lunedì 11 febbraio 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO
E’ UN PARTITO INNOVATIVO
COMPLIMENTI ALLA “INNOVATIVITA’”!!

ALLORA ADESSO ANCORA PIU’ DI PRIMA, CI SARA’ SOLO UN VOTO:

PER RITA BORSELLINO


Il Partito democratico è un partito innovativo?

Il Partito Democratico si presenta da solo perché questo vogliono gli Italiani.?
Il Partito Democratico avrà un solo programma, trasparenza e partecipazione democratica dei cittadini. ?

Ma che meravigliose parole Walter, Anna, Dario, ci avevate quasi convinto.!

Ed allora come mai, apprendiamo dalla stampa che la probabile candidata alla Presidenza della Regione Siciliana sarà Anna Finocchiaro?.

Al fine di interloquire con gli esponenti del “NUOVO” partito, e per chiedere alcune informazioni ai partiti della sinistra arcobaleno, useremo lo stesso strumento: “LA STAMPA”, augurandoci che almeno questa volta, dia la parola, anche ai cittadini.

Caro NUOVO Partito Democratico , cosa c’è di tanto innovativo nel decidere tra di voi, tra la Sicilia e Roma ed all’interno delle vostre segreterie chi deve essere il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, e che di conseguenza andrà a rappresentare tutti i cittadini e non solo gli iscritti ed i militanti del vostro partito?
Caro NUOVO Partito democratico non ci risulta che nella vostra grande “innovatività”, abbiate organizzato un’assemblea aperta alla cittadinanza tutta, convocandola per chiedere se poteva andare bene questa candidata, anche solo per parlare, per farci sentire esistenti.
Caro NUOVO Partito democratico, lasciacelo dire, sei neo-nato….ma sei gia’ troppo vecchio e rugoso.

Ed adesso qualche domanda ai partiti della “sinistra arcobaleno”.
Cari partiti della sinistra , di quella sinistra che si è battuta contro le “scelte” o le “non scelte” dei partiti moderati della coalizione del centro-sinistra, adesso data l’attuale legge elettorale, vi accorderete con il PD anche per il candidato unico piombato dalla segreteria del NUOVO Partito Democratico?
Cari partiti della sinistra arcobaleno come farete a “convivere” con un “programma” che non rientrerà certamente con quanto da voi portato avanti nel vostro “programma”?
Ne andrete a “creare” uno ad hoc?.
Non ci risulta che tutti i nomi che si leggono su Repubblica e che vanno in appoggio alla candidatura di Anna Finocchiaro, siano proprio i vostri “interlocutori piu’ vicini” (vedi l’Ermete Realacci).
Naturalmente nulla di personale nei confronti di Anna Finocchiaro, anche se francamente non neghiamo la nostra forte delusione.
Infatti almeno da lei ci saremmo aspettati che avesse chiesto a gran voce la “partecipazione democratica dei cittadini”, ritenendo e convenendo chiaramente che non sarebbe bastato soltanto partecipare alla convention del NUOVO partito. (ben diverso da un’ assemblea aperta sul tema specifico)
Infatti, tempo fa parlava della “differenza di genere” e della “donna in politica”.
Consideriamoli tempi passati.

Concludiamo dicendo:

CARO NUOVO PARTITO DEMOCRATICO, per quello che ci riguarda la nostra candidata adesso, ancora più di prima è RITA BORSELLINO, proprio perché ci avete dimostrato di considerarci dei “vostri sudditi” e di utilizzare metodologie vecchie e superate.
Noi siamo andati oltre.
Cari partiti della sinistra, cercate di fare vedere e dimostrare ora, la vostra coerenza.

CARI TUTTI, SE NON SAREMO CHIAMATI A SCEGLIERE, LA NOSTRA SCELTA E’ GIA’ FATTA

MOLTI DI NOI NON ANDRANNO A VOTARE

Possiamo assicuravi che se parte il “passa parola”, saremo tanti.
Non è una minaccia ma purtroppo un dato di fatto.
E questo certamente darà molti punti di vantaggio alla coalizione di centro-destra, che alla fine se dovesse vincere, dati questi presupposti, non avrà molta importanza.
Infatti per noi cittadini ( molti dei quali già abbondantemente delusi) sarà veramente difficile accorgerci dell’esistenza di una concreta e reale “differenza sostanziale e formale” tra le due coalizioni.

Saluti di pace
Per I Cittadini Invisibil Barbara Grimaudo Ninni Vinci

(Quei cittadini che sono solitamente considerati “gli invisibili”.

Invisibili alle Istituzioni, ai partiti politici, a gran parte della stampa, perché non troppo importanti e comunque non fondamentali o decisivi delle scelte. )

I CITTADINI INVISIBILI

CHI SIAMO

Siamo cittadini, che abbiamo deciso di non accettare più di essere considerati degli “optional” nelle scelte effettuate dalle Istituzioni o di chi detiene i poteri forti.
Siamo cittadini hanno deciso di farsi sentire , vedere, e essere presenti in prima linea sui grandi temi.

Siamo cittadini che credendo profondamente nel concetto di “partecipazione democratica” hanno deciso di metterlo in pratica con il metodo della “cittadinanza attiva” svolgendo una politica dal basso che possa fare comprendere a tutti i Soggetti istituzionali di tutti i livelli (Regione, Province e Comuni) che una volta eletti a loro non è stata data una “delega in bianco”.
Ne possono far parte studenti, associazioni, professionisti, con diverse idealità o appartenenze politiche ma con una convinzione comune, che costruire reti sia fondamentale ed indispensabile per il raggiungimento di obiettivi condivisi.

Ognuno di noi ha una professione, un mestiere, una vita personale ma abbiamo fatto la scelta forte e consapevole di dedicare parte della nostra giornata ad impegnarci per il rispetto dei diritti umani, dell’ambiente della giustizia, della legalità, dell’equità e della pace.

Per il raggiungimento di tali obiettivi studiamo le complicate tematiche dal punto di vista procedurale, giuridico e sociale, per essere in grado successivamente di fornire alla cittadinanza una vera informazione , in contrapposizione all’ “informazione blindata”, strumento in mano ai poteri forti.
Siamo cittadini attenti convinti che con il metodo “della non violenza” un “mondo migliore ed alternativo” è possibile.
Per raggiungere gli obiettivi siamo presenti nei territori con tutte le forme e metodologie possibili; per mezzo dei media, della stampa, ma soprattutto con la presenza attiva e concreta sul territorio.

Ci vestiamo , provocatoriamente da “fantasmi”, per dimostrare esattamente il contrario.

SIAMO CITTADINI CHE HANNO DECISO DI NON PERMETTERE PIU’ AD ALCUNO , CHIUNQUE ESSO RAPPRESENTI, DI POTERCI CONSIDERARE “FANTASMI ED INVISIBILI”.
Ci facciamo portavoce anche di coloro i quali, non se la sentono di essere in prima linea nelle piazze, ma che in ogni caso, con il contributo di idee di esperienza e competenza hanno deciso di incidere in maniera forte nelle diverse località.

Abbiamo una mailing list con la quale parliamo, ci confrontiamo e prendiamo decisioni.
Siamo cittadini , perfettamente consapevoli di avere il “ DIRITTO” di esistere come siamo altrettanto consapevoli che i politici e le Istituzioni che ci rappresentano hanno il “DOVERE” di ascoltarci.

In Provincia di Ragusa abbiamo vinto, in sinergia con le altre realtà territoriali che ne condividevano gli obiettivi, due grandi battaglie sociali e civili.
Abbiamo contribuito con il Collettivo Migranti di CT e RG a chiudere lo scandaloso Centro di Permanenza Temporaneo per donne ubicato nella città di Ragusa, e a bloccare la gara per la gestione del Servizio Idrico Integrato (privatizzazione dell’acqua).
Di queste due grandi vittorie di civiltà abbiamo prodotto due voluminosi “dossier”.
Dossier importanti sia per non dimenticare, ma anche che per dimostrare agli altri “cittadini” che “ attivando la pressione con la presenza attiva” sulle forze politiche ed istituzionali : vincere si puo’.

Per alcuni di noi importante punto di riferimento è Padre Alex Zanotelli con il quale condividiamo le lotte di civiltà e la politica della costruzione delle piccole comunità che lavorano dal basso sui grandi temi. Lotta alla privatizzazione dell’acqua, lotta agli inceneritori, disarmo, pace, equità e giustizia social
Non abbiamo referenti, non vogliamo essere strutturati. Vogliamo solo essere una comunità di persone che insieme ed in maniera compatta non ha timore di farsi vedere nelle piazze per manifestare la propria disapprovazione sulle scelte istituzionali.

