mercoledì 13 maggio 2009

Cossiga chiede la grazia per Adriano Sofri!


Sofri, Cossiga a Napolitano: ''Conceda la grazia''.


Roma, 12 mag. (Adnkronos/Ign) - "Le chiedo di voler concedere la grazia ad Adriano". Lo scrive, riferendosi ad Adriano Sofri, Francesco Cossiga in una lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ''Non credo - scrive il presidente emerito- che mi faccia velo la mia antica amicizia verso Adriano Sofri, alla cui colpevolezza non ho mai creduto anche a causa della farfugliata sentenza di condanna e dei caratteri del movimento comunista di Lotta Continua che mai ha praticato la lotta armata, se Le chiedo di voler concedere la grazia ad Adriano, una grazia che gli farebbe vivere in piena libertà una vita che già si avvia dolorosamente al suo termine a causa di gravissimi mali".



Lettera ad Adriano –maggio 2009



Dice qualche saggio:

“c’è un tempo per pensare

ed uno per agire”

ma tu Adriano hai osato viverli

in un unico momento…

in anni lontani sembra un secolo

su barricate più spesso virtuali

in giorni assidui di lottacontinua

ad un sistema che non ci piaceva…

tu sei stato “cattivo maestro”

di un pugno di ribelli

avidi di slogans e di giustizia…

tu, leader improvvisato come tanti

hai però pagato come pochi…

non credo minimamente al tuo delitto

mandante di cosa?

di un sogno per un mondo migliore?

allora siamo in molti colpevoli…

io, ero sulle stesse barricate

in altre posizioni, più estremo?

comunque immerso come tutti

in uno stupido pantano d’ideologie

che ha frenato e poi disperso

la nostra forza variopinta

ed eravamo già noglobal

convinti di avere la verità in tasca

tesi a ribaltare il vecchio mondo

per uno nuovo, tutto da decidere…

noi, eroi senza nome del 68

ti abbiamo delegato il talento

di trasferire a migliaia di giovani

quell’idea di lotta e di utopia

che animava la nostra vita

e tu paghi in modo efferato

la nostra illusione di cambiamento…

Tu stai scontando per tutti

per me, per lui

per chiunque abbia osato ribellarsi

e inneggiare all’amore libero

così come “no allo sfruttamento”…

per chi ha dovuto difendersi dai manganelli

guerrieri ingenui di una lotta impari

ai simboli di un mostro con più teste…

Certo c’è chi ha pagato di più, con la vita

ma almeno è martire riconosciuto

con il proprio posto nella storia…

tu, invece, nota firma sui giornali

non sei neppure degno della clemenza

di questo squallido Parlamento…

e tu fieramente non la chiedi

in un invidiabile atto di coerenza

al tribunale ottuso che ti ha giudicato…

tradito da ex sodali invidiosi

fragili nelle fauci di un potere vendicativo

la società di cui sei figlio irrispettoso

ti ha condannato come un emblema…

un Moloch malato -ma sempre feroce-

che ancora si serve della guerra

per esorcizzare l’angoscia globale

che da ogni latitudine lo cinge d’assedio

non conosce ripensamenti…

e anche il dogma evangelico è pura teoria,

denaro e potere, sesso e vanità

brillano sugli altari di tutte le chiese…

Io non conosco i tuoi occhi da vicino

ma so quello che sei

ed ora che la salute ti abbandona

e il nero dello sconforto

rischia di coprire il rosso sfolgorante

che ha colorato i nostri anni

oggi che perfino il nemico di allora

il Presidente con la kappa

chiede per te la grazia

posso solo dirti Grazie! per la forza

con cui hai resistito, per tutti noi

orfani di un’idea e di un impegno

cui tu ancora fai onore.

