaglie importanti, da quella contro la privatizzazione dell’acqua a quella contro il sistema obsoleto dei rifiuti, in particolare l’uso degi inceneritori, alle questioni rilevanti come la TAV o il ponte sullo stretto, il movimento si è distinto ed è sempre presente.
  Attaccare Grillo e il suo linguaggio provocatorio e stralunato non serve a nulla, anzi, la sua funzione di megafono viene così amplificata. Lui ha avuto il merito comunque di aver dato vita e voce al movimento, dapprima con i Meet-Up, gruppi di lavoro su vari temi d’interesse collettivo, e con il blog come punto di riferimento e organizzativo, poi con il mov 5 stelle che dall’impegno militante è passato al confronto politico nelle elezioni amministrative, con risultati eclatanti, in quanto i candidati sono stati riconosciuti come propri autentici rappresentanti dalla cittadinanza attiva, più antagonista al potere oppressore.
  Ora, nel caso di elezioni politiche nazionali, se dovesse ottenere il risultato eccezionale che gli accreditano i vari sondaggi, il movimento e i suoi eletti non si sa come potrebbero trovarsi a muoversi in un campo minato e pericoloso, com’è il Parlamento attuale, così deteriorato e infangato. Su questo punto ovviamente è difficile anticipare un giudizio. A me, personalmente, come credo a moltissimi italiani, basta però avere fiducia nell’onestà e limpidezza degli obiettivi del movimento, nella volontà e umiltà d’apprendere sul campo con la collaborazione fattiva di chi ci crede, mostrate da chi è stato scelto da un voto senza imbrogli e che si accinge ad un impegno gravoso fidando sulla capacità di fare scelte a favore del bene pubblico e non per bieco tornaconto personale.
  Si era tanto brindato per la fuoriuscita di scena del Cavaliere Nero, si era tanto sperato nel Monti sobrio e rigoroso che avrebbe potuto fare piazza pulita di tante schifezze, ingiustizie, delle tante deficenze della macchina pubblica, degli sprechi, della corruzione, dei privilegi della casta, ed invece l’auspicio si rivela lentamente una pia illusione, l’obiettivo virtuoso sta inesorabilmente sfaldandosi come cemento depotenziato, fasullo.
  E Lorsignori, i boss autoreferenziali dei partiti storici, i loro vassalli e valvassori, la pletora dei servi ossequianti, tutti, continuano imperterriti come se niente fosse, come vivessero in un altro paese, non reale, ma fantastico e virtuale, dove però il malcostume e il malaffare continui ad essere l’ideale del loro operato, ad uso e consumo proprio. Forse, addirittura, nel loro stolto orizzonte si augurano di andare al più presto ad elezioni per ritornare in sella più forti e famelici che mai.
  Ma questa volta, oso sperare che il popolo italico sia finalmente vaccinato e sufficientemente munito d’antidoto.

mercoledì 23 maggio 2012

vent'anni da quel 23 maggio


23 maggio - Giovanni Falcone

il suo sorriso calmo
sfottente sotto i baffi
e subito un lampo duro
negli occhi fissi
sul racconto di un impegno
che è dura lotta
a scapito della vita…

e quando il giorno
del supremo sacrificio
è arrivato con il suo carico
d'incredibile crudeltà
e di micidiale potenza
qualcuno avrà gioito
ma in molti abbiamo pianto…

poi migliaia di pugni alzati
e grida di rabbia nella navata
zeppa di bieca autorità
e la voglia accesa
di riprendere il testimone
della sua corsa irta
d'ogni specie di ostacolo
per un traguardo da osare…

oggi siamo ancora in molti
dopo vent’anni a gridare
il suo nome e quello di Paolo
che lo ha raggiunto poco dopo
e forse qualcosa sta cambiando
ma ancora è poco
perché possano tornare a sorridere



mercoledì 9 maggio 2012

Il tuo nome, Peppino


Il tuo nome, Peppino


Da poco planato in Sicilia
tra le baracche di un territorio
stremato dal terremoto,
immerso nella lotta di un popolo
stretto tra il dramma e la mafia,
improvviso nella mia vita
irrompe il tuo nome
quel lontano 9 Maggio 78…