A turno ognuno di noi è referente per la comunicazione e per l’informazione, per l’organizzazione degli eventi e per la sensibilizzazione territoriale.
Non facciamo riferimento ad alcun partito politico, nel rispetto comunque delle scelte individuali
Crediamo fermamente che occorre una vera rivoluzione etica della politica.

Se anche tu vuoi essere un cittadino consapevole di potere incidere nel nostro territorio e per il nostro futuro invia una mail a cittadiniinvisibili@hotmail.it

venerdì 8 febbraio 2008

Perché la casa è un diritto!







ImageNuova occupazione del Comitato di Lotta per la Casa 12 luglio


Questa mattina alcune famiglie del Comitato di Lotta per la Casa 12 luglio, sostenute dai collettivi e dai centri sociali
autogestiti, hanno occupato uno stabile di quattro piani sito in via fondo Margi Faraci.

Le famiglie, dopo aver più volte tentato d’incontrare il capo di Gabinetto per il proseguo delle trattative aperte, sulla spinta di iniziative portate avanti dal comitato, l’estate scorsa, trattative che potessero fornire una soluzione adeguata al loro bisogno drammatico ed impellente di una abitazione, hanno assistito alla continua sottrazione al
confronto da parte dell’amministrazione comunale.

L’ennesimo segno evidente del fallimento delle politiche sulla casa a Palermo esenplare nell'eseguire sfratti e creare liste di attesa.

Oggi le famiglie del Comitato hanno deciso di conquistare da sole il loro diritto all’abitazione.

Lo stabile è un bene confiscato alla mafia, di attuale proprietà demaniale, che è stato vandalizzato e saccheggiato ed è per questo sprovvisto attualmente di beni essenziali per la vivibilità: finestre, sanitari, impianto indrico ed elettrico.

Il Comitato di Lotta ha l’intento di utilizzare lo spazio all’interno di un progetto di autorecupero a fini abitativi, che vede l’intervento di professionisti che supporteranno le famiglie nell’autocostruzione.


giovedì 7 febbraio 2008

NO DEMOCRAZIA.NO VOTO!

Basta non se ne può più. La misura è colma. Dopo due anni di governo deludente di centrosinistra si deve ritornare a votare con una legge definita unanimemente una porcata. Una legge che scippa l'elettore del diritto democratico di almeno scegliere i propri rappresentanti politici. Unico mezzo che potrebbe, forse, limitare quel potere autoreferenziale degli attuali parlamentari che costituisce il presupposto per la creazione del partito trasversale blindato che ha l' interesse primario di conservare i propri immensi e ingiustificati privilegi, e che per tutti va sotto il nome di Casta, ma che ormai non fa più effetto: Perfino il leggiadro Casini si riempie la “boccuccia” di sdegnato biasimo. Un po' come da divorziato e al secondo matrimonio inneggia all'indissolubilità dello stesso.

Lo sappiamo tutti che chiunque vincerà non sarà in grado di dar vita ad un governo in grado di operare per un'intera legislatura e senza continui compromessi e baruffe tra alleati.

Ma, ahimè, il popolo, parte dei cittadini italiani, gran parte dell'elettorato fa come le tre scimmiette: non vede non sente non parla, e quel che è peggio al momento del voto continua a dare il proprio consenso controvoglia e turandosi il naso.

Ebbene io non ci sto. Da semplice cittadino, ma cosciente della situazione drammatica in cui versa il Paese, da attivo partecipante di comitati civici in lotta per la difesa dell'ambiente e la salvaguardia della salute del pianeta, da militante impegnato anima e corpo contro le lobby dell'incenerimento dei rifiuti e della privatizzazione dell'acqua e contro ogni forma di presenza mafiosa nella realtà quotidiana, io dico, per quel che mi riguarda, che NON ANDRO' A VOTARE.

Sono convinto che molti italiani siano in sintonia con questa mia decisione. So benissimo che abdicare al voto non serve, anzi favorisce i favoriti in questo caso Berlusconi, ma se il voto è il modo in cui un cittadino manifesta la sua approvazione e la sua scelta per la definizione di una classe politica e del relativo governo, chi disapprova e non ha altro modo di esplicitarlo deve poterlo fare con un astensionismo partecipato e manifesto. E non dico di lasciare la scheda bianca che poi può essere tranquillamente riempita, né di annullarla con frasi di sfogo. Bisogna non andare a votare, rifiutarsi di dare il proprio voto, con convinzione. Se fossimo in tanti, ma veramente tanti a fare questa scelta, sono convinto che qualcosa succederebbe, una scossa, un allarme, un fatto di grande attenzione mediatica.

E' una proposta, né qualunquista, né rinunciataria dei sacri diritti della democrazia, bensì per tentare di ripristinare questi diritti che ci sono stati ormai scippati, e per scongiurare un possibile scenario inquietante: se non ci svegliamo potremmo prima di quanto si pensi ritrovarci pesti e gabbati in un nuovo sistema totalitario, equivoco e subdolo ma paralizzante.

Chi è d'accordo batta un colpo, passi parola.

NO DEMOCRAZIA. NO VOTO.

Gli inceneritori e la truffa dei fondi pubblici Cip6


Senza Soste - Gli inceneritori e la truffa dei fondi pubblici Cip6:

clicca qui sopra per vedere l'articolo

lunedì 4 febbraio 2008

Inquietante scenario. Una proposta


La situazione è sotto gli occhi di tutti, è veramente tragica e la nostra difficoltà, che da anni siamo impegnati a informare i cittadini su questa complessa tematica della gestione rifiuti e dell’enorme business che c’è dietro, aumenta considerevolmente. Soprattutto grazie anche, lo sostengo da tempo, dei messaggi contraddittori provenienti da un forte partito trasversale dell’incenerimento, che va dai partiti del centrosinistra, alle associazioni ambientaliste dominate da una sorta di schizofrenia per cui a volte dicono NO, spesso NI e in definitiva SI, e naturalmente a tutta quella pletora di media prezzolati e di tecnici e scienziati a vario titolo che come l’insigne Veronesi per guadagnarsi la pagnotta sono pronti a giurare sui loro figli che i nuovi impianti d’incenerimento presentano rischio ZERO in fatto d’inquinamento e danni per la salute. La certezza assoluta non è della scienza ma della malafede e dell’imbecillità. A questo proposito assistiamo anche a deludenti comportamenti equivoci e di colpevole acquiescenza di giornalisti ed intellettuali vari, a diverso titolo stimati e democratici, che quando in trasmissioni, dibattiti ed inchieste si affronta il tema scottante della gestione dei rifiuti dimostrano ignoranza sui temi specifici accettando quindi supinamente le tesi più scorrette e bislacche dei vari rappresentanti del Partito Trasversale. Pochi si salvano, sicuramente tra questi Beppe Rovera e il suo programma “Ambiente Italia” più qualche altra breve comparsa di buona informazione. Ma è troppo poco nell’oceano di falsità e messaggi pilotati che costituiscono l’assillante campagna mediatica in corso per convincere l’opinione pubblica dell’ineluttabilità del sistema incenerimento. In Campania l’arrivo di Super De Gennaro ha lo scopo di far ingoiare la pillola, la stessa che Bassolino non è riuscito a propinare se non in piccola parte. Ed è tanto evidente che non si è voluto privilegiare la ricerca di una corretta gestione dell’emergenza, peraltro volutamente creata, con la nomina di qualche esperto o abile tecnico, preferendo un uomo buono per tutte le stagioni, ma che ammette candidamente, intervistato da Fabio Fazio a “che tempo che fa”, di non saperne molto della gestione rifiuti. Penosamente non ha fatto che ripetere vaghe enunciazioni teoriche, per lo più battendo il chiodo delle discariche e degli inceneritori come ultima doverosa fase del processo di smaltimento, senza soffermarsi, se non di sfuggita come risposta ad una precisa domanda, sulla necessità di avviare una improcrastinabile raccolta differenziata per creare le condizioni ovvie affinché non si ripresenti una situazione d’emergenza. Ovviamente la Campania, e tutta la sceneggiata messa in campo, farà da battistrada per riproporre lo stesso scenario ovunque esista un minimo di opposizione agli inceneritori, la prossima sarà la Sicilia dell’ex presidente Cuffaro dimissionato perché condannato a 5 anni come favoreggiatore di “mafiosi singoli” e pronto ad essere premiato dalla sua Casta con un posto in Senato. Senatore ad honorem dell’UDC (Ultima Deriva Cattolica). A questo proposito il quadro dell’attuale panorama politico è veramente desolante, e non passa giorno che i diversi rappresentanti della Casta non offrano al Paese un tipico comportamento da solidarietà massone per la difesa della propria poltrona, e del potere fatto di privilegi e immunità, che è più da paese arretrato del terzo mondo che da componente dell’Europa evoluta. Ma, ahimè, il popolo, parte dei cittadini italiani, gran parte dell’elettorato fa come le tre scimmiette: non vede non sente non parla, e quel che è peggio al momento del voto continua a dare il proprio consenso a chi andrebbe buttato fuori a calci. Eppure a manifestazioni come quella del Vday di Beppe Grillo e della sua proposta di legge si sono presentati milioni di persone; nei vari comitati civici, sparsi ovunque ci sia da opporsi a progetti rischiosi o illegali vanno e vengono migliaia di cittadini più sensibili e coscienti: in Rete c’è un proliferare di siti e mail-list che trattano temi dedicati all’ambiente, alla salute, alla politica alternativa, e in alcuni programmi radiotelevisivi arrivano centinaia di messaggi di persone attente e impegnate a contrastare il degrado di questa società, e allora mi chiedo perché non si riesce a creare un movimento coeso che possa dare un colpo deciso al malaffare del nostro sistema politico? Certo il problema grosso, ovunque, è il riuscire a coordinarsi, a non frammentarsi e scontrarsi su questioni di visibilità e rivalità. Problema annoso di tutti i movimenti. Ma io, con questa riflessione vorrei riuscire a mandare un imput, una proposta concreta che potrebbe diventare un momento unificante. Magari è un’idea balzana, ingenua o irrealizzabile, ma comunque la voglio esporre. Se come sembra ci saranno nuove elezioni a breve, malgrado tutti si siano sperticati a dire che la legge è una porcata e i problemi di governabilità si ripresenteranno, io propongo di lanciare una parola d’ordine semplicissima: NON ANDIAMO A VOTARE. Se il voto è il modo in cui un cittadino manifesta la sua approvazione e la sua scelta per la definizione di una classe politica e del relativo governo, chi disapprova e non ha altro modo di esplicitarlo lo faccia con un astensionismo partecipato e manifesto. Se fossimo in tanti, ma veramente tanti a fare questa scelta, sono convinto che qualcosa succederebbe, una scossa, un allarme, un fatto di grande attenzione mediatica. E almeno tutti coloro cui facevo prima riferimento, che non ne possono più, potrebbero con un esteso passa parola attuarlo. E’ una proposta, né qualunquista, né rinunciataria dei sacri diritti della democrazia, bensì per tentare di ripristinare questi diritti che ci sono stati ormai scippati, e per scongiurare un possibile scenario inquietante: se non ci svegliamo potremmo prima di quanto si pensi ritrovarci pesti e gabbati in un nuovo sistema totalitario, strisciante ma paralizzante.