sabato 9 maggio 2009

Il tuo nome Peppino


Da poco planato in Sicilia

tra le baracche di un territorio

stremato dal terremoto,

immerso nella lotta di un popolo

stretto tra il dramma e la mafia,

improvviso nella mia vita

irrompe il tuo nome

quel lontano 9 Maggio 78…


esplode come un fuoco

sempre più caldo e vivo

col passare degli anni…

io che credevo di fare,

militante impegnato e coerente

mi sono imbattuto in te

nel tuo impegno, nel tuo ardore

nel tuo coraggio inimitabile…


e da allora, da quel primo corteo

tra la gente atterrita di Cinisi

che spiava da dietro gli scuri

di un’atavica impotenza

quel fiume variopinto di giovane forza

che gridava con rabbia il tuo nome

30 anni sono già passati…

metà di una vita

da quel giorno memorabile

in cui una truce menzogna di stato

ha tentato di coprire il tuo martirio

dipingendoti, come gìà Giangiacomo

suicida o dinamitardo inesperto…

troppo a ridosso d’un cadavere eccellente

vittima di un terrorismo imbecille

puntualmente usato per mistificare

infangando la tua e la nostra volontà

di rivoltare il vecchio mondo

per costruirne uno migliore

di cui tu già ne eri cantore e poeta…


Trent’anni da quel giorno

che è deflagrato in molte coscienze pulite

di donne e uomini storditi

dalle notizie spezzettate e confuse

che andavano componendo un quadro

in cui l’unica certezza

era che tu non c’eri più…

Non ci saresti stato più tra i compagni

non avremmo più sentito la tua voce a radio aut

Ma da allora il tuo nome echeggia ovunque

è lievitato fino a coprire i continenti

è germogliato in menti d’ogni etnia

ha suscitato emozioni dagli schermi

favorendo lo sviluppo

di nuove promettenti consapevolezze…

da allora ogni anno il 9 maggio

è il momento dell’inventario

delle lotte, di qualche battaglia vinta

in una guerra ancora lunga,

dei caduti esemplari

come i tanti Giovanni Falcone

che dai loro posti hanno conquistato

una morte importante come la tua…


ogni anno il tuo sacrificio

diventa sempre più ingombrante

per chi aveva pensato da vigliacco

di risolvere un problema…

ma anche in giorni comuni, sempre

tu ci costringi a fare i conti

con la nostra coscienza

con il nostro umore d’irriducibili…


ci costringi a confrontarci

con l’immenso capitale

che il tuo nome rappresenta

timorosi di dilapidarlo…

non più solo contro un Tano Seduto

boss locale più o meno potente

oggi, ci si batte contro nuovi orchi

chi vuole rubarci l'acqua

chi avvelena l'aria

e uccide ogni ora di più il pianeta….


contro un governo nuovo

ma che è vecchio di sempre

di menzogne e di voglia di guerra

di leggi buone solo per pochi

e sferza e miseria per gli altri…


il Cavaliere Nero è tornato

con un voto suicida e vile

che per me è solo un incubo

e allora mi rifugio nel tuo nome

che vivrà per sempre

scolpito nei nostri cuori

di chi non si arrende mai…


9 maggio 2008



aggiornamento 9 maggio 2009



ah! caro Peppino, se tu vedessi

oggi che stiamo peggio di ieri

quando la DC dei sepolcri imbiancati

era il nemico che sembrava imbattibile

e noi irriducibili mai domi

quasi rischiamo di rimpiangerla

di doverle l’onore delle armi

in confronto all’era del Cavaliere nero…


quel grande corpo di balena

si è trasformata in orde di squali

di voracità insaziabile

che tutto divorano con il muto assenso

di un popolo di spettatori drogati…


anche tu Peppino, oggi impazziresti

di fronte all’imbarbarimento ebete

di cittadini che pur armati del voto

depongono con suicida fede

la loro dignità ad un nuovo Duce…


più scaltro e pericoloso perché guitto

sul palcoscenico di moderne illusioni

alimentate da un egoismo sfrenato

e dal terrore di perdere il proprio gruzzolo

fatto di benessere e briciole di potere…


ah! Peppino come soffriresti

a vedere lo scempio di parole nobili

come democrazia e libertà

mentre un ghigno satanico

permette ad un restaurato Giuda

di violentare una ben misera Italia…


ho il terrore di pensare che anche tu

pur con la tua lucida forza

oggi potresti rischiare di rimbalzare

contro il muro di gomma di questa società

ed essere costretto come me

a sperare solo nell’indennizzo della storia

venerdì 8 maggio 2009

Fini sempre più di "sinistra"



Libero News - Fini: "Il metrò per i milanesi offende la Costituzione"
Fini: "Il metrò per i milanesi
offende la Costituzione"
OKNOtizie
Dillo a un amico Testo piccolo Testo medio Testo grande | 08/05/2009 |
La proposta-provocazione della Lega di garantire posti sul metrò ai milanesi non piace al presidente della Camera Gianfranco Fini, che attacca: è anticostuzionale, «offende la carta e la dignità delle persone, a prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione. Basta leggere la Costituzione per capire che proposte come quella non si fanno», ha chiosato Fini dopo aver precisato che «il presidente della Camera ha il dovere di essere imparziale nel dibattito politico tra maggioranza e opposizione».