esplode sconosciuto come un fuoco
sempre più caldo e vivo
col passare degli anni…
io che credevo di fare, di essere
militante impegnato e coerente
mi sono imbattuto in te
nel tuo impegno, nel tuo ardore
nel tuo coraggio inimitabile…

e da allora, da quel primo corteo
tra la gente atterrita di Cinisi
che spiava da dietro gli scuri
di un’atavica impotenza
quel fiume variopinto di giovane forza
che gridava con rabbia il tuo nome
più di 30 anni sono già passati…

metà di una vita
da quel giorno memorabile
in cui una truce menzogna di stato
ha tentato di coprire il tuo martirio
dipingendoti, come gìà Giangiacomo
suicida o dinamitardo inesperto…

troppo a ridosso d’un cadavere eccellente
vittima di un terrorismo imbecille
puntualmente usato per mistificare
infangando la tua e la nostra volontà
di rivoltare il vecchio mondo
per costruirne uno migliore
di cui tu già ne eri cantore e poeta…

quante albe e tramonti da quel giorno
che è deflagrato in molte coscienze pulite
di donne e uomini storditi
dalle notizie spezzettate e confuse
che andavano componendo un quadro
in cui l’unica certezza
era che tu non c’eri più…

non ci saresti stato più tra i compagni
non avremmo più sentito la tua voce a radio aut
ma da allora il tuo nome echeggia ovunque
è lievitato fino a coprire i continenti
è germogliato in menti d’ogni etnia
ha suscitato emozioni dagli schermi
favorendo lo sviluppo
di nuove promettenti consapevolezze…

da allora ogni anno il 9 maggio
è il momento dell’inventario
delle lotte, di qualche battaglia vinta
in una guerra ancora lunga,
dei caduti esemplari 
come i tanti Giovanni Falcone
che dai loro posti hanno conquistato
una morte importante come la tua…

ogni anno il tuo sacrificio
diventa sempre più ingombrante
per chi aveva pensato da vigliacco
di insudiciare la verità
ma anche in giorni comuni, sempre
tu ci costringi a fare i conti
con la nostra coscienza
con il nostro umore d’irriducibili…

ci costringi a confrontarci
con l’immenso capitale
che il tuo nome rappresenta
timorosi di dilapidarlo…

non più solo contro un Tano Seduto
boss locale più o meno potente
oggi, ci si batte contro un orco globale
chi vuole rubarci l'acqua
chi avvelena l'aria
chi uccide ogni ora di più il pianeta…
contro un governo nuovo
ma che è vecchio di sempre
di menzogne e di ingiustizie
di leggi buone per lorsignori
e sferza e miseria per gli altri…

ah! caro Peppino, se tu vedessi
oggi che stiamo peggio di ieri
quando la DC dei sepolcri imbiancati
era il nemico che sembrava imbattibile 
e noi irriducibili mai domi
quasi rischiamo di rimpiangerla…
quel grande corpo di balena
si è trasformata in orde di squali
di voracità insaziabile
che tutto divorano con il muto assenso
di un popolo di spettatori drogati…

ah! Peppino sai, è vero
il Cavaliere Nero è caduto
ma sono certo che soffriresti
a vedere lo scempio di parole nobili
come democrazia e libertà
mentre un potere camaleontico
continua a violentare una ben misera Italia…

ho il terrore di pensare che anche tu
pur con la tua lucida forza
oggi potresti rischiare di rimbalzare
contro il muro di gomma di questa società
ed essere costretto come me
a sperare solo nell’indennizzo della storia…

e poi, nel tuo nome oggi
con mio immenso strazio
si dividono anche i compagni
per egoismo e stupidità
per voler primeggiare in purezza
d’ideologie applicate, mentre tu
hai sempre e solo agito
per un bene comune universale
e ti assicuro che il tuo nome, Peppino
vivrà per sempre scolpito nei nostri cuori
di chi non si arrende mai…