domenica 3 febbraio 2008

da Agorà magazine

Il cerchio si chiude: emergenza rifiuti ed il business degli inceneritori

Ad Economix si svela la realtà dei rifiuti da Napoli a tutt’Italia

domenica 3 febbraio 2008 di Gianluigi Redaelli



Il cerchio si chiude. Prima la creazione dell’emergenza, poi la campagna mediatica isterica ed ora di fronte all’urgenza di non pagare le ingenti multe minacciate dall’Europa, ecco il buon Prodi che invece di Bersani firma il decreto magico (merda che si trasforma in oro) e dà i sospirati incentivi cip6 ai boss degli inceneritori.

E non basta perché ieri sera, meglio notte direi, data l’ora che va in onda (almeno fortunatamente non vista dal grande pubblico) la trasmissione "Economix" condotta da Myrta Merlino (giornalista!) ha parlato della Campania e dei suoi rifiuti ed ha ospitato il senatore Roberto Barbieri, Presidente di quella Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, che ha fatto tappa anche in Sicilia, il quale sapete cosa ha detto e ridetto?

"Che la raccolta differenziata è solo una componente del corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti; che dopo il riciclo di qualche materiale utile si deve necessariamente procedere all’incenerimento; che si devono quindi costruire rapidamente gli impianti che ormai non costituiscono più alcun pericolo data la tecnolgia d’avanguardia; che quelli esistenti a Vienna e in altre località del Nord Europa, pur essendo al centro delle città, (questo argomento gentilmente offerto dalla conduttrice) costituscono un grande vantaggio per le comunità, non solo perché producono energia che soddisfa le esigenze generali, ma anche perchè "diminuisce" (letteralmente) l’inquinamento dell’atmosfera permettendo di eliminare molte caldaie condominiali!

Di fronte a queste argomentazioni così solide di un senatore presidente di una commissione di inchiesta che cosa si può dire?

Tanto di cappello! Ma non si è limitato a questo, perché spalleggiato dal direttore del "Mattino" di Napoli, ha chiuso sostenendo che anche in Sicilia se si non si provvede a far partire subito gli impianti, compito del nuovo governo che verrà, finirà come in Campania.

Morale: mettetevi tutti l’animo in pace, voi contestatori del moderno che avanza perché NOI esponenti di quella grande consorteria che si chiama CASTA (sottotitolo mafia) non permetteremo che si intralci il cammino del progresso, basato sull’energia prodotta mirabilmente dal bruciare tutto ciò che ci capita a tiro, dall’emettere in atmosfera grandi quantità di gas e CO2 che permettano alle future generazioni di non soffrire il freddo ed avere un pianeta più caldo, e soprattutto a noi consulenti ed esperti prezzolati di avere sempre il portafoglio più gonfio.

Di fronte a tutto questo l’amara costatazione che non possiamo neppure tentare di "eliminare" queste impurità col nostro voto, che ci hanno scippato pure quello!

Due insigni pareri sugli inceneritori

Interviste del blog beppegrillo.it: Maurizio Pallante

Federico Valerio: GLI INCENERITORI SONO UNA BUFALA

giovedì 31 gennaio 2008

manifestazione di solidarietà per Pino Maniaci

Posted by Picasa
A Partinico in piazza, non tantissimi, pochi del paese, pochi giovani, comunque qualcuno c'era.
Peccato che fra gli oratori improvvisati dal palco ci sia stato chi ne ha approfittato per farsi campagna elettorale, compreso un esponente di Alleanza Nazionale!

Pino Maniaci, siamo tutti con te

cliccare sul titolo per vedere telejato

Partinico, Maniaci malmenato torna in tv
12:19 gio 31 gennaio 2008
Calci, pugni, escoriazioni su tutto il corpo e una prognosi di otto giorno, non hanno scoraggiato Pino Maniaci, direttore del tg regionale Teljato, che ha ripreso regolarmente la direzione del notiziario (vedi il video in basso), in seguito all'aggressione subita l'altro ieri notte al centro di Partinico (Palermo). Tra i malviventi, come confermato dallo stesso giornalista, c’era anche uno dei figli del boss della mafia, Vito Vitale.

L'episodio di violenza sarebbe da collegare alla notizia di apertura del tg di Telejato sui lavori del Comune in un'area in zona Vallegrande dove si trovavano delle stalle dei proprietà dei Vitale confiscate dallo Stato.




Piccolo grintoso e combattivo

tenace come un ulivo secolare

lui è un giornalista televisivo

che al mondo intero vuol parlare


la sua voce nell'etere fa male

non certo d'Albertazzi è la dizione

ma ricca di pratica professionale

può servir comunque di lezione


per tutti quei colleghi prezzolati

con la bocca per viltà cucita

senza vergogna d'esser sputtanati

dalla sua piccola tv autogestita


armato solo del suo sarcasmo

con il suo microfono è puntuale

porta ovunque il suo entusiasmo

dove si lotta per qualcosa d'illegale


Pino non ha paura di niente

con i suoi servizi fatti in casa

fa le pulci ad ogni potente

al mafioso o a Totò “vasa vasa”


ora qualche bastardo delinquente

ha cercato perfino di strozzarlo

e così ovunque anche dal continente

fanno a gara per proteggerlo e stimarlo


anch'io nel mio essere contestatore

memore del tuo saperti schierare

al nostro fianco contro l'inceneritore

ti voglio con ammirazione ringraziare


lui è Maniaci Pino

giornalista sopraffino






mercoledì 30 gennaio 2008

AMIA= Associazione Massimo Incenerimento Auspicato

Amia, impianto fantasma.
In centro discariche a cielo aperto. Manca ancora il collaudo.

