domenica 30 dicembre 2012

Bilancio di fine anno 2012

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    Finisce un anno, che era cominciato con gli URRA’! per il disarcionamento del Cavaliere Nero, con il ritorno, sotto traccia, ma sempre dannoso dello stesso, impegnato in una campagna elettorale allo sfinimento, più per noi che per lui. In tanti si era gioito quando il personaggio, il più squallido e funesto che abbia mai impestato il panorama politico dagli anni del dopoguerra ad oggi, si era finalmente dovuto fare da parte, lasciare quel potere che aveva gestito per quasi un ventennio, sciagurato e tragigrottesco.
    Un lungo periodo della storia italiana, che solo in seguito si potrà definire con precisione, ma che è stato caratterizzato dal velenoso egocentrismo sparso ovunque nel tessuto sociale del Paese. Gran parte della popolazione ne è rimasta contagiata e, rincretinita dal fascino letale del Grande Ricco Imbonitore e dalla nuova cultura imperante dei Reality televisivi, non si è curata di controllare che cosa facessero realmente i propri rappresentanti delle istituzioni, permettendo così la più ampia e sregolata man bassa di risorse pubbliche e la più oscena cancrena da corruzione in ogni ganglio vitale di questa sventurata Nazione. Basta vedere che cosa ha trasmesso e svelato il programma più coraggioso e utile della Rai: Report della mai abbastanza stimata Milena Gabanelli.     
    Certo si era anche pensato che, dato il DNA luciferino del soggetto, non si potesse stare proprio del tutto tranquilli, che nell’ombra il suo malefico influsso si sarebbe continuato ad avvertire, in qualche modo. E infatti, il suo Partito Di Ladroni ha continuato a rappresentare per il governo Monti un freno e un ricatto latente, che ne ha minata l’azione. Ancora non è facile capire fino in fondo le positività e le negatività di questo interregno tecnico, fermo restante che alcune scelte sono state considerate indispensabili, data la situazione catastrofica, economica, del Paese.
    Indubbiamente dopo il grande ottimismo per un rappresentante del governo, finalmente presentabile e degno di stima a livello internazionale, che era chiamato a una specie di miracolo, a togliere dal fuoco le castagne che avevano lasciato i precedenti amministratori, di fronte al tremendo tributo di sacrifici e all’impoverimento generalizzato della popolazione, qualche dubbio e delusione sono stati inevitabili.
    Nessuno si era illuso che il Professore fosse uomo di sinistra, ma si era sperato che succedendo alla Corte dei Miracoli, che tanto aveva demolito e screditato il ruolo dei politici agli occhi della gente, sarebbe stato capace e così coraggioso da invertire totalmente il sistema, bonificando quell’insieme di privilegi e di corruzione che aveva caratterizzato la Casta. Forse più di quel che ha fatto non gli è stato possibile. Mah! Si vedrà, se avrà un nuovo ruolo, o una diversa occasione, nel futuro.
    Per chiudere il discorso sul ritorno del Demone, oggi i sondaggi lo danno messo male, si sa, come tutta quella destra  horribilis da lui capeggiata, compreso quel che resta del manipolo dei razzisti leghisti, -tutta  gente che nell’anno trascorso ha riempito le pagine dei giornali e gli schermi televisivi non per gli infiniti stucchevoli talkshow, ma per le loro “brillanti” operazioni di ladrocinio e corruzione, finalmente rivelate dalla magistratura- però dal Malefico tutto ci si può aspettare, magari un’altra statuetta o un falso attentato che lo riporti in auge come povera vittima.
    Invero, sembra ormai completamente andato di testa e, anche le sparate come la fidanzatina di quasi cinquant’anni più giovane (ha quasi l’età  del suo ultimo figlio) pare non suscitino più lo stesso clamore redditizio, ma è sempre un uomo ricchissimo, -che si può permettere di pagare gli alimenti alla ex moglie, nella modica cifra di 100 mila euro al giorno-, e la ricchezza smodata può comprare tutto e tutti.
    Ecco, anche queste notizie, a cospetto di una realtà tragica e difficile per molte persone e famiglie, per una quantità crescente di lavoratori che vengono sputati fuori dai loro posti, per una umanità di migranti che vivono in baracche e s’arrabattano a scampare la giornata con il rischio di essere acciuffati come clandestini e indesiderati, appunto queste notizie di schiaffi alla miseria fanno male e fanno incazzare.
    Io, qua lo dico con sincerità, odio i ricchi, tutti ma specialmente quelli che sono egoisti, menefreghisti degli altri, quelli la cui ricchezza dipende dalla povertà e dallo sfruttamento di altri individui. Io questi li vorrei tutti affogati in una cloaca di merda, o in alternativa ai lavori forzati con palla di ferro al piede. Oppure, in maniera più creativa e democratica, si potrebbe costringerli a lavorare per sanare il territorio che molti di loro hanno contribuito a saccheggiare, potrebbero essere utilmente impiegati in occasione di eventi catastrofici, terremoti ecc, che non mancano mai. Insomma sarebbe una giusta legge del contrappasso, se fosse possibile un governo concretamente saggio ed equanime.