La proposta della Lega - Ieri l'esponente del Carroccio meneghino Matteo Salvini aveva annunciato di voler chiedere «formalmente al presidente della Metropolitana Milanese che i primi due vagoni dei convogli siano riservati alle donne, giovani o anziane, italiane o straniere. Questo perchè ci sono state centinaia di denuncia per molestie e per disturbo». Ma soprattutto Salvini aveva sottolineato come ci sia «una minoranza che si comporta bene e che paga il biglietto, quella minoranza è rappresentata dai milanesi. È evidente che dobbiamo avere un occhio di riguardo per loro. La mia è una provocazione, ma è chiaro che questa minoranza di persone che si comportano bene deve essere tutelata».

Ormai le frequenti dichiarazioni di Fini, spesso di buon senso e più democratiche di altri esponenti, anche della sinistra, lo autenticano come prossimo candidato alle primarie del PD!


Pino Maniaci un giornalista senza tessera




SiciliaInformazioni | Caso Maniaci, processo rinviato al 26 giugno. Scoppia la polemica tra l'Ordine nazionale dei giornalisti e quello regionale



Pino giornalista sopraffino


Piccolo grintoso e combattivo

tenace come un ulivo secolare

lui è un giornalista televisivo

che al mondo intero vuol parlare

la sua voce nell'etere fa male

non certo d'Albertazzi è la dizione

ma ricca di pratica professionale

può servir comunque di lezione

per tutti quei colleghi prezzolati

con la bocca per viltà cucita

senza vergogna d'esser sputtanati

dalla sua piccola tv autogestita

armato solo del suo sarcasmo

con il suo microfono è puntuale

porta ovunque il suo entusiasmo

dove si lotta per qualcosa d'illegale


Pino non ha paura di niente

con i suoi servizi fatti in casa

fa le pulci ad ogni potente

al mafioso o a Totò “vasa vasa”

ora qualche bastardo delinquente

ha cercato perfino di strozzarlo

e così ovunque anche dal continente

fanno a gara per proteggerlo e stimarlo

anch'io nel mio essere contestatore

memore del tuo saperti schierare

al nostro fianco contro l'inceneritore

ti voglio con ammirazione ringraziare




prima la vigliaccheria

della rozza violenza mafiosa

ed ora quella anonima

di qualche squallido verme

che non ha neppure una faccia

da mostrare senza vergogna

la mafia si sa colpisce nell’ombra

ed è micidiale quanto spietata

ma è un nemico noto messo nel conto

mentre la pugnalata nelle spalle

di qualcuno che odia per invidia

è una viltà ancora più triste

perché non priva di cultura

anche se di valori mistificati

e dietro le accuse senza volto

corre la giustizia dello stato

pronta in effimere discipline

senza curarsi del ridicolo rigore

imposto da leggi imperfette



Oggi si è tenuta presso il tribunale di Partinico la prima udienza, con l’ovvio risultato di rinvio, del

Processo a Pino Maniaci per esercizio abusivo della professione giornalistica. Un fatto di una gravità inaudita, come direbbe qualcuno, che oltre a sfiorare il ridicolo di una magistratura pronta a dar seguito a denunce anonime con il rischio di colpire ed indebolire una voce forte e molto presente contro la criminalità mafiosa e lo strapotere dell’illegalità diffusa, dimostra ancora di più in quale situazione di degrado morale ed istituzionale sia attualmente il Paese.

Contemporaneamente lo stesso tribunale mandava “assolta” per prescrizione la mai doma Bertolino con la sua pestilenziale distilleria, rischiando così di vanificare decennali lotte della popolazione di Partinico in difesa dell’ambiente e della salute collettiva.


Quanti giornalisti cosiddetti, con la tessera corporativa in tasca, possono essere considerati appena al livello di un Maniaci, per volontà, dinamicità, coraggio, nel documentare la realtà in tutti i suoi aspetti senza condizionamenti del potere politico ed economico imperante?


In contemporanea a questo processo farsa dovrebbe partire quello per i 20 prezzolati assunti con chiamata diretta dall’ex governatore Cuffaro, per le sue tribune stampa, profumatamente pagati, di cui qualcuno non ha neppure la famosa tessera dell’Ordine. Ma si sa certe protezioni possono aprire tutte le porte. E a proposito della condanna di Cuffaro a 5 anni e interdizione dei pubblici uffici, com’è che può fare il senatore, forse che il senato non è un pubblico ufficio?