E in città, tra i vicoli, i bambini giocano tra scarafaggi e topi

Un impianto di raccolta e smaltimento rifiuti capace di accogliere e lavorare ogni anno 14.520 tonnellate di plastiche e metalli e 29.903 tonnellate di carta, ancora mai utilizzato. Il centro di selezione e valorizzazione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata dell'Amia, situato in via Partanna Mondello 54, è stato realizzato con una spesa di circa 2 milioni di euro, grazie ai finanziamenti ministeriali, ma una volta terminati i lavori, non è stato fatto il collaudo.

L'impianto, una volta in azione, servirà ad accogliere i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, per smistarli e poi indirizzarli più facilmente verso le piattaforme del riutilizzo. L´Amia assicura che l´iter per l´attivazione della struttura è finalmente alle battute finali: «Contiamo di azionarlo in primavera», dice il direttore generale della società comunale Orazio Colimberti.

Intanto nel centro storico sono sempre più numerose le discariche a cielo aperto: nascoste dai muri o in aree private, dove i mezzi dell'Amia non possono intervenire, sono un rischio per i cittadini e, soprattutto per i bambini, che giocano tra topi e scarafaggi.
L´assessore all´Igiene e sanità, Filippo Cannella, assicura che sta cercando una soluzione, ma la situazione, in alcune zone, è davvero indecente.

Questa la notizia riportata dalla stampa, il mio commento è banalissimo: Perché ancora si tarda al collaudo, e quindi all'utilizzo, malgrado la situazione tutt'altro che felice della raccolta rifiuti?

Possibili risposte: 1) Non è nell'interesse dell'Amia che ha una partecipazione azionaria quasi del 50% nell'azienda che vorrebbe costruire l''inceneritore di Bellolampo avviare una seria raccolta differenziata; 2) Si vogliono creare anche a Palermo e in Sicilia le condizioni per l'emergenza come in Campania, così che la Casta di governo possa concedere in deroga alla legge modificata i contributi cip6 che rendono la “termovalorizzazione” un grande business lucroso; 3) Al di là della malafede e degli interessi correlati c'è anche, purtroppo una enorme incapacità professionale ed ignoranza delle tematiche. Si invita a cercare altre risposte.


lunedì 28 gennaio 2008

pubblicato su Adnkronos -secondo me

Secondo Me
Inviato da gianrelli il 28/01/2008 alle ore 17:11
Lettera aperta a Barbara Palombelli, e non solo.

Trasmissione radiofonica “28 minuti” del 28-01-2008 di Barbara Palombelli, ospite il ministro uscente dell'ambiente Pecoraro Scanio. Ad un certo punto la brava giornalista fa la domanda sulla situazione campana dei rifiuti avanzando l'ipotesi che l'emergenza sia dovuta al fatto che sia stata impedita la costruzione dei termovalorizzatori, al che Pecoraro Scanio ribadisce debolmente e soprattutto non dice quello che dovrebbe : Che l'inceneritore non risolve e fa male, e che l'unica soluzione è avviare la raccolta differenziata. Rivendica il merito di aver bloccato l'iter vergognoso dei cip6 (per gli impianti già in attività) e non dice una parola sul rischio della delega che Bersani (morente?) potrebbe fare per alcuni in progetto, come quelli siciliani. Purtroppo alla fine il messaggio che arriva agli ascoltatori è sempre lo stesso, equivoco e confuso. Lo stesso che è arrivato dalla trasmissione televisiva “le storie” di Corrado Augias, quando ha ospitato il direttore dell'inceneritore di Fusine, Venezia, che ha posto l'accento solo sulla virtuosa produzione di energia, con bassissimo rischio d'inquinamento a causa delle diossine, ma senza minimamente accennare alle nanopolveri. Poi Augias, incredibile, ha avvalorato le tesi del giorno prima dell'illustre Prof. Veronesi, che da Fazio a “che tempo che fa” aveva ignobilmente affermato che i rischi per le popolazioni nei pressi degli inceneritori sono ZERO. Ma si sa che l'insigne oncologo gode di fondi proprio dai big che si occupano della speculazione commerciale di settori come energia e ambiente. Ora, io mi chiedo: perché oltre ai prezzolati di destra e sinistra che alimentano la campagna mediatica in favore dell'incenerimento, anche i giornalisti più stimati, (Palombelli, Augias, Fazio, Stella) sinceramente democratici, non sono in grado di dare informazioni corrette, magari approfondendo in maniera responsabile ed intelligente le proprie conoscenze in materia? Mi chiedo perché non si colleghino idealmente alla corrente di pensiero, che esiste in tutto il mondo, suffragata dalle sentenze della Comunità Europea, che sostiene la pericolosità per l'ambiente e per la salute di impianti che possono facilmente essere sostituiti da valide alternative, o che addirittura promuove progetti avanzati di prevenzione come quello “rifiuti ZERO” proposto dal prof. Paul Connet, che gira il mondo per propugnarne la realizzazione. Perché non battersi per contribuire ad invertire la tendenza dell'aumento esponenziale degli imballaggi e della plastica da confezione, e dei sacchetti? Perché Barbara Palombelli che giustamente s'indigna che non si siano ancora abolite le buste di plastica per la spesa e si augura il ritorno alle sporte di rete delle nostre nonne, perché non chiude il cerchio della sua coscienza ecologica e non approfondisce la tematica dell'incenerimento, che può solo avvelenare di più questo nostro pianeta dove dovranno continuare a vivere i suoi figli? Perché qualche giornalista serio e onesto non incomincia a stare dalla parte giusta, dei comitati civici? Mi piacerebbe ricevere qualche risposta. gianluigi redaelli

domenica 27 gennaio 2008

giorno della memoria, comunque


27 gennaio


il giorno della memoria

ricordare per non dimenticare

l’orrenda nube dell’Olocausto…

più di 60 anni

da quelle montagne grigie

di corpi ammassati

ed ogni volta che ritornano

davanti ai nostri occhi

assuefatti a quiz e veline

ecco, ci turbano profondamente

senza appello…

ma non diverso è l’orrore

dell’Africa di oggi

che muore di fame e di sete…

piccoli scheletrici esangui

sono gli stessi di Matausen

vittime di un Hitler che si chiama Aids…

caduti d’ogni razza di guerre inutili

rinfrescano la memoria

di chi già soffre dei suoi ricordi

e tu giovane che ancora ne hai pochi

non avere fretta,

piano ma inesorabilmente

li andrai carpendo…

E dovrai imparare

a fartene dote e strumento

per una gravida sensibilità

che possa azzerare il rischio dell’indifferenza

e gli assalti della noia d’apatia…

E se saprai tendere le antenne

captare l’eco degli orrori della Storia

anche nei minimi camuffati segnali

d’ ogni imbellettata attualità…

Allora forse la tua vita

potrà colmarsi

d’importanti slanci consapevoli.




sabato 19 gennaio 2008

Totò vasa vasa ti n'agghiri a casa


Filastrocca popolare


Sentite sentite gente

che cosa può ancora capitare

hanno condannato il presidente

ma lui non se ne vuole andare


per Salvatore Cuffaro

in arte “Totò vasa vasa”

la sentenza parla chiaro

quindi deve andare a casa


in primo grado condannato

il nostro esimio presidente

ben 5 anni gli hanno dato

non può far finta di niente


non glielo dicono solo gli amici

che non può più governare

se interdetto ai pubblici uffici

a casa se ne deve andare


ma lui è un tipo ostinato

sempre sereno eppur contento

non per mafia è condannato

ma solo per favoreggiamento


non proprio Rina e Provenzano

ha aiutato il buon governatore

ma ha solo dato una mano

ad un loro fidato mediatore


la morale qui non conta

se la poltrona non vuol mollare

per carità nessuna onta

lui vuole solo termovalorizzare


è davvero un fatto increscioso

lo deve gridar in coro la gente

seppur non certificato mafioso

se ne deve andare il presidente



martedì 15 gennaio 2008

CHE COSA SONO DAVVERO LE ECO-BALLE?