    Intrigante è l’idea di una mia amica molto saggia che raffigura l’ipotesi di uno straricco alla Zio Paperone che si chiude nel suo personale armadio cassaforte per contare il suo sporco denaro e ci rimane dentro per sempre, perché semplicemente si guasta la serratura. Magnifico.
    Ovviamente sono solo sogni ad occhi aperti, stupida consolazione davanti allo sfacelo sempre più grave e diffuso di questo mondo. L’anno che se ne va non ha portato maggiore consapevolezza sulla gravità della salute della Terra e quindi capacità di organizzare interventi e politiche per correre ai ripari, per invertire la rotta. Questi temi, come quello della decrescita al posto di una crescita insostenibile, dello sviluppo di energie rinnovabili al posto del petrolio che non è inesauribile ecc, sono sempre appannaggio di poche minoranze più coscienti, ma che purtroppo non detengono alcun potere politico o economico.
    I temi riguardanti la preservazione del territorio, la bonifica delle aree inquinate in anni precedenti e la politica di prevenzione per evitare nuovi inquinamenti, a causa della scorretta gestione dei rifiuti e delle industrie in genere, non trovano accoglienza realizzativa nella stragrande maggioranza dei poteri politici del mondo.
    Paesi come la Cina e l’India che si affacciano sul mercato globale esigendo la loro parte di produzioni e consumi, mantenendo le sperequazioni di classe, e anzi aumentando l’appartenenza a quella minoranza dell’1% che detiene il potere economico finanziario universale, riproducono lo stesso sistema di sempre. Proprio lo sviluppo enorme di questi grandi Paesi, pare sia alla base della grave crisi mondiale, che più colpisce la parte occidentale del globo, che fino ad oggi ha vissuto- al di sopra delle proprie possibilità- sulle loro spalle, e sullo sfruttamento d’origine coloniale. Io mi chiedo se le cose stanno proprio così che speranze ci sono per le future generazioni di uscire da questo cul de sac?
    Poi, per cercare di osservare la realtà nei vari aspetti, bisogna soffermarsi sulla grave condizione permanente in vaste aree dell’universo femminile. La violenza brutale, possessiva, spesso omicida del maschio nei confronti di una donna, che rappresenta l’origine stessa della specie, nella sua specifica funzione di madre, è assolutamente insopportabile. Ogni individuo di sesso maschile ha avuto origine da una femmina, e se riesce a colpirne una qualunque, e non per autodifesa, l’unica spiegazione possibile è quella di uno stato d’insania mentale o d’improvvisa demenza.
    Ma sono tante le situazioni da analizzare, che ci vorrebbe un libro intero, dalla questione delle carceri che non interessa nessuno, di chi vive libero, se non l’indomabile DonChisciottePannella, a quella della continua crescente emergenza dei migranti, che fuggono da condizioni più tremende di quelle che trovano, comunque pessime, negli approdi raggiunti a fatica.
    Tutti gli aspetti, più particolareggiati della realtà che stiamo vivendo, non fanno altro che confermare, purtroppo e senza molte speranze di mutamento, che il nostro mondo continua a essere, da sempre, un’occasione propizia per vivere bene, economicamente parlando, solo per pochi. Non sono servite le rivoluzioni d’ogni tipo a mutare, se non per quote minime, quest’andazzo. Oggi poi pare che le capacità di ribellioni efficaci, siano sempre meno. Sta prevalendo un atteggiamento di sostanziale accettazione, supina o combattiva, dello status quo.
    Lontane nel passato, le grandi lotte delle masse sfruttate e dei neri schiavizzati, oggi l’imperativo è di carattere economico finanziario speculativo, che passa sopra a tutto, alle condizioni di vita della gente e alle modalità di sviluppo delle nazioni, senza peraltro eliminare i pretesti per guerre d’ogni tipo, perfino fratricide.
    Anche situazioni difficili di conflitti perenni come quello israelo-palestinese sono caratterizzate da alti e bassi nel tentativo, più teorico che concreto, di arrivare alla pace e sono comunque occasione per mantenere grandi masse nelle condizioni più nere. Così come in Africa a ogni risultato positivo di maggiori libertà da colonialismi e dittature fanno contraltare situazioni stabili di fame, miseria e strage.
    Fortunatamente c’è sempre chi, anche se minoranza, lotta e si oppone a ogni tipo d’illegalità e d’ingiustizia, così’ come facevo anch’io quando le forze mi sorreggevano meglio e il pessimismo era attenuato dal bisogno di provarci comunque, a cambiare le cose.