Ma in senato c’è anche quell’illustre personaggio grande amico del premier, che risponde al nome di Marcello Dell’Utri, già condannato in primo grado a nove anni per associazione mafiosa, estimatore di Mussolini, ed ora relatore di un emendamento che vorrebbe sconfessare il rischio dei cambiamenti climatici per colpa dell’uomo, perché sono modesti. Il che è perfettamente in linea con la schizofrenia del governo che nel pomposo G8 di Siracusa si dichiara a favore di iniziative comuni con l’Europa per combattere l’effetto serra. Parole tante a vanvera, fatti concreti niente.

giovedì 7 maggio 2009

La svolta "storica" di Maroni

ANSA.it - Tunisina suicida in centro nei pressi di Roma
ROMA - Non voleva tornare nel suo paese perché si vergognava di esservi riportata perché finita in prigione per spaccio di droga. Potrebbe essere questo il motivo del suicidio di una donna tunisina di 49 anni trovata morta stamani nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria alla periferia di Roma. La donna, in Italia da dieci anni, oggi avrebbe dovuto ricevere il decreto di espulsione per poi essere messa in un aereo e portata in Tunisia. "Piuttosto che tornare nel mio Paese mi ammazzo. Mi vergogno troppo per quello che mi è successo", avrebbe confidato la donna che nel marzo scorso era uscita dal carcere di Rebibbia, alle compagne di stanza che, preoccupate per il suo stato d'animo, l'avevano confortata fino a notte fonda prima di addormentasi. Stamani la triste scoperta: la donna si era impiccata con un maglietta nel bagno della sua stanza. A Roma dal 1999, secondo quanto appurato dalla polizia, la donna nel 2001 era destinataria di un decreto di espulsione. Più volte era stata fermata, fornendo nomi diversi, e denunciata fino a quando nel 2004 era stata arrestata per scontare una pena cumulativa di 5 anni e tre mesi. Era stata portata a Ponte Galeria il 24 aprile scorso perché non aveva rispettato il decreto di espulsione. Da quel giorno era partito l'iter per il suo espatrio. Sempre nel Cie di Ponte Galeria, che si trova in aperta campagna ed ospita 221 immigrati, 137 uomini e 84 donne, soltanto un mese fa un algerino di 40 anni era morto per cause naturali. Il suicidio avvenuto a Ponte Galeria ha innescato una polemica sui questi centri.




La svolta storica di Maroni



ADUC - Di' la tua - Notizia - Maroni esulta: clandestini rispediti in Libia. Ma l'Onu denuncia violazione dei diritti umani
Roberto Maroni la definisce 'una svolta storica nella lotta all'immigrazione clandestina'. Ma la reazione dell'Onu e' durissima, con l'Alto commissario per i rifugiati Antonio Guterres che rivolge 'un appello alle autorita' italiane e maltesi affinche' continuino ad assicurare alle persone salvate in mare e bisognose di protezione internazionale pieno accesso al territorio e alla procedura di asilo nell'Ue' e in una nota esprime 'profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio'. Posizione in linea con la Cei con il direttore dell'Ufficio dei Migranti don Giandomenico Gnesotto che chiede di 'verificare l'effettivo trattamento di chi viene mandato in Libia'.


Berlusconi: posso palpare la signora?

navigando in rete ogni giorno si possono trovare le "perle" del Cavaliere Nero, primo al mondo in gaffes.

lunedì 4 maggio 2009

Siamo tutti Veronica Lario





Ebbene sì, per colpire un pericoloso nemico della democrazia, e della libertà, ogni mezzo è buono, anche un divorzio che fa scandalo.
E' un pò come ai tempi di Al Capone e dei boss della mafia americana che per metterli fuori combattimento fu necessario utlizzare lo strumento della fiscalità.
Anche per mettere in difficoltà il Cavaliere Nero, ben venga la mossa di Veronica, ora dipenderà tutto da come lui reagirà, se scompostamente e sopra alle righe come è sua norma, anche se lo stuolo dei suoi avvocati galoppini lo scongiurerà di stare calmo, allora potrà essere una bella botta.
Specie per l'elettorato cattolico e beghino, che però è anche ipocrita. Mah! Speriamo...