Cliccare sul titolo per leggere l'articolo di Controcorrente

La scandalosa criminale strategia della tensione a colpi di rifiuti attuata dagli amministratori di "sinistra" (sob) della Campania, leggi Bassolino e Iervolino, con la complicità del governo nazionale e la ipocrita acquiescenza del ministro dell'Ambiente, ha l'unico manifesto obiettivo di rilanciare in grande stile la campagna a favore dell'incenerimento, che in qualche misura l'azione dei comitati che si oppongono in tutta Italia, aveva messo in discussione.
Purtroppo, già da tempo era chiaro che di fatto c'è un partito trasversale, direttamente o indirettamente interessato al businness dei rifiuti, che comprende anche parte dell'associazionismo ambientalista, che più o meno apertamente briga per la realizzazione degli impianti d'incenerimento, magari a monte di una raccolta differenziata che è solo teorica e nelle
belle false promesse. Il tutto supportato ampiamente da una campagna mediatica senza precedenti, che però come risvolto della medaglia ha il pregio di allargare a vasto raggio l'interesse e l'attenzione sul problema, cosa che noi attivisti no inc con tutta la nostra mobilitazione non siamo riusciti a fare. Ecco, bisogna approfittare del momento favorevole all'argomento e gridare con forza la verità in tutte le sue sfaccettature affinchè la gente non senta solo una campana. Oggi più che mai dobbiamo lottare con forza e convinzione perchè il futuro di questo Paese, che sta andando in merda-letteralmente- dipende solo da quei cittadini coscienti che danno vita ai comitati civici in ogni più sperduto angolo d'Italia, realizzando di fatto una rete democratica d'intervento politico concreto, sostituendosi ai partiti corrotti e dediti solo agli interessi di casta.

venerdì 28 dicembre 2007

Casi paralleli, sempre due pesi due misure. Contrada -Forleo

 Perchè per Adriano Sofri, il cui delitto è ancora da provare, l'eventualità della grazia si è subito data per inammissibile ? Forse perchè la sua attività politica era realmente antisistema, mentre quella dei mafiosi è in sintonia con il sistema di potere che ci governa?
A pensarla così saremo sempre di più, visti i fatti che accadono anche in altri campi, tipo l'attacco ai giudici Forleo e De Magistris. A questo proposito veramente incredibili sono le parole di uno dei componenti del CSM che deve giudicare i magistrati ribelli.
"Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo”

Sarebbero le dichiarazioni della Forleo a creare preoccupazione e mancanza di serenità, non l'atteggiamento persecutorio del CSM nei confronti di magistrati che non si comportano da pecoroni nei confronti del potere, di qualsiasi colore sia. Vogliono imbavagliare anche queste poche voci rimaste integre e degne del compito gravoso che si sono assunte, le poche a cui la gente onesta e non corrotta può continuare a guardare come un riferimento, come a un'oasi nella palude melmosa di questo potere al governo, che ogni giorno di più da segnali preoccupanti per un vivere civile.

giovedì 27 dicembre 2007

No alla "grazia" per Bruno Contrada

26.12.2007
LETTERA APERTA - APPELLO
No alla "grazia" per Bruno Contrada

[per aderire invia un e-mail a nograzia@genovaweb.org con cognome-nome e città]


Sconfiggere le mafie è un obiettivo imprescindibile, una priorità nazionale.
Le mafie inquinano il nostro territorio, negano i nostri diritti, cancellano libertà e dignità, impediscono lo sviluppo di intere regioni e condizionano il mercato in ogni regione del Paese, uccidono. Non basta combatterle, condannarle a parole, con manifestazioni o slogan altisonanti, bisogna sconfiggerle! Non bisogna aspettare nuovi morti e non bisogna dimenticare che per sconfiggerle occorre l'azione comune della società civile, della magistratura e delle Istituzioni tutte. Occorre affrontare questa “guerra”, con oltre 2650 morti ammazzati, iniziando dal rompere il silenzio e l'omertà, l'indifferenza e la connivenza, che avvolgono, proteggono e rafforzano la presenza e l'attività mafiosa, al Sud come al Nord. Nessuno può chiamarsi fuori.
Sappiamo che le mafie possono contare su connivenze e complicità di pezzi dello Stato. Inseriscono uomini nelle Istituzioni, locali come nazionali, o trattano e usano uomini delle Istituzioni, locali e nazionali. Attraverso segmenti della massoneria, attraverso l'intreccio perverso mafia-politica-affari, impongono scelte al Potere cosiddetto legale, piegando l'interesse pubblico. La stagione stragista, come gli omicidi eccellenti commessi dalla mafia, le latitanze dei boss come l'azione di riciclaggio ed infiltrazione negli appalti pubblici, hanno messo in luce questo legame perverso tra Potere cosiddetto legale e Potere criminale. Solo spezzando questo legame, solo colpendo questa rete di protezione e complicità, e solamente aggredendo i patrimoni frutto del crimine mafioso e della corruzione, si potrà rompere questo equilibrio perverso.
Ci sono uomini e donne straordinarie, nelle forze dell'ordine, nella magistratura, nell'amministrazione della cosa pubblica come nelle Istituzioni che si oppongono strenuamente alla prepotenza mafiosa ed ai volti di quei “professionisti” dal colletto bianco che agiscono per conto dei mammassantissima di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorre. Uomini e donne preparati che non hanno mezzi ma fanno l'impossibile per sconfiggere e non solo combattere le mafie. Ci sono uomini e donne, ragazzi e ragazze, straordinari che nelle scuole o sul territorio operano per contrastare la cultura mafiosa e far comprendere quanto la Legalità sia utile per tutti e che i Diritti devono essere garantiti dallo Stato e non elargiti dal boss di turno in cambio di sudditanza. Ci sono organizzazioni di impegno civile e sociale che operano per rendere evidente che la mafia può essere colpita e che i beni confiscati a queste possono divenire occasione di riscatto.
Un opera straordinaria che rischia ogni giorno di infrangersi e che ogni giorno, sempre di più, viene mortificata e umiliata da pezzi delle Istituzioni che non vogliono sconfiggere le mafie. Provvedimenti che limitano le risorse ed i mezzi a disposizione dei reparti investigativi, cavilli e contraddizioni legislative che di fatto rendono vana l'azione giudiziaria. Normative e gestioni che disincentivano la scelta dei cittadini di aiutare lo Stato, con Testimoni di Giustizia condannati a non-vivere per sopravvivere e con Collaboratori di Giustizia che vedono cadere i propri parenti morti ammazzati per la loro scelta di pentimento. Beni confiscati con fatica che restano in mano ai boss o che rimangono inutilizzati, quando - addirittura – non finiscono in mano alle banche. Attacchi, delegittimazioni e accuse infamanti ai magistrati che hanno la schiena dritta e non accettano di chiudere gli occhi davanti alle collusioni ed alle complicità del Potere con le mafie e con la rete di corruzione, clientela e illegalità che sottrae risorse alla collettività.
Ogni giorno anziché rafforzare la cultura della Legalità, della credibilità dello Stato, si avvalla quel fondamento della cultura mafiosa che fa credere che comportarsi onestamente non paga. Assistiamo a proclami su Sicurezza e Legalità che significano tolleranza zero per i poveri cristi (come chi è - vittima dei traffici mafiosi - come gli immigrati clandestini, le ragazze prostitute o le vittime delle droghe) e tolleranza mille – cioè impunità e immunità - per i colletti bianchi, per i potenti, per i grandi criminali e le loro reti di protezione. Abbiamo assistito a manifestazioni antimafia con collusi in prima fila, abbiamo assistito a complici silenzi come sull'Agenda Rossa di Paolo Borsellino, da parte di alte cariche dello Stato, abbiamo assistito alla creazione - ad arte - di movimenti antimafia puramente mediatici utili solo alla politica ed al perenne tentativo di "normalizzazione" per depistare e screditare quanti, ogni giorno, si "sporcano le mani" e fanno nomi e cognomi. Dopo la beatificazione di Giulio Andreotti, presentato – trasversalmente - come “assolto” quando invece è stato riconosciuto – in via definitiva - colpevole di associazione mafiosa con Cosa Nostra sino al 1980. Dopo l'indulto che ha “liberato” anche molti della “manovalanza mafiosa”, che ha salvaguardato gli interessi di quell'economia e finanza corrotta, e dopo il Golpe Giudiziario attuato dal Ministro Mastella per fermare l'inchiesta Why Not in cui era coinvolto come indagato insieme al Premier, è di questi giorni la notizia che il Presidente della Repubblica ed il Ministro di Grazia e Giustizia, hanno avviato l'iter per concedere la Grazia ad un colpevole di associazione esterna a Cosa Nostra, condannato in via definitiva. NO! Adesso BASTA!!! Non è accettabile che Bruno Contrada, che, alto funzionario dello Stato, ha tradito e preferito servire Cosa Nostra, divenendo corresponsabile di quella stagione stragista che ha sventrato e intriso di sangue il Paese. NO! Proprio ora che, nonostante tutto, si sono inflitti pesanti colpi a Cosa Nostra, come la cattura dei Lo Piccolo, degli uomini vicini a Messina Denaro, la fine di Daniele Emmanuello, la rivolta -con il sostegno di Confindustria- contro il pizzo, lo Stato non può dare segni di cedimento. NO! A questa inquietante e vergognosa resa di alcuni, noi ci opponiamo, chiedendo rispetto per tutte le vittime delle mafie e, a questo punto, non possiamo esimerci dal chiedere che sia fermato l'iter della grazia avviato dal Ministro Mastella.




due pesi e due misure.Contrada è buono-Sofri cattivo


E' la solita storiaccia dei due pesi e due misure. Perchè per Adriano Sofri, il cui delitto è ancora da provare, l'eventualità della grazia si è subito data per inammissibile ? Perchè la sua attività politica era realmente antisistema, mentre quella dei mafiosi è in sintonia con il sistema di potere che ci governa?


lunedì 24 dicembre 2007

Ecco i miei auguri


Bene, è arrivato un altro natale
e saremo tutti più buoni
cercheremo di non farci del male
e penseremo solo ai doni...


così per esempio volendo sognare
il Cuffaro della Sicilia governatore
potrebbe d'improvviso ragionare
e dire basta per sempre all'inceneritore...


e il buon Prodi presidente del Paese
potrebbe dire duro alla sua coalizione
-basta non si litiga più per un mese
facciamo una legge che dia emozione...


son solo due esempi dei più plateali
ce ne sarebbero forse più di cento
volendo elencar del mondo i suoi mali
e poiché sperar che se li porti via il vento
ahimè! è solo una pia illusione
non resta altro che la rivoluzione...

lasciatemi sognare



anche l'amica Fausta sogna


Spero che Totò Cuffaro abbia trascorso
un Buon Natale, senza alcun rimorso.
Che gli sia apparsa in cielo come un lampo
la stella sulla via di Bellolampo!

Che abbia trovato confortevole riparo
in una grotta, il buon Totò Cuffaro
scaldato nella greppia, Salvatore
non dal bue o dall'asinello, ma dall'inceneritore.

Che infin passi le feste senza danno.
Ma che l'arrivo del nuovo anno
lo veda in mezzo a capre e pastorelli
trascorrer molti mesi a Pagliarelli...

Auguri! Fausta

giovedì 22 novembre 2007

LA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

API OPERAIE


Donne nuove
le vedo camminare
anche su queste vecchie strade,
trazzere del Sud
-ogni tanto un morto ammazzato-
i loro piedi agili
stanno imparando a scavalcare ogni ostacolo…

Sono donne più mature e consapevoli
e non hanno nulla di meno o da invidiare
alle più esperte nordiche,
forse hanno di più:
la loro bellezza scura meridionale…

E sono già numerose
crescono e si moltiplicano
insieme alle altre api
volando di fiore in fiore
succhiando ogni giorno nuova linfa
per la loro determinazione,
spiegando fragili ali
drizzando acute antenne
sopra un mondo di prati maschi
che temono d’essere impollinati…

Un uomo può essere fiore
se insieme ad altri, d’ogni specie
si lascia crescere per formare
grandi prati festosi,

e la donna può essere ape infaticabile
alla continua ricerca dei fiori più giusti,
mondi di potere e d’inutili fardelli
pronti a cedere gocce
della loro mitica esperienza…

Non più regine mangiauomini
ma api operaie coscienti libere
capaci di succhiare nettare
e di produrre miele
per questa società nuova appena abbozzata.




venerdì 16 novembre 2007

Questo comma non s'ha da fare!

Nel 1992, il Comitato Interministeriale dei prezzi, con la Delibera del 29 aprile, aveva provveduto, con il sesto provvedimento emanato (di qui il nome comune di questo provvedimento CIP6) ad incentivare le fonti energetiche "rinnovabili". Il CIP 6 nel 1992 avrebbe messo l'Italia all'avanguardia mondiale nel campo delle energie rinnovabili: prevedeva che il 7% delle bollette Enel degli italiani andasse a finanziare l'energia pulita. Gli italiani avrebbero pagato la propria energia il 7% in più, ma si sarebbero costruiti un futuro sostenibile insieme a tecnologie esportabili ovunque.
Nel dicembre 2003 l'Italia recepisce la Direttiva 2001/77/CE (che si è posta l'obiettivo di produrre il 22,1% di elettricità da fonti energetiche rinnovabili entro il 2010) con il Decreto n 387 e all'art. 2, comma a, individua le fonti energetiche rinnovabili, riprendendo alla lettera l'elenco della UE. Però all'art 17 (con un colpo di genio, tutto italico, la lobby degli inceneritori è riuscito ad introdurre) è stato introdotto nel Decreto, questo codicillo: ".sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile e i combustibili derivati dai rifiuti."
Soltanto con le sovvenzioni pubbliche gli inceneritori sono economicamente interessanti per chi li costruisce....pericoli salute ecc ecc
I Cip6 sono costate all'Italia già due procedimenti di infrazione con conseguente messa in mora per l'errata applicazione della Direttiva del 2001.
Bisognava prendere provvedimenti per evitare altre condanne e lo si ha fatto nella finanziaria 2007, approvando all' art. 1117 che gli incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica sono concedibili esclusivamente per la produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dall'articolo 2 della Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Sono fatti salvi soltanto i finanziamenti e gli incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti gia' autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione anteriormente all'entrata in vigore della presente legge.
Si sana così una procedura illegittima che ha fatto sì che i finanziamenti previsti per energie rinnovabili e pulite venivano usati per impianti costosi e inquinanti.
La Sicilia con il sole tutti i giorni possiede meno impianti fotovoltaici della Germania
Non ci sono impianti di riciclo, nei quali potrebbero essere utilizzati materiali come plastica, aluminio, polisterolo.
Mancano quasi completamente degli impianti di compostaggio, lombricultura ecc. Gli ingombranti con i quali si potrebbe praticare il riuso - prescritto dalla legge - delle parti riutilizzabili, vengono distrutti e scomposti totalmente. Quasi tutti i materiali vengono portate fuori dall'isola oppure differite in discarica con grande danno per la popolazione locale, priva di lavoro e di risorse. Impianti che potrebbero creare impiego attraverso cooperative, non sono previste dal piano rifiuti che prevede invece, per le province di Palermo e Trapani, una gestione monopolistica del ciclo integrato dei rifiuti da parte della PEA scarl con la centralità della termovalorizzazione che porterà inquinamento e malattia sulla città di Palermo e il territorio anche in considerazione dei venti predominanti che investono la capitale della Sicilia. Della PEA scarl fa parte l'AMIA che recentemente ha aumentato la sua partecipazione da 29 a 48%. Non per il disinteresse dei cittadini, bensì per motivi economici non decolla la raccolta differenziata......

APPELLO AI DEPUTATI DELL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

Nel Paese e in Parlamento è in corso un dibattito intenso sulla questione dei CIP6. I contributi che lo Stato dovrebbe dare per lo sviluppo delle energie rinnovabili, questo avrebbe dovuto essere il vero obiettivo, e che invece di fatto ha dato in prevalenza agli imprenditori che dicono di produrre energia anche con l’incenerimento dei rifiuti ( la cosiddetta termovalorizzazione).

Ora, senza entrare nel merito delle tante contestazioni anche da parte dei vari organismi dell’ Europa comunitaria, una forte opposizione a questo meccanismo d’incentivi sta cercando di correggere il tiro (Il Senato ha approvato l'articolo 30 e i sette aggiuntivi introdotti dalla commissione Bilancio sull'energia e diversificazione delle fonti energetiche. L'articolo 30 stabilisce che i finanziamenti Cip6 vadano agli impianti gia' operativi e non a quelli autorizzati ma non realizzati. La procedura in deroga deve esaurirsi entro tre mesi dall'entrata in vigore, cioe' entro il 31 marzo) ma ancora non siamo alla definizione più auspicabile, e si aspetta l’intervento del ministro Bersani. Ma nelle more di una conclusione definitiva il presidente della regione Cuffaro, interessatissimo affinché il suo Piano per i rifiuti vada in porto, è pronto a caricare di nuovi orpelli finanziari il già disastrato bilancio regionale, con la proposta del comma 22 dell’art 1 del DEPF:

22. La Presidenza della Regione è autorizzata ad anticipare, nelle more della definizione delle procedure di trasferimento dei fondi statali previsti dal comma 1117 dell articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.296 e successive modifiche ed integrazioni, i contributi in favore ai soggetti affidatari del servizio per il trattamento e l utilizzo, mediante termovalorizzazione, della frazione residua dei rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata prodotta nei Comuni della Regione siciliana appartenenti agli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.). Per le finalità del presente comma è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2008-2010 la spesa annua di 250 milioni di euro, cui si provvede con le risorse di cui al presente comma.