Silvio Berlusconi, che dirà il Santo Padre che vive a Roma? : Giornalismo partecipativo


venerdì 24 aprile 2009

25 Aprile


perchè domani è così importante?
tu mi chiedi tranquillo
legittimato dalla tua giovane vita...
certo, tu non conosci
la storia che ti ha preceduto
e m'incalzi, vuoi sapere...
ebbene sì, andrò indietro nel tempo
e ti parlerò dei crimini di una stirpe
infida, dispensatrice d'ipocrisie
affamata di guerra e di potere...
una genìa mai doma
che si disseta col sangue di altri uomini
ebrei o di pelle rossa, comunque diversi
quel tanto per considerarli prede
abbastanza per il pretesto della ferocia...
e fu già una carneficina immonda
sotto le insegne dell'atroce doppia esse
troppo a lungo subita
ma con fierezza debellata
la cui fine s'inneggia domani, ragazzo...
ma, non solo gli scheletri anneriti
nei campi di Auschwitz e Mathausen
vanno onorati
nel ricordo di uno scempio indelebile...
altre volte lo sterminio si è avvolto
d'infimi pretesti,
che si manifestano beffardi
ad ogni occasione propizia
per scatenare massacri,
sganciare bombe
erigere Muri d'odio,
ingabbiare interi popoli,
invadere Nazioni da depredare
e sempre con bandiere ammantate
di falsa democrazia
e illusioni di libero arbitrio...
ecco, questa è la falsità
che devi scoprire e smascherare
se vorrai poter sfoggiare
la tua coscienza linda, ragazzo
così da trovare altri, sinceri
con cui procedere consapevole
sulle strade del mondo

mercoledì 22 aprile 2009

22 Ottobre-il giorno della Terra

oggi è il giorno della terra
chi glielo va a dire che è il suo giorno?
chi ha l’animo così pulito
da ogni possibile tentazione nociva?
chi può dire di non aver mai alimentato
la montagna di sudiciume che la ricopre?
di non aver mai contribuito
alla cappa di ignavia che la consuma?
chi può affermare di aver lottato
contro le bande che la depredano
che la rendono sempre di più
quel triste panorama cui assistiamo
nel monitor della nostra coscienza?

un pianeta offeso troppo spesso dalla libidine
e dall’egoismo dei monatti del business
saccheggiato fin nel profondo
senza metodo né onore
spogliato delle sue foreste
dall’avidità di stolti sciacalli…
sconvolto nei suoi ritmi
da mille guerre fratricide
minacciato da energie terrificanti
promosse da una scienza imbelle…

oggi è il giorno della Terra
cioè domani muterà il panorama?

il continente nero e quello giallo
che scoppiano di genti
di derrate umane lasciate marcire
sui bancali dell’indifferenza…
moltitudini adulte e bambine
prive d'acqua e di cibo
donne con i seni asciutti e vuoti
del nettare primordiale
occhi teneri che implorano pietà
mentre la parte ricca
consuma energia e risorse
con beata disinvoltura…

oggi è il giorno della Terra
e mentre il clima, il suo alito
si arroventa e scioglie anche il gelo
noi umani continuiamo imperterriti
a spargere veleni d’ogni tipo
e neppure sappiamo cogliere
il suo monito quando scuote
con rabbia repressa la sua buccia
e ci mostra tutta la nostra fragilità

sabato 18 aprile 2009

Fino a dove si possono spingere i comici?

Ballarò: Maroni contro Crozza - Foto - Magazine - Libero News
Rai, Masi sospende Vauro

Prima che ai bambini si rivolge agli sfollati che qui contano cinque compaesani morti. «In confronto all’entità del sisma le vittime sono state poche», dice Berlusconi

(
LA REPUBBLICA - Politica: Visita lampo di Berlusconi “Entro l’estate alloggi per tutti”
17.04.2009)


più censurano e più si fottono


La beffa di Santoro - cronaca - Repubblica.it
IL COMMENTO
La beffa di Santoro
di ANTONIO DIPOLLINA

Ironia, parecchia, risposte puntuali, soluzioni sarcastiche, molte, per Michele Santoro e la sua band. Una sorta di gioco fin troppo agevole in certi punti, vista la pochezza degli attacchi avversari. Ecco la "puntata riparatoria" di Annozero, ieri sera, dopo quella contestata della scorsa settimana.

Le vignette di Vauro vengono presentate comunque senza Vauro, Sabina Guzzanti vi aggiunge il carico da undici, Santoro&Travaglio sceneggiano a puntino le repliche contro tutto e tutti, con un certo gusto per teatralità e colpi ad effetto. La controparte è Niccolò Ghedini, il più battagliero e spregiudicato di tutto il Pdl, in teoria: ma a un certo punto entra quasi anche lui nel gioco e si limita alla parte, non brillantissima né forse ce n'era bisogno. Passa anche una fantastica intervista di Ruotolo al vescovo de L'Aquila che giorni addietro aveva emesso un comunicato di indignazione, dalle sue risposte si evince che non solo il prelato, come ammette, non ha visto la famosa puntata ma gliene hanno anche raccontato probabilmente un'altra.

E insomma, alla fine, il gioco televisivo è quello, quasi da far passare sotto traccia l'episodio e richiederne a gran voce un altro migliore per la prossima puntata, ché questo ha un po' stufato. Il guaio è che invece sul terreno, tramortita, resta parecchia della credibilità residua di molti attori in gioco. Ora tocca restare col fiato sospeso ad aspettare cosa si inventeranno davvero i vertici Rai e in particolare il nuovo direttore generale per uscire in modo appena dignitoso da tutto questo: la censura a Vauro, anche dopo aver guardato per la centesima volta la vignetta incriminata a caccia di qualcosa di impresentabile - che deve pur esserci, no? - fa tornare indietro il paese a tempi impensabili, lo sbalordimento rimane assoluto. L'indagine interna della Rai non potrà mai essere una cosa seria, né se si conclude nel nulla né, appunto, se dovesse dare spunto a provvedimenti punitivi che in un caso simile, se ci mettessimo a spiegarlo con esattezza oltre le frontiere, farebbe ridere il mondo intero. Tutto assurdo, con tutti che a un certo punto non hanno creduto vero che ci fosse questa possibilità succosa e mediaticamente lucrabile di mettersi a recitare una parte purchessia.


giovedì 16 aprile 2009

non c'è niente da festeggiare


16 aprile 2009, ci siamo, il mio 66esimo compleanno, il solito triste anniversario, ormai così da molti anni, perché finisce con l’essere più un inventario molto passivo più che una festa.E poi nello stesso giorno del Papa!

Innanzitutto per la situazione complessiva, sia del Paese che del pianeta:fallimentare, disastrosa, difficilmente recuperabile. Esattamente un anno fa il cavaliere nero tornava trionfalmente in sella allo stivale, e oggi pare più a cavallo che mai, nulla lo può scalfire. Più fa gaffe che rimbalzano sui giornali e le tv di mezzo mondo e più sembra godere di buona salute presso l’elettorato italiano. Crisi economica, terremoto e relativa risposta deludente del governo pare non comportino per una gran parte della popolazione italiana momenti di ripensamento, di riflessione, di analisi politica approfondita. Battute tipo “ se è disoccupato perché non si cerca un lavoro” o “Nessuno in Europa ha fatto più di noi come misure anti-crisi” o peggio “La Costituzione assegna al presidente del Consiglio dei poteri quasi inesistenti. In altri Paesi, invece, il premier ha poteri veri: in Italia ahimè ha solo poteri finti e così il governo non può intervenire con prontezza e lo Stato non può funzionare. Il Paese ha bisogno di governabilità”, per limitarsi a qualche esempio, pare non scandalizzino o preoccupino più di tanto, e solo quei pochi facinorosi estremisti bastiancontrari.

Tutto questo mi angoscia profondamente. Poi c’è la situazione del pianeta che è sempre più comatosa e anche qui quelli che se ne preoccupano veramente sono pochi pazzi.

A livello personale l’unica nota buona è che finalmente mi è stata riconosciuta una pensione, minima, ma almeno arriva anche per me che pareva ne dovessi essere privato, non si sa bene per quali inghippi. Evviva!



bilancio di compleanno -66


le chimere della vita

allusive mi aggrediscono

aggressive m’illudono…

sessantaseiesimo compleanno

giorno infausto di bilanci…

frammenti di vita

che si sciolgono nel tempo…

memoria di ciò che si è,

del proprio io intimorito

dall’incapacità di agire…

stragi di legalità ovunque

posso assistervi comodamente in Tv

seduto sulla mia coscienza

con le ore che sfuggono beffarde...


chissà! davanti allo schermo

potrebbe passare la mia vita

come in un film già recitato…

immagini virtuali nette

della mia storia personale

in scene montate dalla moviola

delle ore scandite fin qui...


lo sbocciare come individuo cosciente

consapevole di un mondo ingiusto,

il senso della ribellione

instillato come un germe,

esperienze composite multiformi

a formare un mosaico sfaccettato

ricco di contraddizioni

che vanno ormai ingigantendo…

e goffo nel tentativo

di afferrare la chimera

di un successo personale,

incolore in un mondo variopinto

per poi ritornare sempre

alla quotidianità depressa

e pezze sul culo…


difficile raggiungere un pareggio



16 aprile 2009

sabato 11 aprile 2009

Terremoto

terremoto, parola terrificante

con un prima e un dopo

il durante non è percepibile

è l’attimo che sconvolge fulmineo

che non è facile da raccontare…

il prima è nella cultura del potere

nello squallido business del malaffare

che ruba atomi di sicurezza

nell’ignavia complice della politica

che non ama abbastanza il bene pubblico

che è solerte solo con i proclami del dopo

e delle colpe scaricate sui più fragili…

una politica sfrontata

abile ad autoincensarsi

per la prontezza dei soccorsi

quando ormai restano solo briciole

di città grandi e piccole…

quando ormai si spera solo

nel fiuto canino per scovare

un rantolo superstite

mentre la scena spettrale è esaltata

dalle mille luci delle tv

a caccia di scoop del miglior orrore…

ma il dopo è anche

morti coperti di polvere

schiacciati dalle macerie

scovati in improvvisi anfratti

vittime dell'incuria

di una società allo sbando...

centinaia di bare allineate

per lo spettacolo del dolore

per la parata dell’ipocrisia

dove l’unico suono sincero

è il singhiozzo di chi ha perso

affetti beni e speranze...


caduti per chi, per cosa?

un tremito forte della terra

giovedì 9 aprile 2009

L'ultima di Berlusconi

Per conoscere l'ultima boutade del Premier in visita di conforto ai terremotati d'Abruzzo, bisogna consultare i giornali di altri Paesi, in questo caso il titolo è del Dagens Nyheter di Stoccolma. Cliccare sul titolo qui sotto


mercoledì 1 aprile 2009

perchè non mi piace questo mondo


Afghanistan, legalizzato lo stupro nel matrimonio - Adnkronos Esteri
ultimo aggiornamento: 31 marzo, ore 13:44
Kabul, 31 mar. (Adnkronos) - Il presidente afghano Hamid Karzai viene accusato di aver firmato una nuova legge sul diritto di famiglia che legalizza lo stupro nell'ambito del matrimonio e impone alle donne di chiedere al marito il permesso per uscire di casa. Il ministero della Giustizia ha confermato che Karzai ha firmato la legge a marzo, ma ha aggiunto che il testo non verrà pubblicato fino a quando non verranno risolti alcuni "problemi tecnici". A denunciarne i contenuti sono intanto fonti dell'Onu, attivisti per i diritti umani e deputate donne afghane. "E' peggio che sotto i talebani", commenta amara la senatrice Humaira Namati. segue nel link


sabato 28 marzo 2009

io sto con Gioacchino Genchi

Per capire chi è Gioacchino Genchi, perchè per alcuni è un personaggio scomodo, e perchè è importante sostenerlo, vedete questi video

http://www.youtube.com/watch?v=nHN0l0pQP00&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw&feature=player_embedded


24-mar-2009

Da ieri Gioacchino Genchi è stato sospeso da ogni funzione dalla Polizia di Stato. Col provvedimento di sospensione dal servizio sono stati ritirati il tesserino, la pistola e le manette. La motivazione è addirittura una replica ad un giornalista di Panorama che lo accusava di essere un bugiardo lasciata sulla sua bacheca di Facebook, in cui Genchi si difendeva in modo misurato e contenuto.


Riteniamo che ieri si sia toccato il fondo in una vicenda che ha chiarito, qualora ce ne fosse stato bisogno, cosa può accadere a chi cerca di fare luce sui coni d’ombra di cui l’Italia è piena, a chi vuole dare giustizia ai familiari delle vittime delle stragi, a chi vuole smantellare i comitati d'affari e le nuove P2. Chi tocca i fili dell'alta tensione muore. Noi forse siamo ancora in tempo.

Siamo indignati e sconcertati da quello che sta accadendo ad uno dei migliori uomini dello Stato italiano, un uomo che forse quello stesso Stato fondato sul sangue delle stragi del 1992, non merita, come non lo meriteremmo noi se rimanessimo inermi ad assistere a questo massacro.

Abbiamo deciso che è ora di reagire, e non più con comunicati, con articoli e con sterili prese di posizione. Noi vogliamo mostrarci, vogliamo farci vedere da chi in questo momento sta decidendo sul futuro del dott. Genchi. Senza violenza e senza aggressività, senza guerriglia, che non ce ne voglia il ministro Brunetta. Pacificamente vogliamo dimostrare che Gioacchino Genchi è circondato da persone per bene che nutrono per lui una stima e un'ammirazione incondizionata.

Per questo vi invitiamo ai sit in davanti A TUTTE LE QUESTURE D'ITALIA SABATO 28 MARZO DALLE ORE 10 ALLE 15.


Noi temiamo che la sospensione di Gioacchino Genchi non sia il punto d’arrivo. Temiamo che altro possa accadergli. Reputiamo scandaloso, infine, che coloro che hanno dato il la a questa sporca vicenda, i Ros dei Carabinieri, siano guidati da un soggetto che in questo momento è sotto processo a Palermo con l´infamante accusa di favoreggiamento aggravato nei confronti di cosa nostra. E’ Mori che deve essere sospeso, non chi ha assestato colpi durissimi a cosa nostra, una organizzazione che non dimentica e colpisce chi lo stato non è riuscito a proteggere.


Sonia Alfano
Benny Calasanzio
Salvatore Borsellino





giovedì 19 marzo 2009

di bene in meglio


Temporeale - BRUNETTA: GLI STUDENTI DELL'ONDA SONO GUERRIGLIERI

La dichiarazione farneticante del nano da sbarco fa il paio e chiude il cerchio con il comunicato stampa qui sotto, e la conclusione quale può essere se non che siamo ormai in pieno regime clerico-fascista?


Comunicato-stampa


L'aggressione agli studenti romani e la complicità di Cgil e PD

La selvaggia aggressione di oggi a Roma ai danni degli studenti che volevano uscire dall'Università per protestare contro la politica scolastica governativa - che ha provocato numerosi feriti tra ragazzi/e inermi a cui va la nostra totale solidarietà - è stata materialmente
condotta da "forze del disordine" istigate da un ministero degli Interni che sembra garantire copertura ad ogni violenza poliziesca. Ma gli strumenti politici per l'aggressione sono
stati forniti anche da tutti i partiti della opposizione parlamentare (PD in prima fila), nonchè dai sindacati concertativi (Cgil in prima fila), che hanno sottoscritto un dittatoriale Protocollo per vietare a Roma qualsiasi forma di protesta che non si svolga in sei piazze prestabilite e in sei itinerari.
Secondo il Protocollo non si potrebbe protestare davanti a ministeri, uffici pubblici, sedi aziendali o padronali, Parlamento e sedi politiche: insomma, non si potrebbe portare il conflitto davanti alle sedi delle "controparti". La motivazione dell'intralcio al traffico è totalmente fasulla: gran parte del centro storico è pedonalizzato o riservato al solo traffico dei residenti (clamoroso il divieto al Parlamento e al Senato, al Campidoglio o a Piazza Navona, tutte zone vietate al traffico).
In realtà si vuole impedire che si manifesti ogni forma di conflitto nelle strade, in linea con il
tentativo di vietare lo sciopero nei servizi pubblici, nel timore di una valanga crescente di proteste di fronte alla sempre più micidiale crisi. Ma il governo ha trovato la complicità e collaborazione di Cgil, Cisl, Uil nonchè del PD, IdV e degli altri partiti di opposizione che, mentre fingono di protestare contro i progetti liberticidi berlusconiani, si fanno portatori del più brutale attacco al diritto di manifestare degli ultimi 60 anni.
Suona insopportabilmente ipocrita il comunicato di solidarietà agli studenti da parte di una Cgil senza la cui firma il Protocollo non sarebbe stato proponibile e che fino a ieri lo ha difeso in comunicati e interviste. I Cobas, insieme alle altre forze del Patto di Base (Cub
e SdL) si sono già rifiutati di accettare i diktat polizieschi in occasione delle manifestazioni dei lavoratori Telecom e di quelli dei Trasporti: e continueranno così per far saltare l'ignobile Protocollo e aiutare i cittadini/e romani a riconquistare rapidamente il diritto di manifestare liberamente.

Piero Bernocchi
portavoce nazionale
COBAS

domenica 8 marzo 2009

API OPERAIE

Donne nuove

le vedo camminare


anche su queste vecchie strade


trazzere del Sud


-ogni tanto un morto ammazzato-


i loro piedi agili


stanno imparando a scavalcare ogni ostacolo…



Sono donne più mature e consapevoli


e non hanno nulla di meno o da invidiare


alle più esperte nordiche,


e non possiedono solo


la loro bellezza scura meridionale…



E sono già numerose


crescono e si moltiplicano


come api ronzanti


volando di fiore in fiore


succhiando ogni giorno nuova linfa


per la loro determinazione,


spiegando fragili ali


drizzando acute antenne


sopra un mondo di prati maschi


che temono d’essere impollinati…



Un uomo può essere fiore


se insieme agli infiniti altri


si lascia crescere per formare


grandi prati festosi,


e la donna può essere ape infaticabile


alla continua ricerca dei fiori più sani


mondi di potere e d’inutili fardelli


pronti a cedere gocce


della loro mitica esperienza…



Non più regine mangiauomini


o angeli di uno stucchevole focolare


ma api operaie coscienti e libere


capaci di succhiare nettare


e di produrre miele


per questa società nuova appena abbozzata.