Questo vuol dire, se non verrà cambiato il testo dell’articolo della legge finanziaria regionale che ben 750 milioni di euro sono a rischio di essere pagati dalla Regione, cioè mai recuperati, se le procedure per gli appalti del Piano regionale verranno rifatte, in quanto condannate in modo inappellabile dalla comunità europea, e quindi i CIP6 non saranno autorizzati.

Deputati regionali, se avete un minimo a cuore il bene dei vostri elettori, dovete bloccare questa assurda norma, assolutamente illegale, che non può che ricadere con nuovi carichi fiscali sui cittadini. Ognuno di voi dovrà rendere conto di come avrà votato una proposta talmente paradossale da diventare una macchia indelebile della regione siciliana.

http://www.benicomuni.net/home/mod/forum/discuss.php?d=451

lunedì 12 novembre 2007

per non dimenticare la Nassiria dei guerrafondai in missione di pace

Loro, sì!

Ecco, è successo, 12 Novembre 2003
la strage degli italiani in Iraq…
Non solo gli odiosi yankes
nel mirino del Terrore Islamico…
tutti! i potenti alleati d’Occidente
anche i buoni Siciliani, sono invasori
di un Paese vinto solo nei proclami
del gran macellaio Bush!
( Noi esportiamo la Libertà
con le bombe intelligenti…)
L’hanno chiamata “Operazione Babilonia”
i Generali ossequienti seduti a tavolino
hanno pianificato solenni quanti mandarne
laggiù in “ Missione di Pace”
proni in una fariseica Santa Alleanza
“per edificare tutti insieme
la democrazia nel Paese liberato”
( in realtà speranzosi di partecipare
al banchetto dei vincitori…)
Ed ora piangono, fetidi coccodrilli
il sangue versato dai loro Carabinieri
e sbandierano commossi il loro strazio
i mandanti che nascondono moncherini
lordi d’ipocrita politica crudele…
( ecco i martiri su cui investire
l’Opposizione finalmente tacerà…)
Eroi in tempo di pace
in una terra dove c’è solo crudeltà
di una guerra che hanno portato
a cavallo della “scienza preventiva”
gli uomini dal viso pallido
e dal cuore freddo di dollari.
(per colpire il Terrorismo, cianciano
mentre innescano Bombe Umane Disperate…)

Loro sì! Forse ci hanno creduto
erano puliti e convinti
impegnati a dare acqua
ad un popolo inaridito da secoli bui…
Sobri e felici regalando
caramelle ai bambini,
con un sorriso di pace e amicizia…

Loro sì! Là non più sbirri in divisa
ma angeli costruttori
di un tenue legame con genti piagate
offese e battute due volte,
prima dal despota tiranno
poi dai “ liberatori” venuti da lontano,
ricchi solo di tecnologia di morte
arroganti di presunta supremazia
in realtà solo biechi sfruttatori di risorse.

Loro sì! Tesi con sincera dedizione
a risollevare quelle fronti dure
ad offrire il proprio “sapere”occidentale
per spalancare gli occhi orgogliosi
di quella fetta d’Islam affamata
ma bramosa di risorgere
memore di una grande antica civiltà

domenica 4 novembre 2007

QUANDO L'UOMO DIVENTA BELVA

L'ARTE DI UCCIDERE UN CANE

Questa è forse la cosa più disgustosa della quale sono venuta a conoscenza fino ad oggi. Il presunto "artista" costaricano Guillermo Habacuc Vargas, in una delle sue mostre, ha esposto in un ANGOLINO la sua peggiore opera d'arte. Questa consiste in un CANE (in PELLE ed ossa...) legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e sete (chissà se morirà prima di fame o di sete!) perchè NESSUNO gli ha portato cibo e acqua per sopravvivere. Peccato che il cane, se non fosse stato legato, avrebbe potuto provvedere da sè a sfamarsi. Che cosa vuole dirci l'artista con questa opera? Che il cane non può vivere senza l'uomo? Che l'uomo ha il potere di fare del cane ciò che vuole? Che l'uomo può ricavare fama e denaro da un cane, anche se in fin di vita? Non lo so, ma la cosa più agghiacciante è vedere queste foto, con persone che studiano attentamente quest'opera, e nessuno si permette di aprire bocca. Nessuno si ribella. Sembra stiano osservando un quadro, una scultura, ma la realtà è che stanno tutti guardando negli occhi un cane che muore.

In questo sito potete, anzi DOVETE, firmare la petizione per fermare questo scempio:

http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html?

In questo sito potete vedere alcune foto della "mostra" del mostro (ma vedere un cane cosi' fa più male che vederlo già morto):

http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc

.Certamente l'uomo può essere più bestia feroce delle più feroci belve, questo si sa. Ma quando alla ferocia gratuita assistono migliaia d'individui instupiditi, per non dir peggio,e incapaci di reagire in modo razionale, così come accade quando si assiste impavidi ad una aggressione per strada, allora la conclusione è veramente tragica: UOMO DOVE STAI ANDANDO?

# 1
La crudeltà umana non conosce veramente limiti. Ho appena firmato la petizione, ma temo sia troppo tardi....
Claudia
Pubblicato da kurtclaudia (inviato il 22/10/2007 alle 09:36:29) [IP: 217.220.105.226]
# 2
Infatti è troppo tardi, il cane è morto nella galleria praticamente in diretta, sotto una scritta composta di crocchette... Ma che senso ha? E questa sarebbe arte? E l'"artista" che si è rifiutato di liberare l'animale per farlo curare? CHE SCHIFO, io farei a lui esattamente la stessa cosa, e pagherei anche un biglietto aereo a tutti gli amici per andare a vedere un coglione come questo che agonizza nel nome dell'arte davanti ad una folla di curiosi....
Pubblicato da kurtclaudia (inviato il 22/10/2007 alle 09:56:18) [IP: 217.220.105.226]


venerdì 2 novembre 2007

Questo succede nella Roma di Veltroni














E' MORTA LA DONNA AGGREDITA A ROMA
Giovanna Reggiani, la donna di 47 anni aggredita e seviziata martedi' sera a Tor di quinto da un romeno ventiquattrenne, e' deceduta stasera all'ospedale S. Andrea dove era stata ricoverata in gravissime condizioni.
L’AGGRESSIONE - Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli agenti del Commissariato di Polizia Ponte Milvio, la donna era appena scesa da un autobus per dirigersi verso casa. Successivamente è stata avvicinata dal giovane rumeno, Nicoale Tomulus Mailat, che l’avrebbe trascinata in una baracca nei pressi di viale Tor di Quinto a Roma. Qui è stata picchiata e quindi violentata. La donna ha cercato di difendersi dall’aggressione, ma inutilmente. Dopodichè il bruto avrebbe gettato il corpo della 47enne in un fossato nei pressi di viale di Tor di Quinto. Soccorsa e trasportata all’ospedale “Sant’Andrea” di Roma, dove la donna ricoverata in coma cerebrale.
La stazione ferroviaria di Tor di Quinto, sulla linea Roma-Viterbo, dove è scesa la donna prima di essere aggredita, è quasi un deserto. Treni che passano ogni 15-20 minuti, poche luci, nessuno in giro. Per arrivarci bisogna attraversare uno stretto viale, di sera completamente buio.

Una vicina di casa della donna aggredita ha detto che l'area è pericolosa. "Sono sconvolta perché quanto accaduto era prevedibile. Da anni ci stiamo battendo perché la zona di Tor di Quinto è ormai in mano agli extracomunitari irregolari. Abbiamo chiesto anche di far spostare la fermata dell'autobus più vicino alle nostre abitazioni ma è stato tutto inutile" racconta Mariangela. "Abito anch'io da quelle parti e credetemi dopo il tramonto è davvero una zona pericolosa", aggiunge un collega del marito, ufficiale di Marina.

Questo è quello che può accadere nella periferia abbandonata di Roma, la città con il sindaco modello, dove brillano i grandi eventi come la notte bianca o la festa del cinema, ma dove ci sono le baraccopoli come quelle di Tor di Quinto, di pasoliniana memoria. Realtà terrificanti che vengono alla luce solo quando qualcuno ci lascia la vita, come Giovanna Reggiani. Allora scoppia un finimondo di polemiche e di ipocrite corse ai ripari, come quella di sgomberare la baraccopoli. Ma il problema rimane in attesa di un nuovo evento drammatico.


L'ultima intervista di Giuseppe Fava


Clicca sul titolo per vedere l'intervista fatta da Enzo Biagi al giornalista siciliano il 28/12/1983, verrà ucciso dalla mafia pochi giorni dopo, il 5 gennaio 1984

giovedì 1 novembre 2007

Così si amministra la giustizia in Italia

1975-06-14 REGGIO EMILIA - Alceste Campanile, un compagno di Lotta Continua di 22 anni, notissimo in tutta Reggio per la sua militanza nel Movimento degli studenti e nelle Nobilitazioni antifasciste, è stato assassinato questa notte con due colpi di pistola sparati a bruciapelo alla nuca e al cuore. Il suo corpo con un braccio ritorto sulla schiena è stato rinvenuto questa notte, all'1,30, in una pozza di sangue, sul ciglio della strada provinciale tra Montecchio e Sant'llario. Si tratta con tutta evidenza di una esecuzione sommaria ad opera dei fascisti. Alceste era da tempo oggetto di minacce da parte dei fascisti. Aveva già subito due aggressioni - con relativa denuncia per « rissa » ad opera della questura; in una, nei giorni successivi alla strage di Brescia, mentre allontanava alcuni squadristi dal comizio antifascista, aveva riportato numerose ferite al viso. Aveva subito altre denunce per occupazioni di scuole. (art dell'epoca di Lotta Continua)




L'assassino di Alceste non pagherà
Doccia fredda dopo 32 anni di attesa: Bellini prosciolto perchè il reato è prescritto

Bellini confessa. Premiato dallo Stato
Il delitto di Alceste Campanile finisce in prescrizione. Ha ucciso, la sua versione è credibile ma non sarà punito. Il PM impugna.


PAOLO BELLINI uccise Alceste Campanile, ma lo Stato, 32 anni dopo l'omicidio, lo premia. Lo gratifica con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. E così Paolo Bellini, da cittadino sotto protezione, se ne va dall'aula di giustizia del tribunale di Reggio da uomo libero. Scortato da sette poliziotti che hanno fatto di tutto per nasconderlo ai cronisti e per assicurargli la sua incolumità fisica. Lo scortano nel carcere dell'Italia centrale dove sconta precedenti condanne.
L'«assoluzione» di Paolo Bellini è il frutto di un gioco aritmetico e dell'applicazione di norme del nostro codice penale. Chi confessa ha diritto a un premio, a tuna riduzione della pena. E così il reato contestato a Paolo Bellini, omicidio aggravato dalla premita-zione (che non si prescrive mai e dunque se uno viene riconosciuto colpevole, è sottoposto a condanna), per frutto di quella confessione diventa omicidio volontario semplice (che si prescrive in vent'anni). Già al momento della confessione del delitto (erano trascorsi ventiquattro anni) il reato era prescritto. E' chiaro che trentadue anni dopo il processo non poteva che avere la sorte che ha avuto ieri.
Adesso la questione è se il giudice per l'udienza preliminare Riccar-do Nerucci poteva o non poteva accogliere le attenunati generiche chieste in oltre un'ora di arringa dal difensore di Paolo Bellini. Per la pubblica accusa, rappresentata dal procuratore capo Italo Materia, c'erano ampi spazi per non dare un simile premio a Paolo Bellini. Tanto che il procuratore ha già annunciato che presenterà appello contro la sentenza. Ma pure la parte civile (si sono costituiti il fratello e la madre), rappresentata dagli avvocati Tommaso Fazio, primo cugino di Alceste Campanile, e dall'avvocato Enrica Sassi, ritiene che c'erano buoni motivi per addivenire a una condanna. Paolo Bellini aveva indicato elementi ben precisi che indicavano in lui l'esecutore materiale. Ma il premio, secondo la publica accusa e la parte civile, doveva essere negato per le diverse "confessioni" fornite alla giustizia. Per la difesa c'era invece un discorso coerente in quelle varie "confessioni". E appellandosi alle norme del codice, il legale della difesa aveva chiesto la concessione di un premio per il comportamento "processuale" tenuto da Bellini. Un premio così grande da cancellare l'aggravante contestata dalla pubblica accusa.
E' chiaro che ora occorrerà attendere la motivazione della sentenza per capire meglio i motivi che hanno indotto il giudice per l'udienza preliminare a concedere a Paolo Bellini (ha confessato diversi omicidi) un simile premio.
Il procuratore, che nel corso della sua requisitoria aveva tinteggiato un Bellini autore di diversi delitti, aveva terminato con la richiesta di una condanna a trent'anni di carcere.
Il volti del procuratore Italo Materia e di Paolo Bellini si sono incrociati più volte durante l'udienza di ieri mattina. E al termine delle richieste, prima di lasciare l'aula, c'è sta-anche un piccolo colloquio tra i due. E' accaduto che quando Paolo Bellini, scortato da due poliziotti, è passato davanti al procuratore, si e fermato. Ha detto qualcosa all'orecchio del procuratore. All'uscita dall'aula Italo Materia non ha voluto riferire nulla di quel breve colloquio. «Sono cose che non si possono dire».

La Storia - Il racconto shoc: "sparai ad Alceste due colpi di pistola"

Ero solo quando ho ucciso Alceste Campanile». Con queste parole nel 1999 Paolo Bellini, allora solo 46 anni,
raccontò con dovizia di particolari l'omicidio del giovane di Lotta Continua, ammazzato con due colpi di pistola sulle rive dell'Enza fra Montecchio e Sant'Ilario nella notte tra il 12 e il 13 giugno 1975. Bellini rese la confessione ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia che lo ascoltarono per otto ore. Bellini disse di aver ucciso undici volte negli ultimi 24 anni. Omicidi generati dai motivi più disparati; spesso futili. Tra le vittime il 22enne Alceste Campanile. Bellini è un personaggio misterioso, che fu addirittura indicato da Giovanni Brusca come uomo dei servizi segreti. L'ex Prìmula nera nel '99 raccontò agli inquirenti che conosceva Campanile, allora studente del Dams di Bologna. Le loro strade si erano incrociate quando militavano nel Fronte della Gioventù. Un'esperienza durata pochissimo per entrambi: Alceste cambiò radicalmente idea, mentre Bellini fu praticamente invitato ad andarsene.

NEL CASO dell'omicidio. Bellini raccontò di aver agito da solo. Sapeva che quella sera d'estate (vigilia delle elezioni amministrative) Alceste stava facendo l'autostop. Lo raggiunse; lo fece salire in auto e poi con una scusa lo portò in un viottolo nelle campagne. Lì lo fece scendere e sotto la minaccia della pistola gli ordinò di inginocchiarsi. Poi gli sparò due colpi: il primo alla nuca, il secondo al cuore. Il movente? Di sicuro c'era una rivalità politica (accentuata dal clima di quegli anni); ma pare non sia stata la causa scatenante.

FIGLIO di un ex funzionario statale, studente universitario, Alceste Campanile viveva solo in un piccolo appartamento di via Ariosto. Le indagini sul suo omicidio furono svolte in tempi diversi e da diversi magistrati. Poco dopo il delitto, furono arrestati tre parmigiani di estrema destra, autori di un volantino di rivendicazione: ma furono riconosciuti innocenti.

ABBANDONATA la matrice neofascita, il mirino dei magistrati si spostò sulla pista «rossa».
Nel 1979 entra in scena anche Toni Negri, accusato da Carlo Fioroni di essere l'organizzatore dell'omicidio Campanile. Finì in carcere anche Bruno Fantuzzi, ex segretario dell'assessore Gherpelli. Poi scattarono k manette per due amici di Alceste. Tutti innocenti. Successivamente nell'inchiesta entrarono, tra gli altri, anche i nomi illustri dell'avvocato Corrado Costa e del pretore di Reggio Antonio Bassarelli. Risultati, come tutti gli altri, assolutamente estranei alla vicenda.

Il fratello e la mamma: "Un colpevole è stato trovato. Vedremo cosa fare una volta lette le motivazioni della sentenza"

FATICANO a comprendere una simile sentenza il fratello di Alceste e, soprattutto, la mamma. In serata arriva un breve comunicato da parte del legale che ha assistito i due congiunti, l'avvocato Tommaso Fazio, il primo cugino di Alceste Campanile. Recita il testo del comunicato: «L'avvocato Tommaso Fazio a nome della famiglia Campanile afferma che la sentenza esprime un dato importante: un colpevole è stato trovato ed è Paolo Bellini. Il giudice Nerucci ha ritenuto le attenuanti legate alla confessione prevalenti sulle aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti. Su questo punto giuridico vedremo cosa fare, una volte lette le motivazioni della sentenza». Certo il colpo è stato tremendo per il fratello e la madre. Attendevano giustizia da anni. Si erano fatti la convizione che Paolo Bellini aveva chiarito un delitto che era rimasto un mistero per tanti anni. E' probabile che, una volta lette le motivazioni, facciano ricorso alla Corte d'Appello per chiedere giustizia. Cosa che invece farà la procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio.